Partito Democratico Apricena

Partito Democratico Apricena Il Partito Democratico di Apricena è il più importante gruppo politico di Apricena.

Questa mattina ci siamo svegliati con una notizia che ci ha lasciato tutti senza parole: il compagno Matteo Pasqua non c...
04/09/2026

Questa mattina ci siamo svegliati con una notizia che ci ha lasciato tutti senza parole: il compagno Matteo Pasqua non c’è più.

Caro Matteo, a te ci legheranno sempre confronti, discussioni, partecipazione ed un profondo amore per Apricena e per la politica fatta insieme nel Partito. Lasci dietro di te un vuoto incolmabile, perché figure come la tua sono rare. Ma il tuo ricordo continuerà a vivere con noi, nelle attività che continueremo a portare avanti, con forza e coraggio, proprio come hai sempre voluto.

A Tommaso, a Franco, a Dina e a tutta famiglia vanno le nostre condoglianze per la perdita di un padre, di un nonno, di un amico.

La comunità del Partito Democratico di Apricena si stringe attorno a voi con un forte e caloroso abbraccio in questo momento di dolore.

Ciao, Matteo.
Oggi ci hai lasciato su questa Terra, ma chi ha compagni non muore mai.

Suoni in Cava 2026: Quando la politica scopre l'amnesia. Dallo stop del 2012 ai "trionfi" d'oggi.Oggi la Giunta festeggi...
28/08/2026

Suoni in Cava 2026: Quando la politica scopre l'amnesia.
Dallo stop del 2012 ai "trionfi" d'oggi.

Oggi la Giunta festeggia l'evento simbolo di Apricena.
Ma gli archivi ricordano: all'inizio dell'era Potenza, la rassegna fu bollata come "inagibile, costosa e inutile."

Sotto le luci dei riflettori che illuminano le maestose pareti scolpite della cava, con il pubblico delle grandi occasioni ad applaudire gli artisti dell'estate 2026, l'immagine del sindaco Antonio Potenza appare impeccabile.

Sorrisi, strette di mano e discorsi d'apertura in cui la narrazione istituzionale rivendica con orgoglio la paternità e la grandezza di "Suoni in Cava", definita il fiore all'occhiello dell'identità culturale e turistica della «Città del Marmo e della Pietra».

Un grande successo, senza dubbio. Ma la memoria storica è un dovere incorruttibile.

E basta sfogliare la rassegna stampa dell'estate 2012 — anno d'insediamento della prima amministrazione Potenza — per scoprire una realtà diametralmente opposta, fatta di dinieghi, forbici ai bilanci, accuse di illegalità e una vera e propria crociata contro la manifestazione.

L'estate 2012: il "No" del Sindaco e il pretesto delle autorizzazioni

Nel luglio del 2012, fresca d'elezione, la prima giunta guidata da Antonio Potenza presentò il cartellone estivo "Apricena È…state". Un programma da 75 eventi minori costato circa 45mila euro, dal quale Suoni in Cava fu clamorosamente e drasticamente tagliata fuori dopo dodici edizioni consecutive di successi.

La motivazione ufficiale fu netta e perentoria. Il primo cittadino motivò lo stop parlando di un ostacolo burocratico insormontabile:

_«Una manifestazione che quest'anno l'amministrazione non organizzerà per via dell'elevato numero di autorizzazioni che occorrono per eventi ospitati in location particolari come le cave», dichiarò Potenza il 2 luglio 2012.

Non solo burocrazia: a condire la decisione vi fu anche una narrazione economica ed esplicitamente denigratoria. Potenza accusava la passata amministrazione di aver sborsato cifre eccessive per soli sei giorni di festival (30mila euro di contributo comunale nel 2011 su un totale di 60mila spesi per gli eventi estivi), contrapponendovi la propria presunta "spending review".

Il sindaco arrivò persino a giustificare lo stop erigendosi a difensore dei commercianti, dichiarando di voler ve**re incontro alle loro preoccupazioni riguardo allo *«spopolamento della città nei giorni della manifestazione».

Lo avete dimenticato, vero? Noi no.

L'ondata d'indignazione e le smentite degli organizzatori

La cancellazione del festival scatenò un'ondata di sdegno e una mobilitazione civica senza precedenti. Su Facebook nacque il gruppo spontaneo "Riportateci in cava", mentre giovanissimi cittadini e studenti inviarono lettere accorate al sindaco ricordando che tagliare Suoni in Cava significava «tagliare un pezzo della nostra cultura e della nostra storia».

