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E' UFFICIALE: PIEVE ROSSA TORNA A DUE SOLE FERMATE.DISFATTA PER IL SINDACO CORTENOVACon la pubblicazione degli orari in ...
10/09/2026

E' UFFICIALE: PIEVE ROSSA TORNA A DUE SOLE FERMATE.
DISFATTA PER IL SINDACO CORTENOVA

Con la pubblicazione degli orari in vigore dal prossimo 14 settembre sulla linea ferroviaria Reggio-Guastalla è ufficiale la disfatta totale del sindaco Cortenova nella battaglia per salvare le fermate della stazione di Pieve Rossa.

Quasi due anni di proteste, di riunioni del comitato dei cittadini, di raccolte firme, di articoli sui giornali e di proposte, non sono serviti praticamente a nulla.
Da quella prima assemblea pubblica del 27 dicembre 2024, quando il sindaco Cortenova ha comunicato ai residenti di Pieve Rossa la decisione assunta dal tavolo tecnico (a cui lui stesso aveva partecipato) di sopprimere completamente le fermate, Pieve Rossa ha ottenuto il ripristino di 2 sole fermate su 24, una al mattino verso Reggio Emilia alle 6.53 e una di ritorno alle 13.37.

Le pubbliche dichiarazioni di intenti espresse da Cortenova in questi due anni, oggi suonano di presa in giro.
Enunciazioni come "siamo convinti che saranno riconosciute le nostre ragioni per ripristinare le corse giornaliere che abbiamo chiesto" (8 febbraio 2025) e "non lasceremo a piedi i cittadini" (11 marzo 2026) si sono rivelate aria fritta.

Nel mezzo, anche la beffa di essersi prestato, a giugno dell'anno scorso, a portare in Consiglio un ordine del giorno a sua firma in cui ha costretto la sua maggioranza ad avallare la f***e sperimentazione che, nell'ultimo anno, ha soppresso il 70% delle fermate di Vezzola, S.Tomaso, Soave, Reggio Stadio e Reggio S.Croce. La stessa sperimentazione che, pochi mesi fa, aveva fatto esprimere grande soddisfazione all'assessora regionale ai trasporti Irene Priolo per aver raggiunto il 95% di puntualità delle corse sulla tratta, a scapito di studenti e lavoratori. La stessa assessora che oggi, preso atto del sensibile (e prevedibilissimo) calo dell'utenza, ha dovuto fare marcia indietro, ripristinando l'orario introdotto a marzo 2025 e le fermate nelle stazioni minori, tranne che a Pieve Rossa.

Questa vicenda ha chiarito una cosa.
Cortenova è un sindaco giovane ed inesperto che, inadatto a districarsi nelle opache logiche politiche del sistema ferroviario regionale, ha finito per essere ininfluente, rivelandosi incapace di fare gli interessi dei suoi cittadini.
Non solo. Quando nei giorni scorsi il Comitato Treno di San Giovanni e Vezzola ha pubblicamente ringraziato la Regione per aver riottenuto le fermate p***e (noi non lo avremmo fatto), non ha avuto neppure il coraggio di intervenire e protestare per il trattamento riservato a Pieve Rossa, sperando forse che la cosa passasse sotto silenzio.

Per noi, non è così che ci si assume le proprie responsabilità e pretendiamo più coraggio e più rispetto dal primo cittadino, quello che, in un moto di orgoglio, dovrebbe spingerlo a riprendere la battaglia con altri modi e altri toni, senza più indulgenze nei confronti di chi in Regione ha umiliato un intero paese.

Un'ultima, amara, considerazione.
Questa vicenda lascia in eredità qualcosa di molto più grave dell'inadeguatezza dimostrata dal nostro sindaco.
Perdere quasi due anni di confronto per vedersi confermare al 99% quello che qualcuno aveva già deciso di fare in una stanza a Bologna a dicembre 2024, rischia di tradursi in una totale perdita di fiducia verso le istituzioni da parte di tutti quei cittadini che credevano ancora nella partecipazione e nell'impegno civile in prima persona.

Riguadagnare questa fiducia sarà impresa più ardua che riportare i treni a fermarsi a Pieve Rossa.

