20/08/2026
🤬 Quelli bravi, non si possono chiamare inconcludenti perché non hanno mai iniziato qualcosa che non sia scritto nel loro programma.
MAGGIO 2024: UNA PROMESSA PRECISA. AGOSTO 2026: ORA CHIEDONO AI CITTADINI COSA FARNE.
Non è un’opinione. È scritto nero su bianco nel programma elettorale della lista Davide Moretti Sindaco: «Riqualificazione dell’area delle vecchie scuole: creazione di un nuovo polo dei servizi pubblici con uffici comunali, ambulatori, spazi per le associazioni e aree verdi.»
Era una promessa chiara. Chi ha votato quella lista sapeva cosa gli veniva proposto: recuperare le vecchie scuole per realizzare uffici comunali, ambulatori e servizi pubblici. Oggi, a distanza di oltre due anni, invece di spiegare quando e come verrà realizzato ciò che era stato promesso, l’Amministrazione chiede ai cittadini idee e proposte sulla destinazione e valorizzazione della stessa area.
Ma allora una domanda è inevitabile: il progetto promesso agli elettori che fine ha fatto? E soprattutto ce n’è un’altra, ancora più concreta, che avevamo posto già allora: con quali risorse economiche si pensava di realizzarlo? Quanto costa il nuovo polo dei servizi pubblici? Esiste una stima? Ci sono finanziamenti o contributi? È previsto un mutuo? Sono state individuate le risorse nel bilancio comunale?
Perché il problema non è che oggi quella promessa sia diventata improvvisamente difficile da mantenere. Un progetto di quelle dimensioni era difficilmente sostenibile con le risorse di cui dispone Adro oggi, così come lo era durante la campagna elettorale del 2024. Eppure allora non si chiedeva ai cittadini cosa fare delle vecchie scuole: si diceva già cosa si sarebbe fatto.
Gli elettori hanno votato anche sulla base di quella promessa e oggi meritano una risposta altrettanto chiara: ambulatori medici e uffici comunali si faranno oppure no? Quanto costano e con quali soldi verranno realizzati?
Le consultazioni dei cittadini sono certamente utili, ma non possono diventare, due anni dopo, il modo per rimettere in discussione una scelta che in campagna elettorale era stata presentata come già definita. Amministrare significa anche questo: dire prima cosa si vuole fare, spiegare come lo si finanzia e poi assumersi la responsabilità di realizzarlo.
Le promesse vanno mantenute, non riscritte dopo le elezioni. È una questione di rispetto verso chi vi ha dato fiducia.