Dure furono le reazioni dell'opposizione e del mondo culturale, con appelli accorati inviati persino da Franz Di Cioccio della Premiata Forneria Marconi.

Ma a smontare la tesi del Sindaco furono soprattutto gli stessi organizzatori. Franco Salcuni, allora presidente del consorzio Five Festival Sud System, e Nunzio Francalancia sbugiardarono pubblicamente le dichiarazioni del primo cittadino*: non solo l'associazione non aveva mai ricevuto 40mila euro dal Comune (bensì 18mila), ma il Sindaco aveva persino rigettato autorizzazioni che non gli erano mai state formalmente richieste, *trasformando una scelta politica in un presunto veto tecnico.

Dall'aula sbarrata all'amnesia del 2026

Il clima di scontro toccò il culmine il 6 luglio 2012, quando all'opposizione, al consigliere regionale Sergio Blasi (ideatore della Notte della Taranta), all'assessore regionale Elena Gentile e ai dirigenti culturali venne negata persino l'autorizzazione per utilizzare la Sala Consiliare per una conferenza stampa. Lo scontro sfociò in un sit-in nell'atrio di Palazzo Lombardi tra accuse reciproche e l'intervento delle forze dell'ordine sollecitato dallo stesso Potenza per presunta "occupazione abusiva". Che bella figura facemmo come Città.

Negli anni successivi, attraverso le note della lista Uniti per Cambiare, l'amministrazione continuò a liquidare la difesa di Suoni in Cava come una mera “strumentalizzazione politica".

Oggi, nell'agosto del 2026, lo scenario appare completamente capovolto. Quel festival che nel 2012 "richiedeva troppe autorizzazioni", che "svuotava il centro" e che "costava troppo", è ritornato ad essere il fiore all'occhiello. E al centro del palcoscenico c'è proprio Antonio Potenza, pronto a incassare gli applausi e a intestarsi il merito di una creatura culturale che, alle sue prime armi da sindaco, cercò in tutti i modi di affossare.

I festival passano, gli applausi sfumano, ma gli atti amministrativi e i giornali dell'epoca restano. Ricordare da dove si è partiti non è polemica strumentale, ma un atto di trasparenza dovuto ai cittadini di Apricena: festeggiare Suoni in Cava oggi è doveroso, ma dimenticare chi ne ha spento la voce per ben 11 anni, sarebbe un torto alla verità storica.

Sostenere Suoni in Cava solo oggi non è amore per il territorio, ma calcolato opportunismo : il Sindaco Potenza usa un festival di tutti, che dovrebbe far conoscere la pietra di Apricena, la fatica del lavoro nelle cave, ad un pubblico più ampio, come un banale megafono per la propria campagna elettorale.

Mentre migliaia di persone vanno via senza sapere cosa sia la pietra di Apricena, chi sono i cavamonti, e nemmeno dove sia l'uomo più antico d'Europa. Storie di giganti costrette a lasciare spazio ad una politica incapace di guardare oltre se stessa.

P.s. All' attenzione degli avventori di Suoni in Cava.

Tra le foto che alleghiamo, risalenti alle manifestazioni precedenti al 2012 (ante Potenza), si può notare la particolare cura e attenzione per la discesa in cava messa in atto in passato con la sistemazione della passerella che accompagnava gli ospiti fino alla zona spettacoli.

FANGHI: LA TRASPARENZA PROMESSA DOV’È?Ve lo ricordate il sindaco Potenza quando, sulla vicenda fanghi, prometteva:«Vi te...
20/08/2026

FANGHI: LA TRASPARENZA PROMESSA DOV’È?

Ve lo ricordate il sindaco Potenza quando, sulla vicenda fanghi, prometteva:

«Vi terrò costantemente aggiornati sulla questione fanghi».

Una promessa che, ancora una volta, sembra essere rimasta sulla carta.

Il 17 luglio scorso, il protocollo del nostro Ente ha ricevuto la comunicazione dell’ennesimo ricorso al TAR presentato dalla società Il Tulipano S.r.l. sulla vicenda fanghi.

A seguito del ricorso, il Comune ha dovuto adottare una delibera per affidare agli avvocati l’incarico di rappresentare e difendere l’Ente, con nuovi costi a carico della comunità.

E i cittadini sono stati informati?

No.

Nessuna comunicazione. Nessun aggiornamento. Nessuna spiegazione pubblica.

E allora ci chiediamo: che fine ha fatto quella promessa di «costante aggiornamento»?

È più facile comunicare soltanto ciò che può essere presentato come un successo, evitando di parlare di ricorsi, contenziosi e nuove spese?