05/08/2026

𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐕𝐎𝐋𝐔𝐓𝐀 𝐃𝐀𝐈 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐈 𝐒𝐓𝐀 𝐅𝐀𝐂𝐄𝐍𝐃𝐎 𝐒𝐂𝐀𝐏𝐏𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐃𝐈𝐏𝐄𝐍𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈

Un anno fa avevamo raccontato come la narrazione portata avanti dalle minoranze sulla gestione "arrogante e padronale" che la nostra Amministrazione avrebbe esercitato sui dipendenti era, in realtà, una bufala, smentita dall'escalation di dimissioni seguite all'insediamento dei nuovi amministratori. Ebbene, come sono andate le cose nell'ultimo anno? E' successo che la situazione non solo non è affatto migliorata ma, una volta presentato ai dipendenti il progetto di riorganizzazione che questi amministratori hanno in mente, è addirittura precipitata.

Vi ricordate quando a settembre del 2024, il sindaco Cortenova volle cambiare la Responsabile dei 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐃𝐞𝐦𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐝 𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 per riprendere quella precedente (assunta dalla Casali nel 2016), politicamente fidata ma senza esperienza nelle nuove funzioni associate alla scuola e all'Amministrazione Condivisa? Bene, lei stessa ha rassegnato le dimissioni dopo un anno e mezzo, non condividendo l'obiettivo di trasferire in Unione i servizi demografici e quelli educativi, da assegnare ad un unico Responsabile.

Vi ricordate che, sempre a settembre del 2024, si era dimesso anche il Responsabile dell'𝐄𝐝𝐢𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐏𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚? Ebbene, la sua sostituta, assunta dopo quattro mesi, ha rassegnato le dimissioni da Responsabile del settore lo scorso 17 luglio, una volta saputo che la sua Area sarebbe stata assorbita da quella ora impegnata a gestire Ambiente e Commercio.

A ottobre, a pochi giorni di distanza dall'alluvione, si licenziò improvvisamente proprio la Responsabile dell'𝐀𝐫𝐞𝐚 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞, sostituita solo a distanza di un anno, dopo averne addossato le funzioni per tutto il tempo al Responsabile dei Lavori Pubblici, già oberato di suo oltre misura. Gli effetti pratici di questi continui accavallamenti si sono tradotti in giganteschi ritardi sotto gli occhi di tutti, in particolare sui cantieri, come quello della mensa (oltre un anno di ritardo) e della ciclabile su via Roma (iniziata ormai due anni fa e non ancora completata).

Nel mezzo, assieme a dimissioni varie di dipendenti approdati ad altri lidi tramite concorso (dall'𝐔𝐫𝐩 ai 𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢, dal 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨 alla 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐌𝐮𝐧𝐢𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞) abbiamo registrato una impennata mai vista di richieste di mobilità (tutte respinte), anche da parte di dipendenti "storici" di questa amministrazione, a significare una situazione lavorativa ormai insostenibile anche per chi ne ha viste passare di tutti i colori.

Le ultime, disastrose, dimissioni che abbiamo registrato, risalgono a pochi giorni fa e riguardano il 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, figura, a nostro giudizio, insostituibile e strategicamente fondamentale perchè a capo del settore incaricato di istruire tutte le procedure di assunzione di nuovi dipendenti. Compreso che il suo ruolo non rientrava più tra quelli previsti e graditi dalla riorganizzazione voluta dai Sindaci - in futuro dovrebbe essere assorbito dal 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 - ha anch'egli tratto le dovute conseguenze e se n'è andato.

Ora, per il bene del Comune e dei suoi dipendenti, a cui siamo rimasti affezionati, non possiamo esimerci da una riflessione serissima.

Al netto dei difetti di legittimità che abbiamo sollevato nei mesi scorsi sull'affidamento del progetto di riorganizzazione degli uffici a un soggetto, per noi, in palese conflitto di interessi (e su cui speriamo che si esprimano quanto prima la 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢 e l'𝐀𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞), nel merito il piano voluto dai Sindaci sta mietendo dimissioni e malcontento come mai prima.

In Consiglio dell'Unione eravamo stati rassicurati dal sindaco Zani che ogni modifica sarebbe stata discussa e confrontata anche con le opposizioni, mentre, una volta eletto presidente, il 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞𝐧𝐨𝐯𝐚 ha deciso di andare avanti come un treno. La scorsa settimana i sindaci hanno approvato i documenti di programmazione che mettono nero su bianco la nuova riorganizzazione e, a partire da settembre, cominceranno a portare nei vari Consigli le delibere di approvazione per il trasferimento delle funzioni.

