Circolo Matteotti Arezzo

Circolo Matteotti Arezzo L'Associazione Aretina - collegata al Circolo Matteotti D.A.R.E. di Milano e inserita in una rete nazionale - è nata come SPAZIO DI CULTURA POLITICA RIFORMISTA.

23/08/2026

Il “nostro” aderente al Circolo Matteotti di Arezzo, ANTONIO STANGO, partecipa oggi a Kyiev alla celebrazione del 35^ Anniversario della Indipendenza della Ucraina in qualità di Presidente della Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU).
I nostri auguri di buon lavoro ad Antonio e soprattutto un forte augurio e rinnovata solidarietà al popolo ucraino di di difesa della propria indipendenza ed integrità contro le mira espansionistiche della Russia.

I funerali di Giacomo Matteotti si svolsero all'alba del 21 agosto 1924 a Fratta Polesine (Rovigo), suo paese natale. La...
19/08/2026

I funerali di Giacomo Matteotti si svolsero all'alba del 21 agosto 1924 a Fratta Polesine (Rovigo), suo paese natale. La salma vi fu trasferita di notte in treno per volere del regime, che temeva manifestazioni di cordoglio popolare. Nonostante l'orario, parteciparono oltre diecimila persone.

Il giorno prima dei funerali di Giacomo Matteotti la moglie Velia scrisse al ministro dell’Interno Federzoni chiedendo che al funerale non fossero presenti esponenti del Pnf e della milizia.
La lettera venne pubblicata sul Corriere della Sera del 20 agosto 1924.

“Chiedo che nessuna rappresentanza della milizia fascista sia di scorta al treno: nessun milite fascista di qualunque grado o carica comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario di servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio, né a Fratta Polesine, fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina, che compie il suo dovere per poter esigere i suoi diritti; indi, nessuna vettura-salon, nessun scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio; ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, sia esso affidato solamente a soldati d’Italia”.

16 agosto 1924Veniva rinvenuto a Riano (Roma) il corpo senza vita di Giacomo Matteotti. Benito Mussolini aveva eliminato...
16/08/2026

16 agosto 1924
Veniva rinvenuto a Riano (Roma) il corpo senza vita di Giacomo Matteotti.
Benito Mussolini aveva eliminato, attraverso i suoi sgherri, una fondamentale voce di opposizione.

20/07/2026

Benedetto Della Vedova
"Si discute del fatto che la nuova legge elettorale “costringerebbe” i movimenti e le personalità del centro che vuole allearsi con il campo largo ad unirsi e convergere in un unico soggetto elettorale insieme alla Casa riformista di Renzi. Ma quello che alcuni temono di dover controvoglia fare per necessità, per me si sarebbe dovuto già fare da tempo per virtù.
E anche se, auspicabilmente, questa pessima legge elettorale finisse nel dimenticatoio del Senato, come merita, l’approdo ad un unico soggetto elettorale europeista, liberldemocratico e riformista è per me l’unico sensato e da perseguire. Solo così, infatti, saremo in grado di conquistare le minime condizioni politiche necessarie per un’alleanza con il campo largo (PD-M5S-AVS) che convinca un sufficiente numero di elettori aggiuntivi a sostenere una coalizione per l’alternativa a Meloni e Salvini, con o senza Vannacci, che possa vincere e poi governare. La divisione in più soggetti dell’area centrale di un futuro centro-sinistra porterebbe “programmaticamente” all’irrilevanza politica, su cui gli elettori giudicherebbero già prima del voto. Divisi si può ottenere al massimo qualche eletto, il che non guasta, certo, ma non costituire un soggetto in grado di negoziare con qualche efficacia su Ucraina, difesa europea, giustizia, fisco e crescita. Se vogliamo, ad esempio, metterci nelle condizioni di poterci alzare per dire “non se ne parla” quando qualcuno del campo largo, sic stantibus rebus, volesse sospendere l’aiuto a Kyiv contro l’aggressione imperialista di Putin, dobbiamo unire le forze e superare personalismi e divisioni capziose. Insieme a Renzi? Ovviamente si. Per almeno due ragioni. Una politica: la ritrosia nei confronti di Renzi manifestata da alcuni del Campo largo più che alla persona dell’ex Premier si riferisce alle sue politiche, sul lavoro e non solo, il cui spirito riformatore va difeso, attualizzato e rimesso in circolo. Un’altra impietosamente aritmetica: anche senza cambio di legge elettorale, le energie utilizzate per costruire una forza che pareggi o superi quella di Italia Viva - se mai l’intento riuscisse, e ne dubito - porterebbero comunque ad una somma di debolezze anzichè a una prova unitaria di relativa forza.
Se +Europa non fosse finita nella paralisi politica ed organizzativa in cui si trova oggi, con una segreteria che ha da tempo perso la maggioranza nel partito e per tutta risposta rimanda provocatoriamente alle calende greche la convocazione di un’Assemblea chiarificatrice, sarebbe potuta essere meritoriamente protagonista di questa fase."