Noi crediamo che la trasparenza non possa funzionare a corrente alternata.

Un’amministrazione deve informare i cittadini sempre: quando le notizie sono positive, ma soprattutto quando emergono problemi, contenziosi e nuove questioni che riguardano l’Ente e le tasche della comunità.

E questo vale anche per il profilo istituzionale Facebook del Comune.

Un canale istituzionale dovrebbe essere uno strumento al servizio di tutti i cittadini, non una vetrina per la comunicazione politica del sindaco e dei suoi assessori.

La comunicazione istituzionale appartiene alla comunità. Non può diventare uno strumento per costruire consenso personale o per accompagnare ambizioni politiche.

La vicenda fanghi dura ormai da anni. Quella che, secondo noi, avrebbe potuto e dovuto essere chiusa già nel 2020 con un netto diniego da parte dell’amministrazione, evidentemente non è ancora finita.

E mentre il contenzioso continua, continuano anche le conseguenze e i costi per la comunità.

Noi continueremo a informare i cittadini.

Perché la trasparenza non si dimostra soltanto quando conviene.

La trasparenza, se è davvero tale, vale sempre.

IL BUONO EDUCATIVO REGIONALE: I DATI CHE CONTANOIl Buono educativo è un aiuto che la Regione Puglia dà alle famiglie per...
10/08/2026

IL BUONO EDUCATIVO REGIONALE: I DATI CHE CONTANO

Il Buono educativo è un aiuto che la Regione Puglia dà alle famiglie per abbattere la retta dell’asilo nido.

Non è una tassa: è uno sconto.

E sulla quota che resta a carico della famiglia si può aggiungere il Bonus Asilo Nido dell’INPS, cumulabile proprio sulla quota di compartecipazione:

👉 fino a 3.600 euro l’anno per gli ISEE fino a 40.000 euro.

Per moltissime famiglie pugliesi, quindi, la spesa effettiva si azzera o si riduce a poche decine di euro.

📌 I NUMERI PER IL 2026/2027
La Regione ha:

💰 60 milioni di euro stanziati

👶 13.788 posti disponibili nel Catalogo dell’offerta educativa

📈 2.293 posti in più rispetto all’anno precedente

Non è una nostra interpretazione: sono i dati contenuti nell’Avviso adottato con Atto Dirigenziale n. 567 del 30 luglio 2026, in attuazione della delibera di Giunta del 14 luglio.

IL RAGIONAMENTO È SEMPLICE
La Regione mette i soldi.
Aumenta i posti disponibili.
Abbatte le rette.

E qualcuno riesce a raccontarlo come una batosta per le famiglie.

Complimenti per la fantasia.

🏫 TAGLIARE IL NASTRO NON BASTA
E qui la domanda finale, che rivolgiamo con molto garbo:

Tagliare il nastro di un asilo nido è la parte facile.

La parte difficile è garantire che le famiglie possano permettersi di frequentarlo.

Quel terzo asilo nido, senza i Buoni educativi regionali, sarebbe un edificio con le luci accese e le stanze vuote.

MA IL PUNTO VERO È UN ALTRO
Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una serie di figuracce che avrebbero richiesto risposte, non diversivi.

Se l’obiettivo era cambiare argomento, si poteva scegliere qualcosa di più credibile di una tabella letta di corsa.

E poi c’è il dettaglio che rende tutto involontariamente comico:

la stessa Regione che oggi viene messa alla gogna è quella che ieri veniva pubblicamente ringraziata per il finanziamento della circonvallazione.

🤝 METTIAMOCI D’ACCORDO
Quando la Regione finanzia un’opera in paese:

si stringono le mani, si fanno le foto e si ringrazia.

Quando serve un bersaglio per coprire i guai di casa:

la stessa Regione diventa il nemico delle famiglie.

Chi amministra ha il dovere di spiegare le proprie scelte, non di cercarsi un avversario a Bari ogni volta che le cose in paese si complicano.

9 agosto 2017, una data rimasta indelebile nella memoria dell’intero territorio della Capitanata.Due innocenti cittadini...
09/08/2026

9 agosto 2017, una data rimasta indelebile nella memoria dell’intero territorio della Capitanata.

Due innocenti cittadini, Aurelio e Luigi Luciani, figli della nostra terra, vengono coinvolti loro malgrado in una delle tante faide di quella che viene definita la quarta mafia.

È la prima volta che un intero territorio reagisce con forza, perché finalmente si rende conto che quelle faide non riguardano soltanto chi ne è direttamente coinvolto, ma ognuno di noi.