Nessun confronto, nessun dato, nessuna voglia di discutere una riorganizzazione che, per il momento, funziona solo nelle loro teste, perchè la reazione di quei funzionari a cui è stata presentata è stata quella di fare le valigie.
Non vediamo rispetto per la storia dei nostri servizi e delle persone che li hanno fatti funzionare fino ad ora. Là dove dovrebbe esserci lavoro di squadra, condivisione e volontà di dare spazio alle competenze, vediamo solo una fame ragionieristica di economizzare sulla pelle dei dipendenti - non tutti, perchè a processo completato qualcuno porterà a casa degli stipendi d'oro - e, alla fine, anche dei cittadini, che di questa f***e riorganizzazione pagheranno il conto più salato, in termini di efficienza e di costi.

Da parte nostra, cercheremo in tutti i modi di impedire questo piano scellerato e ci auguriamo, dal profondo del cuore, che vorrà impedirlo anche qualcuno del gruppo di maggioranza.

Ma il segretario provinciale del PD Massimo Gazza lo sa che le risorse per le scuole che ha intercettato il Comune di Ca...
03/08/2026

Ma il segretario provinciale del PD Massimo Gazza lo sa che le risorse per le scuole che ha intercettato il Comune di Campagnola sono state messe a disposizione da quello stesso Governo che lui e altri del PD - come l'on. Ilenia Malavasi - accusano ogni giorno di tagliare i finanziamenti all'istruzione?
Lo sa che le stesse opposizioni rappresentate dal PD nei comuni a conduzione civica, come Casalgrande e Cadelbosco Sopra, hanno bocciato le variazioni che recepivano gli stessi contributi arrivati a Campagnola per l’adeguamento alle norme antincendio delle scuole? Se ragionassimo come Massimo Gazza, dovremmo dire anche noi che il PD di Casalgrande e quello di Cadelbosco non hanno a cuore il bene dei ragazzi o addirittura che la pensano come la Meloni e Valditara?

I casi sono due: o il segretario del PD (che è pure ex sindaco) non sa di cosa sta parlando oppure, visto l’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, ha ritenuto che l’occasione fosse buona per screditare quelle forze che, ogni giorno, atti alla mano, fanno il loro dovere vigilando seriamente sulla gestione delle amministrazioni reggiane di centro-sinistra e che negli ultimi anni sono state le uniche ad aver battuto o rischiato di ba***re il PD in provincia.

Piuttosto che avventurarsi in polemiche inesistenti su fatti che dimostra di non conoscere, consigliamo a Massimo Gazza di preoccuparsi di quelle finte "liste civiche" che ha candidato alla guida di tanti Comuni, ad esempio Bagnolo in Piano, e che, rischiando ogni giorno di implodere sulle loro contraddizioni interne, finiscono con l'affossare i nostri paesi.

CORTENOVA RIVEDE AL RIALZO I COSTI DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA GARIBALDI: SIAMO ARRIVATI A 600.000 EURO!C'è qualcosa c...
01/08/2026

CORTENOVA RIVEDE AL RIALZO I COSTI DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA GARIBALDI: SIAMO ARRIVATI A 600.000 EURO!

C'è qualcosa che non va nel rapporto di questa Amministrazione con i lavori pubblici.

In questi due anni abbiamo assistito già a troppi progetti poi finiti nel nulla.
Prima la riqualificazione dello Stadio F.lli Campari per € 600.000, fallita dopo l'esito nefasto del bando regionale per gli impianti sportivi (terzultimi).
Poi la rigenerazione delle ex scuole di S.Tomaso per € 1.200.000, abbandonata dopo che il progetto non è neppure entrato nella classifica dei progetti ammessi ai finanziamenti del bando di Rigenerazione Urbana 2024.
Lo scorso febbraio il Comune si è aggiudicato un finanziamento da € 360.000 per l'adeguamento antincendio delle scuole elementari e medie ma, nei termini previsti dal bando per l'affidamento dei lavori, gli uffici sono riusciti a chiudere contratti per circa € 35.000 per ciascuna scuola, cioè per soli € 70.000.