“ORDINE RESTRITTIVO NECESSARIO “
08/07/2026

“ORDINE RESTRITTIVO NECESSARIO “

Riflessione politica molto condivisibile.
05/07/2026

Riflessione politica molto condivisibile.

PERCHÉ LE PREFERENZE POSSONO FAR BENE ALLE DONNE IN POLITICA E FUORI

Care amiche,
Ho letto del vostro appello alle parlamentari contro la reintroduzione delle preferenze. In questi anni abbiamo portato avanti insieme, in modo trasversale, molte battaglie a favore delle donne. Questa volta, invece, non concordo: credo che la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale possa fare bene alle donne, in politica e fuori.

Partiamo da un dato: l'astensione è in crescita ed è ormai il segnale strutturale di una preoccupante distanza tra rappresentanti e rappresentati. Le donne, protagoniste del voto dal 1946 fino al crollo della Prima Repubblica, si sono progressivamente allontanate dalle urne e oggi l'astensionismo è più femminile che maschile. È il segno di una crescente distanza dal discorso politico e della sfiducia nella capacità della politica di cambiare una condizione che resta, ancora oggi, più arretrata rispetto a quella delle donne in gran parte d'Europa.

Le cause dell'astensione sono molte. Ma un sistema che priva gli elettori della possibilità di scegliere i propri rappresentanti contribuisce certamente ad alimentare questa distanza. Le liste bloccate distorcono il rapporto tra eletti ed elettori a favore del rapporto tra parlamentari e leader, cioè di chi ha il potere di compilare le liste: chi, come le donne, alla politica chiede novità e il superamento delle ingiustizie strutturali rischia così di restare escluso da dinamiche che premiano la fedeltà al leader più della rappresentanza.

Schierarsi per la conservazione del sistema esistente, cioè delle liste bloccate, che è un sistema ancorato alle logiche maschili della gerarchia e della cooptazione, vuol dire arrendersi a una politica di palazzo, nella quale le donne entrano se c'è un uomo che tiene loro aperta la porta.

So bene che alle preferenze vengono rivolte obiezioni serie: il rischio di clientelismo, di campagne elettorali più costose o di competizioni interne ai partiti. Sono rischi reali, che però possono essere affrontati con regole adeguate e non giustificano un sistema che sottrae agli elettori ogni possibilità di scelta. La soluzione non è eliminare la partecipazione, ma renderla più trasparente ed equa.

Dobbiamo invece lavorare per regole che aprano porte e finestre alla partecipazione femminile, come è accaduto con l'introduzione della doppia preferenza di genere. Questa esperienza dimostra che preferenze e rappresentanza femminile non sono in contraddizione. Al contrario, quando le regole incentivano l'equilibrio di genere, le preferenze hanno contribuito ad aumentare stabilmente la presenza delle donne nei consigli comunali, nelle regioni e nel Parlamento europeo. Magari non alla velocità che auspichiamo, ma in modo costante, aprendo la strada a tante donne e anche ai temi e alle istanze che esse rappresentano.

Dobbiamo lavorare per rafforzare la partecipazione politica delle donne, le occasioni di formazione e crescita, le possibilità di conciliare l'impegno politico con la vita personale e lavorativa. Dobbiamo liberare il tempo delle donne perché possano impegnarsi anche nella vita pubblica. In questo modo avremo più donne nelle istituzioni. La forza delle donne sta tutta qui: nel fatto che siamo la maggioranza e che il nostro peso, la nostra presenza e la nostra capacità di incidere sono destinati a crescere.

Il cammino è lungo e lento. È un cammino che ereditiamo da molte donne prima di noi e che portiamo avanti per quelle che verranno dopo di noi. Le donne hanno sempre conquistato più spazio chiedendo più democrazia, non meno. Per questo credo che la reintroduzione delle preferenze, accompagnata da efficaci strumenti di riequilibrio di genere, rappresenti un passo avanti e non un passo indietro.

Sostenere le liste bloccate significherebbe, a mio avviso, schierarsi per la conservazione di un sistema che limita la partecipazione anziché ampliarla. È una sfida difficile, ma proprio per questo, in un momento in cui il governo e l’opposizione sono guidate da due donne, credo che valga la pena raccoglierla.

“Ovviamente“ il tutto inserito all'interno di un piano…quinquennale!
15/06/2026

“Ovviamente“ il tutto inserito all'interno di un piano…quinquennale!

10/06/2026

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Arezzo
52100

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