18/06/2026
Da un appello su Avvenire a 20.000 libri per Avellino: la straordinaria storia della biblioteca di don Giovanni Mariano.
A volte le biblioteche nascono anche da un articolo di giornale.
Nel febbraio del 2025, sfogliando le pagine di Avvenire, ci siamo imbattuti in un appello che non poteva lasciarci indifferenti. Don Giovanni Mariano, sacerdote della Diocesi di Milano residente a Sesto San Giovanni, cercava una casa per la sua biblioteca personale: circa 20.000 volumi raccolti nell'arco di una vita di studio, ricerca e passione.
Per molto tempo aveva cercato un'istituzione disposta ad accogliere l'intera collezione, ma senza successo. La sua richiesta era semplice quanto impegnativa: i libri non dovevano essere dispersi. Quella biblioteca doveva continuare a vivere come un unico patrimonio culturale.
Abbiamo letto e riletto quell'articolo. Ci siamo confrontati, abbiamo riflettuto sul valore di una simile opportunità e, infine, abbiamo composto il numero di telefono lasciato in fondo all'appello. Da quella telefonata è iniziata un'avventura che ci ha accompagnato per oltre un anno.
Don Giovanni accolse con entusiasmo la nostra proposta di destinare la sua raccolta alla Biblioteca Diocesana di Avellino. Tuttavia, un ostacolo sembrava difficile da superare: il trasporto. La donazione era completamente gratuita, ma le spese necessarie per trasferire migliaia di volumi dalla Lombardia all'Irpinia erano ben al di sopra delle nostre possibilità.
Nel corso dei mesi, il progetto ha attraversato anche un momento doloroso: nel maggio 2025 don Giovanni è venuto a mancare. La sua volontà, però, non si è fermata. Grazie alla collaborazione di un sacerdote della sua parrocchia, don Emanuele Maria Beretta e al sostegno dei suoi familiari, in particolare del fratello, il percorso è proseguito nel pieno rispetto del desiderio che aveva espresso con tanta convinzione.
Per mesi abbiamo cercato una soluzione, senza arrenderci. Finché è arrivata l'idea giusta: coinvolgere il Lion’s Club di Avellino. Durante una riunione e poi una conviviale abbiamo presentato il progetto e raccontato la storia di questa straordinaria raccolta libraria in cerca di una nuova casa. La risposta fu immediata. I Lion’s hanno accolto con convinzione l'iniziativa e, grazie alla disponibilità di uno dei loro soci, Catello di Capua e della sua azienda, venne messo a disposizione un tir per rendere possibile il trasferimento.
Da quel momento iniziò la fase più complessa. I libri custoditi nella casa canonica di don Giovanni dovevano essere inscatolati, imballati e preparati per il viaggio. Un lavoro lungo e meticoloso che ha richiesto mesi di organizzazione, coordinamento e pazienza, grazie ai volontari della Parrocchia di Sesto San Giovanni e di don Emanuele.
Il 15 giugno 2026, quella storia ha finalmente raggiunto il suo traguardo.
Il tir proveniente dalla Lombardia è giunto ad Avellino carico di oltre 20.000 volumi. Ad accoglierlo vi erano i rappresentanti del Lion’s Club di Avellino, che hanno sostenuto e reso possibile questa iniziativa, il Vicario Generale della Diocesi di Avellino, don Pasquale Iannuzzo, noi bibliotecari Leonida Manzione e Tina Esposito e il direttore dell'Ufficio Tecnico Diocesano, Rino Borriello.
È stato un momento semplice ma profondamente significativo: l'arrivo non soltanto di migliaia di libri, ma di una storia fatta di fiducia, collaborazione e amore per la cultura. Una storia che unisce Sesto San Giovanni e Avellino, la generosità di un sacerdote e l'impegno di una comunità che ha scelto di custodire e valorizzare un patrimonio prezioso.
Da oggi la Biblioteca Diocesana di Avellino accoglie la biblioteca personale di don Giovanni Mariano, preservandone l'unità e rispettando il desiderio che l'ha accompagnata fin dall'inizio. Ventimila volumi trovano una nuova casa e una nuova vita, pronti a continuare a trasmettere conoscenza alle generazioni future.
Questa donazione dimostra che quando istituzioni, associazioni e cittadini condividono una visione comune, anche ciò che sembra difficile può diventare realtà. E che ogni libro salvato dalla dispersione rappresenta un piccolo, prezioso investimento nel futuro della nostra comunità.
Oggi, guardando quelle migliaia di volumi finalmente arrivati a destinazione, non possiamo che provare gratitudine: verso don Giovanni Mariano, che ha affidato alla nostra comunità il patrimonio di una vita; verso i suoi familiari, che ne hanno rispettato le volontà; verso il Lion’s Club di Avellino, che ha creduto nel progetto fin dal primo momento; e verso tutti coloro che, in modi diversi, hanno contribuito a trasformare un semplice appello letto su un giornale in una straordinaria realtà.