Poi c'è Piazza Garibaldi.
Ad aprile la Giunta ha messo a bilancio una spesa per lavori di riqualificazione per ben € 350.000, sulla scorta di una quantificazione tecnico-economica che definire approssimativa era già un eufemismo. Una cifra comunque enorme.
Oggi, all'indomani dell'ultima variazione approvata in Consiglio, questa cifra è già lievitata a € 600.000, cioè € 250.000 in più a distanza di soli 3 mesi, a progetto immutato. Roba da restare senza parole.
Il sindaco Cortenova si è affrettato a sostenere che l'aumento è, in realtà, di soli € 50.000, perchè i restanti € 200.000 saranno spesi solo se il Comune si aggiudicherà un contributo regionale finalizzato alla "riqualificazione sostenibile e alla valorizzazione delle aree a vocazione commerciale", per il quale ha chiesto aiuto per la propria candidatura alla Provincia.

Ci chiediamo se sia tutto vero o se siamo su "Scherzi a parte!".
Il progetto che questa Amministrazione ha già inviato alla Soprintendenza per il dovuto parere, che ha già presentato in Consulta Urbanistica e che prima o poi dovrà presentare anche ai cittadini, è o non è definitivo?
Se non arrivasse il contributo regionale da € 200.000, come è possibile che senza quelle lavorazioni Piazza Garibaldi diventi ugualmente più verde, più vivibile e più sicura, come continuano a dirci dai banchi della maggioranza?
Semplice, non è possibile, per cui, con o senza contributo regionale, questa riqualificazione costerà ai contribuenti € 600.000.

Ad oggi, ci auguriamo che almeno questa incertezza non si traduca in un allungamento del cantiere. La piazza ha già vissuto lavori per stralci e pensare di mettere mano prima al fondo della parte centrale e poi alle opere di abbellimento, non ci sembra affatto una buona idea.

In conclusione, considerando l'incertezza finanziaria, la tempistica (nonostante le attuali condizioni della piazza, i lavori non partiranno prima della primavera 2027), le modifiche apportate (che abbiamo già criticato) e i costi (assolutamente esagerati), questa riqualificazione non poteva partire davvero sotto peggiori auspici.

Noi abbiamo l'impressione che questa amministrazione non sia all'altezza del compito. Speriamo, per tutti, che non diventi una certezza.

TORNANO LE FERMATE SULLA REGGIO-GUASTALLA MA NON A PIEVE ROSSA: CORTENOVA TRATTATO COME L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO.Negli u...
29/06/2026

TORNANO LE FERMATE SULLA REGGIO-GUASTALLA MA NON A PIEVE ROSSA: CORTENOVA TRATTATO COME L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO.

Negli ultimi giorni sono apparsi sui giornali locali alcuni articoli che riportavano le dichiarazioni dei consiglieri regionali del PD Andrea Costa e Elena Carletti, in cui si felicitavano del ripristino, a partire dal prossimo 15 settembre, delle fermate del treno Reggio - Guastalla presso le stazioni di Vezzola, Reggio Stadio e Reggio S.Croce, la cui soppressione aveva provocato tanti disagi a studenti e lavoratori lo scorso autunno.

Il risultato - a detta dei consiglieri regionali - sarebbe frutto di un proficuo confronto al tavolo tecnico tra Regione, Tper, FER, sindaci e comitati dei cittadini utenti.
A dirla tutta, rappresenterebbe anche un riconoscimento al lavoro svolto dai gruppi di opposizione di Bagnolo e Novellara che da sempre denunciano i cronici disservizi della tratta e hanno manifestato indignazione e sconcerto per un'iniziativa (quella dei tagli delle fermate minori per rendere più veloce il treno) controproducente, grottesca e surreale che, proposta dalla Regione, inizialmente è stata appoggiata dai sindaci Pd dei territori, salvo poi fare parziale dietrofront di fronte alle pressioni degli utenti e dei gruppi di minoranza.

In realtà, ci sarebbe poco di cui rallegrarsi. Come risposto dall'Assessora regionale Priolo a una interrogazione del consigliere Aragona pochi giorni fa, la soluzione trovata sarebbe quella di ripristinare l'orario in vigore lo scorso anno da marzo a settembre, ritenendo concluso il periodo di sperimentazione che aveva portato alla soppressione del 70% delle fermate intermedie. Se così sarà, l'unica fermata a rimanere con il cerino in mano continuerà ad essere quella di Pieve Rossa, che tornerà a sole 2 corse giornaliere, con il sindaco bagnolese Pietro Cortenova trattato da ultima ruota del carro.