Non basta più continuare a vivere onestamente, non basta più dire “finché si ammazzano tra di loro”. Da quel momento abbiamo compreso che quella violenza riguarda tutti noi, la nostra comunità, il nostro futuro.

Alla famiglia di Aurelio e Luigi Luciani va tutto il nostro affetto, la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Da anni porta avanti una lotta incessante per difendere la memoria dei propri cari e, attraverso di essa, la dignità e il riscatto di un intero territorio.

Da allora molti arresti sono stati effettuati e importanti risultati sono stati raggiunti, ma la lotta per sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata è ancora lunga e ardua.

Per questo chiediamo con forza un invio massiccio di forze dell’ordine. L’esiguo numero di uomini e mezzi attualmente destinati al nostro territorio non è sufficiente a fronteggiare la particolare complessità e le peculiarità della Capitanata.

Noi continueremo a essere al fianco della famiglia Luciani, con convinzione e determinazione, per la memoria di Aurelio e Luigi, per la dignità della nostra terra e per il bene comune.

08/08/2026
COMUNICATO STAMPAPrima i bambini, poi gli stipendi della politicaL'Amministrazione comunale di Apricena ha pubblicato l'...
07/08/2026

COMUNICATO STAMPA

Prima i bambini, poi gli stipendi della politica

L'Amministrazione comunale di Apricena ha pubblicato l'avviso per l'iscrizione al servizio di trasporto scolastico per l'anno 2026/2027, confermando un contributo di 50 euro annui a carico delle famiglie.

Una domanda sorge spontanea: perché i cittadini devono pagare un servizio essenziale come lo scuolabus?

Da quando il sindaco Antonio Potenza guida la città, il trasporto scolastico è diventato un servizio a pagamento. Una scelta politica ben precisa, che pesa sulle famiglie in un momento storico in cui il costo della vita continua ad aumentare.

Noi pensiamo che le priorità dovrebbero essere altre.

Se davvero si volesse dare un segnale concreto alle famiglie, basterebbe iniziare dalla politica. Sarebbe sufficiente ridurre le indennità del sindaco, degli assessori e le altre spese della macchina politica per reperire le risorse necessarie a garantire uno scuolabus gratuito.

È una questione di scelte.

Ogni amministrazione decide dove destinare il denaro pubblico: c'è chi preferisce tutelare i propri compensi e chi, invece, metterebbe al primo posto il diritto allo studio e il sostegno alle famiglie.

Per noi la risposta è semplice:

Prima i bambini. Poi gli stipendi della politica.

Perché accompagnare un bambino a scuola non dovrebbe essere considerato un servizio da far pagare, ma un investimento sulla comunità, sull'istruzione e sul futuro della città.

Continueremo a chiedere che il Comune riveda questa decisione e renda il trasporto scolastico gratuito, finanziandolo attraverso una riduzione dei costi della politica e una diversa allocazione delle risorse comunali.

Le famiglie hanno già dato abbastanza.

Ora tocca alla politica dare il buon esempio.

AREE DOG AD APRICENA: "perfettamente funzionanti"? LE IMMAGINI DICONO ALTRO.Abbiamo ascoltato le dichiarazioni dell’Asse...
07/08/2026

AREE DOG AD APRICENA: "perfettamente funzionanti"? LE IMMAGINI DICONO ALTRO.

Abbiamo ascoltato le dichiarazioni dell’Assessore Bianca Matera nel video pubblicato sulla pagina Facebook del Comune, in cui affermava: "abbiamo realizzato delle aree dog perfettamente funzionanti".

Abbiamo anche letto le segnalazioni di alcuni cittadini che lamentavano le pessime condizioni di alcune di queste aree.

Ieri pomeriggio ci siamo quindi recati personalmente nelle aree dog per verificare le effettive condizioni in cui versano.

*Il risultato?*
Delle tre aree dog presenti in paese, solo una risulta essere in buone condizioni: quella adiacente al terminal bus, tenuta chiusa e accessibile esclusivamente ai possessori di tessera.

Le altre due versano in pessime condizioni.

La situazione più grave riguarda l’area dog di *Via Leopardi*, dove sono presenti enormi quantità di escrementi, riconducibili ad un accumulo di mesi.
Risulta evidente che in quest’area esiste un grave problema di igiene pubblica, che riguarda sia i residenti che abitano nelle vicinanze, sia il benessere degli animali stessi.

*Basta promesse. Ad Apricena servono fatti, non video.*

È curioso che i fatti siano arrivati proprio stamattina, con la pulizia delle aree in questione. Giusto il giorno dopo che siamo stati a fare un sopralluogo e fotografare le zone.

