Il Comitato nasce dalla spontanea aggregazione di libere volontà individuali e collettive in risposta all'insipienza" dei "partiti" nell'intento di rendere la dignità all'impegno politico ed alla nostra terra. Il Comitato nasce dalla spontanea aggregazione di libere volontà individuali e collettive in risposta alle vicissitudini istituzionali cui la provincia di Avellino, l’Irpinia, è stata sogge
tta sul finire dell’anno 2012 ed agli iniqui intenti di riorganizzazione del territorio dello stato, in spregio alle sue tradizioni ed alla sua storia, con il solo fumoso alibi della riduzione della spesa ed unico effetto certo l’ulteriore allontanamento delle istituzioni dai cittadini cui dovrebbero essere deputate. In un quadro politico non più ispirato all’impegno civico e alla razionale determinazione delle soluzioni meglio rispondenti alle necessità della collettività nella sua interezza senza lederne le minoranze legittime, elementi questi fondamentali ed imprescindibili della politica democratica e della civiltà umana, ma dominato dalla bieca volontà di potenza e dalla ricerca del privilegio personale, a discapito di intere comunità e dei diritti fondamentali, nasce la determinazione, quale obiettivo primario, alla difesa dell’identità culturale e del completo rinnovamento nella gestione e nell’amministrazione della res‑publica restituendo al confronto politico dignità ed intelligenza, promuovendo la partecipazione popolare, finanche nell’espressione del dissenso, nel civile rispetto. Per scongiurare ulteriori abusi ed il tentativo di ridisegnare il territorio, cancellandone le comunità e la storia, nel nome dell’omologazione, espressione di un potere ormai cieco e sordo a ciò che lo circonda ed allo scorrere inesorabile del tempo, non solo proprio, si individua l’obiettivo di rendere, alle collettività ed alle individualità immolate nel nome del profitto e del privilegio, dignità ed orgoglio riportandole nella piena consapevolezza della partecipazione, quale elemento fondamentale della democrazia. A fronte di vane ed inconsistenti promesse, sistematicamente disattese, da parte di entità politiche capaci solo di farsi scudo della religione, assecondando bigotti e fondamentalisti in spregio del principio di laicità dello stato, o proporre la turnazione e la discriminazione nella rappresentanza eletta, come se i problemi si riducessero all’aver fruito solo in pochi dei privilegi, quale soluzione per l’insipienza dei suoi rappresentanti e l’iniquità delle scelte attuate, insistendo caparbiamente nel voler sottrarre al giudizio del voto la scelta dei candidati e definendo vilmente l’elezione tra i suoi associati forma di democrazia, il Comitato si pone l’obiettivo primario di riportare razionalità e giudizio in istituzioni ed enti scriteriatamente amministrati e territori mal difesi e scempiati.