La cosa sconcertante di questa vicenda è che, sostanzialmente, la Regione ha confermato al 99% quanto aveva deciso a dicembre 2024, quando scoppiò la protesta dei cittadini di Pieve Rossa. Un anno e mezzo di confronto con gli amministratori di Bagnolo, Novellara, Guastalla e Reggio Emilia, di riunioni con i comitati dei cittadini, di petizioni e raccolte firme, di articoli sui giornali, di promesse e di proposte, per confermare quello che qualcuno, da Bologna, aveva già deciso prima di tutto questo.

L'arroganza e l'autoreferenzialità di chi governa la nostra Regione sono passate sopra anche alla proposta operativa di modifica degli orari che i sindaci, dopo un "ampio lavoro di analisi condiviso tra amministrazioni, comitati di rappresentanza e portatori di interesse", hanno inviato in Regione lo scorso 30 maggio e nella quale affermavano (ingenuamente) che trasmettevano "la proposta nel più pieno spirito di collaborazione, confidando che il lavoro presentato possa trovare positivo accoglimento ed essere meritevole della massima considerazione, contribuendo così alla definizione di una soluzione condivisa ed efficace."
La risposta? Grazie, ma sappiamo tutto noi.

Dopo essere stati indotti a far approvare mozioni nei loro consigli comunali a favore di questa scellerata riorganizzazione, ora gli stessi rappresentanti politici di quella parte politica che li ha nominati vengono presi a pesci in faccia.

Non sappiamo più che dire, se non che il pesce puzza dalla testa. Come sosteniamo da anni, se non cambia la guida politica della Regione, il trasporto ferroviario reggiano non ha speranza di risollevarsi.

Finalmente, dopo due anni di immobilismo, l'amministrazione in carica si è decisa a fare qualche passo concreto per la s...
28/06/2026

Finalmente, dopo due anni di immobilismo, l'amministrazione in carica si è decisa a fare qualche passo concreto per la sistemazione di Piazza Garibaldi.

Lo scorso mercoledì, il sindaco Cortenova e l'assessore Corradi hanno presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica alla Consulta Urbanistica, dalla quale però sono emerse immediatamente numerose osservazioni a sottolineare le criticità introdotte, che smontano già in partenza buona parte della narrazione messa in piedi dal gruppo di maggioranza in queste ore.

Partiamo col dire che la viabilità è stata mantenuta al centro, in entrambi i sensi di marcia, ma la scelta di ridurre l'ampiezza della carreggiata a 2,60 metri per corsia nel tentativo di indurre gli automobilisti a rallentare non ci convince. Al centro la strada resta rettilinea e la decisione di eliminare i tanti vituperati attraversamenti pedonali rialzati permetterà agli automobilisti di non avere alcun ostacolo alla loro velocità, se non la propria coscienza.

Anche la scelta di eliminare tutti i parcheggi in linea per lasciare spazio a nuovi alberi e ricavarne 6 a lisca di pesce sul lato ovest della carreggiata, imboccabili solo per chi proviene da Novellara, aumenterà la pericolosità delle manovre sull'asse viario (come accade quotidianamente per i parcheggi su via Roma). Saranno eliminati anche i parcheggi ora presenti al termine dell'area pedonale (di fronte alla fiorista), compensati da un raddoppio di quelli dalla parte opposta (di fronte alla chiesa), con in mezzo un altro filare di alberi, con un aumento dei mezzi in manovra in un'area ora preclusa al transito e tutta da governare.

Viene eliminato il collegamento carrabile a fianco del teatro (e i conseguenti parcheggi per disabili di fronte al municipio), occupato da un filare di alberi.

Proprio la piantumazione di nuovi alberi è la novità più eclatante, venendo raddoppiata di fatto la dotazione attuale. Come per tante altre mode, ci accodiamo a Reggio anche nel contrasto alle isole di calore e se il partito dice, con un contrordine, che le piazze spianate dai loro architetti fino al giorno prima ora devono essere sbudellate per piantumare alberi che erano stati tolti proprio da loro, possiamo essere da meno?

Peccato che le nuove aiuole siano state pensate a raso, aumentando l'impressione visiva di un unico spazio aperto, senza dislivelli. Si tradurrà inevitabilmente in una pericolosa commistione di pedoni, auto e biciclette. Infine, per la gioia di molti, saranno installati tanti nuovi paletti e, forse, sarà anche ripristinata la rotondina davanti alla farmacia.