Ma i fatti servono sempre, non bisogna attivarsi solo se sollecitati. Quelle aree vanno tenute pulite e perfettamente fruibili dai nostri cittadini.

Sono bastati pochi riflettori per far crollare la narrazione del “va tutto bene”. Ancora una volta emerge una realtà ben...
05/08/2026

Sono bastati pochi riflettori per far crollare la narrazione del “va tutto bene”. Ancora una volta emerge una realtà ben diversa: quella di un servizio che avrebbe dovuto garantire la tutela dei diritti minimi e che, invece, ha mostrato tutte le sue falle.
Apprendiamo che un cane avrebbe vissuto per anni in una grave situazione di degrado igienico-sanitario e che il comportamento del proprietario avrebbe reso la vita impossibile agli altri condomini dello stabile. Se questi fatti saranno confermati, ci troviamo davanti a una vicenda che non può essere liquidata con qualche comunicato o qualche fotografia di circostanza.

Prendersi cura di un animale è una responsabilità. Amministrare un assessorato lo è ancora di più. E in questa vicenda a uscirne male non è solo l'immagine della città, ma anche quella dell'assessore Bianca Matera, indicata come possibile candidata a sindaco della lista civica Uniti per Cambiare.

Quando si ricopre un ruolo pubblico non bastano slogan, passerelle e post celebrativi: servono presenza, controlli e risultati. Perché la propaganda dura il tempo di un post, mentre i problemi reali restano e, troppo spesso, vengono affrontati soltanto grazie all'impegno di volontari che ogni giorno, senza proclami, si prendono cura del canile e degli animali abbandonati.

Complimenti: siete riusciti a far parlare della nostra città a livello nazionale, ma non certo per un esempio di buona amministrazione.

P.S. Ancora una volta l'amministrazione ha scelto di utilizzare la pagina istituzionale, pagata con i soldi dei cittadini, non per informare in modo imparziale, ma per fare propaganda del proprio operato. Una pagina pubblica dovrebbe raccontare i fatti, non costruire una narrazione favorevole a chi governa.

"Bologna nun è robba de na banda. È robba vostra. Invece de sta a rompe er c***o a me, va da na controllata ar ministero...
02/08/2026

"Bologna nun è robba de na banda. È robba vostra. Invece de sta a rompe er c***o a me, va da na controllata ar ministero o a e stanzette qua sopra. Magari ce trovi er timer cò scritto sopra Repubblica Italiana"

Romanzo criminale è un film del 2005 diretto da Michele Placido tratto dall'omonimo romanzo del 2002 scritto da Giancarlo De Cataldo. E questa frase contenuta nel film spiega quale sia davvero il sentire comune degli italiani davanti ad una delle vicende più tragiche che ha segnato il paese.

Il 2 Agosto 1980 alle 10.25 una valigia contenente 15 kg di esplosivo salta in aria nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, causando il crollo dell'ala ovest del fabbricato di stazione.

85 morti e 200 feriti. È una strage orrenda che ammazza tra gli altri Angela Fresu una bambina di 3 anni insieme alla mamma, Maria Fresu, una ragazza di 24 anni completamente cancellata dall'esplosione, come se non fosse mai esistita. Alcuni suoi resti furono ritrovati sotto il treno diretto a Basilea.

Un atto di violenza deliberata contro civili in tempo di pace.

La strage è fascista.
Gli esecutori materiali sono tutti militanti dell'estrema destra e firmano la strage con la sigla N.A.R. (Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Luigi Ciavardini, Paolo Bellini).

I finanziatori sono i piduisti che hanno impegnato la propria vita alla ricerca di una svolta autoritaria (Licio Gelli, Umberto Ortolani).

Ma c'è di più.
Le sentenze hanno accertato che la strage fu coordinata da esponenti dei servizi segreti italiani e da altri apparati dello Stato "deviati".
Le sentenze hanno accertato tra gli organizzatori la presenza del funzionario del Ministero dell'interno Federico Umberto D'Amato, capo dell'Ufficio Affari Riservati.

Fu una storia br**ta quella del 2 Agosto.
Fu il momento in cui l'Italia p***e gli ultimi frammenti di verginità.
Il 2 Agosto gli italiani furono costretti a riporre palette e secchielli perché qualcuno aveva già calpestato i castelli di sabbia.

Volevano spezzare il Paese e ci riuscirono in quell’estate del 1980.

Bologna non dimentica!

Partito Democratico - Manfredonia

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