29/05/2024
«𝑆𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑠𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑏𝑎𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑙'𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑏𝑎𝑛𝑑𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑚𝑎 𝑙𝑒 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑖 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑚𝑏𝑒. 𝑈𝑛𝑎 𝑏𝑎𝑛𝑑𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑠𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑖𝑚𝑏𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑝𝑎𝑒𝑠𝑖. 𝑈𝑛 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑚𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑎 𝑢𝑛'𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑜𝑟𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑎𝑟𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒».
Cosi la presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, assieme al presidente della Comunità di Bologna De Paz.
Fonte: https://bit.ly/rai_news
Come Sindaco di un Comune storicamente schierato per la Pace, la non violenza e la salvaguardia dei diritti umani è per me doveroso prendere posizione così come agire per garantire la maggiore coesione sociale possibile nella nostra città. Per questo esporremo a Palazzo D’Accursio, accanto allo striscione per il cessate il fuoco, la bandiera della Palestina. Prendiamo parte in favore delle vittime e dei diritti umani, ancora una volta quindi. Non possiamo e non vogliamo restare in silenzio, perché restare in silenzio di fronte a questa violenza vuol dire accettarla.
L’attuale Governo israeliano deve fermarsi e riaprire il fronte del dialogo. Quando questo avverrà e sarà ripristinato pienamente il diritto internazionale, esporremo accanto alla bandiera palestinese anche quella israeliana. Perché per aprire alla possibilità di nuovo di avere due Stati, come in tanti spesso affermiamo, occorre avere anche due popoli e questo per quello che i palestinesi stanno subendo rischia di non potere più accadere.
Sin dal primo momento, Bologna ha voluto esprimere con forza il suo impegno per la costruzione di un percorso di pace in Palestina, a partire dalla richiesta di un immediato cessate il fuoco. Non solo non si sono fermate le bombe, ma l’escalation militare israeliana di questi giorni ha portato ad una ulteriore strage di civili inermi, molti dei quali bambini. Ogni limite è stato superato così come denunciato dalle principali istituzioni internazionali, Nazioni Unite e Europa compresa.
Come Amministrazione e Consiglio comunale abbiamo con forza condannato gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e chiesto la liberazione degli ostaggi israeliani, ma nulla può giustificare quello che sta sta accadendo a Rafah, nella striscia di Gaza. Il popolo palestinese stesso è doppiamente vittima della follia estremista.
La discussione sul conflitto in medio-oriente sta interessando milioni di persone a livello globale, non solo nella nostra città. Rappresenterà per intere generazioni una ferita storica e identitaria che rischia di dividerci per sempre. Dobbiamo evitare che il confronto su una questione così importante possa assumere ulteriori forme violente e aprire nuovi spazi democratici di partecipazione, anche per questo motivo come Comune decidiamo di fare un ulteriore passo in avanti mettendo a disposizione spazi comunali per ospitare questa discussione e manifestare in modo non violento. Il Comune nella sua tradizione ed alta funzione di agorà civica farà la propria parte.
A tutti i cittadini israeliani e ai componenti della comunità ebraica che vivono e studiano nella nostra città va la nostra vicinanza e solidarietà, perché sappiamo che loro stessi stanno subendo una situazione grave e molti di loro non condividono le scelte del governo israeliano. A questi nostri concittadini va garantito massimo rispetto e tutela. Tutte le istituzioni si devono impegnare a questo fine, contrastando ogni forma di antisemitismo e discriminazione. Ripartiamo dal dialogo, dal riconoscimento reciproco delle tragedie subite e dalla solidarietà.
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