Sospendiamo il giudizio sul materiale che verrà scelto per la parte carrabile, in attesa che la Soprintendenza esprima il proprio parere, ma sperare, come è stato detto in Consulta, che debba durare "20/30 anni" ci sembra una speranza mal riposta. In ogni caso, non stiamo parlando di un cantiere che inizia domani: il via ai lavori è previsto nel 2027, per cui dovremo tenerci la piazza così ancora per un bel po'.

Che dire? A noi, che abbiamo vissuto tutta la storia della piazza, sembra di rivivire un enorme deja vu, soprattutto a leggere l'enfasi con cui hanno lanciato il progetto, la stessa che sentivamo 15 anni fa.
A nostro giudizio, la piazza, riportata nel 2020 a un buon livello di funzionalità e sicurezza, necessita solo di interventi di ripristino dei fondi e non ha bisogno di essere rimaneggiata nuovamente così in profondità, ma probabilmente la voglia di distinguersi da chi li ha preceduti è più forte del buon senso.

Da parte nostra, non lasceremo passare nulla che non vada nella direzione di migliorare davvero la nostra piazza e la vita dei bagnolesi che vogliono frequentarla. Lo abbiamo fatto una volta, siamo capaci e pronti a farlo di nuovo.

Ecco un esempio di come una minoranza seria e preparata fa il suo dovere per mettere gli amministratori pubblici davanti...
27/06/2026

Ecco un esempio di come una minoranza seria e preparata fa il suo dovere per mettere gli amministratori pubblici davanti alle loro responsabilità. L'arroganza, l'autoreferenzialità e il senso di impunità di chi governa ininterrottamente da 80 anni devono e possono finire.
Complimenti a Movimento Civico per Fabbrico!

𝗧𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶: 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼.
𝑃𝑒𝑟 𝑚𝑒𝑠𝑖 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜 𝑐𝑖 ℎ𝑎 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 “𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎” 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑣𝑎 “𝑖𝑚𝑝𝑒𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎”. 𝐿𝑜 ℎ𝑎 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑟𝑜, 𝑏𝑙𝑖𝑛𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙'𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖. 𝐿𝑒 𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑒 𝑖𝑙 13 𝑔𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜 2026, 𝑑𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡'𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜. 𝐸𝑐𝑐𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑖:
🔴 𝐼𝑙 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑝𝑝𝑒. 𝑉𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒. 𝐿’𝑒𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑎 𝐵𝑜𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑠𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑃𝑆𝐶 𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑅𝑈𝐸 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜-𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒-𝑚𝑜𝑛𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒. 𝑈𝑛 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑙'𝑒𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒 𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝐴𝑄𝑃. 𝑅𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜? 𝐻𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑙𝑖𝑡𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑚𝑎𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒. 𝐶𝑜𝑚𝑒 ℎ𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑙’𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑙𝑜?
🔴 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝐴 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 2024 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 300 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑓𝑖𝑟𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖. 𝐴𝑑 𝑜𝑡𝑡𝑜𝑏𝑟𝑒 2024, 𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜, 𝑢𝑛 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑑𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑙'𝑎𝑛𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜. 𝐼𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑚𝑎𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒. 𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜𝑟𝑒𝑔𝑔𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑟𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑝𝑖𝑢𝑡𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑝𝑝𝑒?
🔴 𝐼𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎. 𝐼𝑙 𝑠𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑠𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑢𝑖 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑖. 𝐸̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐷𝑒𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎 𝑛. 62/2023, 𝑎𝑑 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜. 𝐼 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑐𝑖 𝑐𝑒𝑛𝑠𝑢𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑎𝑝𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑡𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑝𝑢𝑟 𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑖 5.000 𝑚𝑞 𝑒 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑛𝑒 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 8.000. 𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎 ℎ𝑎 𝑏𝑦𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒?
🔴 𝑇𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑎𝑙𝑠𝑖 𝑒 𝑢𝑛 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 "𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒". 𝐿𝑎 𝐶𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖𝑠𝑡𝑎 ℎ𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑓𝑎𝑙𝑠𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑣𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑖𝑛 𝑡𝑟𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑡𝑖, 𝑛𝑒𝑔𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙'𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜. 𝑇𝑟𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑎𝑛𝑛𝑜, 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑏𝑢𝑠𝑠𝑎𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎. 𝑃𝑒𝑟 𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 (𝐺𝐼𝑃, 𝑅𝑖𝑒𝑠𝑎𝑚𝑒 𝑒 𝐶𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒) 𝑖𝑙 𝑃𝑒𝑟𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑒𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 "𝑚𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎", 𝑣𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑚𝑎𝑐𝑟𝑜𝑠𝑐𝑜𝑝𝑖𝑐𝑜 𝑒𝑑 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒.
🔴 𝐸 𝑎𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑎𝑔ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑜𝑖. 𝑀𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎𝑛 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑅𝑖𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑙 𝐶𝑎𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑙𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 2026 ℎ𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝐷𝑒𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎 𝑛. 8, 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑏𝑒𝑛 61.000 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑑𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑠𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑡𝑒. 𝑈𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 "𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎", 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑖𝑛𝑖 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑒 𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑎𝑟𝑖.
𝑂𝑔𝑔𝑖 𝑖𝑙 𝑏𝑖𝑙𝑎𝑛𝑐𝑖𝑜 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑙𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒: 𝑢𝑛 𝑒𝑐𝑜𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑒𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑎𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑖, 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜, 𝑢𝑛 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑙 𝑇𝑎𝑟 𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝐹𝑎𝑏𝑏𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑔𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜.
𝑪𝒉𝒊𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒆: 𝒄𝒉𝒊 𝒉𝒂 𝒇𝒊𝒓𝒎𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒗𝒂 𝒇𝒊𝒓𝒎𝒂𝒏𝒅𝒐? 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒕𝒐𝒕𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒈𝒏𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐?

Bagnolo, estate 2026.E siamo solo all'inizio. .
12/06/2026

Bagnolo, estate 2026.
E siamo solo all'inizio.

.

09/06/2026

BAGNOLO FUTURA E QUELLA CONTINUITA' CHE NON TI ASPETTI (SE HAI CREDUTO ALLE B***E DELLA CAMPAGNA ELETTORALE)

Il ritornello ripetuto da Bagnolo Futura fino allo sfinimento in campagna elettorale era quello che raccontava di un "paese con il freno a mano tirato". Una volta vinto, era presumibile che la nuova amministrazione decidesse di cambiare quello che non andava, a partire dalle tante convenzioni di gestione che avevamo introdotto o modificato negli anni del nostro mandato. Invece, a sorpresa, nulla è stato cambiato.

1) il nuovo bando di gestione quinquennale del teatro comunale non ha introdotto alcuna novità significativa: l'assessore Grazia Mosca si è limitata a pretendere dal gestore più giornate a disposizione per l'Ente e, nonostante l'aumento del contributo da 25.000 a 32.000 € all'anno, ha acconsentito all'aumento delle tariffe di noleggio del teatro del 60% (da 360 a 580 euro) a carico delle associazioni del paese dopo che noi le avevamo abbassate, con il risultato di costringerle di fatto ad andare in Municipio con il cappello in mano a chiedere il patrocinio e la concessione gratuita del teatro per non svenarsi.

2) il bando di gestione dello Stadio F.lli Campari, che nella narrazione portata avanti prima all'opposizione e poi in campagna elettorale, doveva aprire una nuova stagione per il maggiore impianto sportivo del paese, è sostanzialmente identico a quello precedente. Anche in questo caso è stato aumentato il contributo annuale, da 15.000 a 20.000 € a stagione, ma il risultato ottenuto è stato quello di vedere aggiudicare l'impianto all'unico soggetto che ha partecipato con un'offerta tecnica nettamente insufficiente (pari a 36 punti su 80), fallendo quindi anche nell'obiettivo di stimolare un'offerta qualitativamente migliore.

3) Anche il nuovo bando quinquennale per la concessione delle palestre, ancora in via di aggiudicazione, non ha introdotto novità. Anzi, a dire la verità, una l'ha introdotta: per la prima volta le condizioni del capitolato non sono state condivise con la Consulta Sport, i cui membri hanno appreso delle condizioni a bando pubblicato. Considerata la premura con cui l'attuale maggioranza ha sempre voluto contribuire alla stesura delle precedenti gare quando era all'opposizione, questo, più che un cambio di passo, è stato un vero e proprio arresto e una imperdonabile mancanza di rispetto, di cui riteniamo direttamente responsabile il sindaco, in qualità di assessore allo sport.

4) il 31/12/25, alla scadenza della convenzione in atto con il canile “Amici di Marta” l'Amministrazione in carica ha fatto valere l'opzione di proroga per un altro anno, ovviamente agli “stessi patti e condizioni”. Avendo avuto modo di verificarne la validità per oltre un anno e mezzo, si vede che anche la costruzione di questa convenzione non era così male.

5) Le nuove convenzioni triennali (con possibilità di rinnovo per ulteriori 2 anni) sottoscritte con le scuole paritarie, se escludiamo un lieve taglio dei contributi comunque accettato dai gestori, sono state redatte in sostanziale continuità con il passato e non hanno introdotto alcuna variante sostanziale significativa.

6) Sono state prorogate a tutto il 2025 anche le convenzioni in scadenza al 31/12/2024 e da noi sottoscritte con AUSER nel 2023, in coerenza con la nuova normativa del Codice del Terzo Settore. I nuovi bandi, pubblicati a marzo e ad aprile, rispettivamente per le attività di volontariato e la manutenzione del verde, a parte prevedere un piccolo ritocco in aumento degli importi a titolo di rimborsi spese, sono identici a quelli appena scaduti.

7) In Unione, il sindaco Cortenova, assieme agli altri sindaci, ha deciso di far valere l'opzione di proroga per ulteriori 3 anni dell'affidamento del Centro per le Famiglie in scadenza il 31/12/25. Un bel passo avanti, se consideriamo che quando il PD e Bagnolo Bene Comune erano all'opposizione mai avevano espresso piena condivisione e apprezzamento per un progetto che, se esiste, è bene ricordarlo, è solo per merito della p***everanza che Bagnolo Viva ha dimostrato negli anni in cui eravamo gli unici di tutta l'Unione a comprenderne la necessità.

Sette convenzioni che investono la cultura, lo sport, le attività di volontariato, il sistema integrato di istruzione e i servizi rivolti alle famiglie, cioè buona parte dei servizi erogati dal Comune e che coinvolgono tutti i cittadini indistintamente, siano essi giovani, adulti o anziani. Tutti servizi che, da ieri e non da oggi, costituiscono l'ordinaria amministrazione del nostro Comune, e che questa Amministrazione ha deciso di continuare a gestire allo stesso modo o, al più, di potenziare avendo maggiore disponibilità economica.

Crediamo che sia giusto sottolinearlo, anche solo per confutare la tesi di chi, dall'opposizione, contestava che ci fosse bisogno di cambiare il modo di gestire tante cose ma che poi, quando ne ha avuto l'occasione, si è reso conto che non ce n'era bisogno.
Con buona pace di chi aveva creduto il contrario.

05/06/2026

ALTRI MAL DI PANCIA DENTRO LA MAGGIORANZA

E così, dopo le dimissioni dell'Assessore Moreno Veronese e dopo le dimissioni dell'Assessore Lucia Zambelli, a soli due anni dalle elezioni la scorsa settimana sono arrivate anche le dimissioni del consigliere Silvestro Ascione dalla carica di capogruppo di maggioranza.

La decisione "è frutto di una valutazione personale maturata nel corso dell’attività amministrativa e organizzativa svolta fino ad oggi, nella convinzione che sia opportuno favorire una diversa gestione e rappresentanza del gruppo consiliare in questa fase del mandato".

Ascione resta, per il momento, consigliere comunale di maggioranza, promettendo di continuare "a svolgere con serietà, autonomia e senso delle istituzioni il mandato di Consigliere Comunale, mantenendo il massimo rispetto verso il Consiglio Comunale, i cittadini e le responsabilità derivanti dall’incarico elettivo ricevuto", caratteristiche che non facciamo fatica a riconoscergli per come lo abbiamo visto muoversi in questi due anni.

Nonostante l'equilibrismo, si legge però tra le righe la difficoltà da parte di Ascione di farsi portavoce di una posizione condivisa in un gruppo che, nato esclusivamente per fini elettorali, vede al proprio interno elementi più politicizzati e altri meno e dove la fatica di continuare a mettere la faccia su quanto (non) fatto da questa Amministrazione in due anni comincia a farsi pesante.

Ad un occhio attento, le dinamiche durante i Consigli comunali mostrerebbero chiaramente una spaccatura in quattro correnti del gruppo di maggioranza, e una distanza ancor più grossa tra buona parte del gruppo di Bagnolo Futura e la Giunta che dovrebbe sostenere.

Per la tenuta di questa (finora deludente) Amministrazione, saranno decisive le condizioni che porrà il nuovo capogruppo per non fare la fine di Ascione tra un anno. Sempre che la scelta non ricada sul consigliere Thomas Benvenuti, attuale segretario del PD locale e fedelissimo del sindaco Cortenova, nel qual caso prepariamoci a mal di pancia di ben altra intensità.

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