MoAvast

MoAvast Mo Avast nasce a Bari nel 2022 su spinta di alcun* lavoratori e lavoratrici del territorio barese. Non è più tempo di temporeggiare.

Mo Avast ! è una risposta ad un altro intercalare barese che è "Mo vediamo" che è l'elogio della procastinazione.

31/05/2026

LE ASSOCIAZIONI PUGLIESI CHIEDONO L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DI DOMENICO CENTRONE E DINA ALBERIZIA FERMATI IN LIBIA

Le associazioni pugliesi impegnate nella difesa della pace, dell’accoglienza, dei diritti umani e a sostegno del popolo palestinese esprimono profonda preoccupazione e indignazione per l'arresto in Libia dei nostri concittadini Domenico "Nico" Centrone, proveniente da Molfetta, e Leonarda "Dina" Alberizia, originaria di Foggia. Proprio dalla Libia è rientrata a Bari Sara Suriano, attivista andriese facente parte del gruppo base del Land Convoy, attaccato e sgomberato con la forza in circostanza ancora poco chiare e costretto a rientrare per motivi di sicurezza.

I due attivisti facevano parte del Land Convoy della Global Sumud Flotilla, missione internazionale umanitaria e nonviolenta nata con l’obiettivo di rompere il blocco illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare solidarietà concreta alla popolazione palestinese stremata da anni di guerra, fame e devastazione.

Il convoglio avrebbe dovuto raggiungere Gaza passando dal valico di Rafah, ma è stato bloccato in territorio libico, dove, oltre a Nico e Dina, altri otto partecipanti internazionali risultano trattenuti dalle autorità e dalle milizie locali in circostanze ancora poco chiare e fortemente allarmanti.

Chiediamo con forza:
- l’immediata liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia;
- il rispetto della loro incolumità fisica e dei loro diritti fondamentali;
- un intervento urgente del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e di tutte e tutti i rappresentanti pugliesi nel Parlamento italiano e presso la Commissione e il Parlamento europeo affinché venga garantito il rientro in sicurezza e nel più breve tempo possibile;
- una presa di posizione chiara delle istituzioni italiane ed europee contro ogni forma di repressione nei confronti delle missioni umanitarie e di pace.

Domenico e Dina sono cittadini impegnati nella solidarietà internazionale, nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace. Colpire loro significa colpire il diritto dei popoli alla solidarietà, alla cooperazione e alla testimonianza nonviolenta. Colpire loro vuol dire rendersi complici del genocidio del popolo palestinese.

In un tempo segnato dall’orrore della guerra e dalla tragedia umanitaria che continua a consumarsi a Gaza e in modo estremamente cruento anche in Libano, non possiamo restare in silenzio davanti a chi tenta di fermare con la forza iniziative pacifiche e umanitarie.

Invitiamo associazioni, movimenti, amministrazioni locali, forze sociali e singoli cittadini e cittadine a mobilitarsi per chiedere libertà e protezione per tutti gli attivisti coinvolti e la fine delle guerre portate avanti in Medio Oriente da parte di Israele e Stati Uniti.

Libertà per Domenico Centrone e Dina Alberizia!

Basta guerra, basta blocchi, basta repressione.

Adesioni:
(per aderire: [email protected])

Abusuan - Alma Terra - ANCHENOI - ANPI Puglia - ANPI sezione di Molfetta - APS Giraffa - ARCI Puglia - Associazione delle chiese evangeliche battiste di Puglia e Basilicata - Associazione Fornello Altamura - Associazione Italia-Palestina - AUSER Altamura - AVS Bari - Centro Studi Torre di Nebbia – Ciclomurgia - Circolo delle Formiche - COBAS Puglia – Collettivo Operaio Mo Avast! - Comitato Altamura per la Pace - Comitato La Società Civile Foggia - Comitato Io Accolgo Puglia - Comitato a difesa del diritto internazionale in Terra di Palestina - Comitato Art. 11 L'Italia ripudia la guerra - Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi - Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 - Comunità palestinese di Puglia e Basilicata - Cooperativa sociale UNSOLOMONDO - DigiunoGaza - Digiuno di Giustizia in solidarietà con i Migranti - Disarma Terra - Distretto Agro ecologico delle Murge e del Bradano - Donne in Nero Bari – Donne in Nero Monopoli - Emergency Puglia e Basilicata - Etnie APS Ets - Gruppo Educhiamoci alle Pace - Gruppo Lavoro Rifugiati Ets - La Casa del Popolo Bari - La Giusta Causa - Laverdevia - Legambiente Puglia- LIBERA Puglia – MEIC Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Puglia - Migrantes Arcidiocesi Bari-Bitonto - Missionari Comboniani - Movimento dei Focolari Puglia - Movimento La Corrente Terlizzi - Movimento Nonviolento Puglia - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Origens Ets - PeaceLink - PERIPLO - Rifondazione Comunista di Puglia e provincia di Bari - Rete dei Comitati per la Pace di Puglia – Rete dei Punti Pace Pax Christi di Puglia - Rete Puglia – Squola Senza Confini Penny Wirton Bari - Stella Maris Bari - UDS Puglia – UDU Bari – UDU Link Foggia - UGS Bari - USB Puglia – Venerdì Libertario - Zona Franka

SUNDAY MORNING
31/05/2026

SUNDAY MORNING

𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈 𝐑𝐀𝐙𝐙𝐈𝐒𝐓𝐈, 𝐋𝐎𝐓𝐓𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐃𝐈𝐆𝐍𝐈𝐓𝐎𝐒𝐎 𝐄 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐍𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄.Tentano di normalizzare il razzismo chiamandolo "Remigraz...
30/05/2026

𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈 𝐑𝐀𝐙𝐙𝐈𝐒𝐓𝐈, 𝐋𝐎𝐓𝐓𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐃𝐈𝐆𝐍𝐈𝐓𝐎𝐒𝐎 𝐄 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐍𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄.

Tentano di normalizzare il razzismo chiamandolo "Remigrazione". Una cinica operazione di facciata, un termine pseudointellettuale che nasconde l'odio per spostare l'attenzione dalle loro vere responsabilità politiche.
È la solita vecchia strategia: ogni volta che si avvicinano le elezioni, si torna a soffiare sul fuoco dell'odio e della xenofobia. Il loro unico scopo è distrarre l'opinione pubblica dai licenziamenti di massa, dalla disoccupazione dilagante e dai disastri sociali ed economici di questo orrendo governo di nazionalisti fasulli e incapaci. Parlano di confini per non parlare di tutele, sanità e salari.
Mentre cercano di dividere la società con la retorica dell'esclusione, portano le lavoratrici e i lavoratori verso la povertà, smantellando i diritti più elementari. Non ci facciamo ingannare: il razzismo è la cortina fumogena che usano per coprire il loro fallimento.
𝐓𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐳𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨. 𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞. 𝐍𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨! ! ✊

(Foto Globalproject.info )

🔴𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗢 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗢! 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔̀ 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗚𝗟𝗢𝗕𝗔𝗟 𝗦𝗨𝗠𝗨𝗗 𝗟𝗔𝗡𝗗 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗬 🔴Non si ferma la repressione contro chi sceglie di non gi...
28/05/2026

🔴𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗢 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗢! 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔̀ 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗚𝗟𝗢𝗕𝗔𝗟 𝗦𝗨𝗠𝗨𝗗 𝗟𝗔𝗡𝗗 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗬 🔴

Non si ferma la repressione contro chi sceglie di non girarsi dall'altra parte. Domenico Centrone, regista, attivista e compagno di , è attualmente trattenuto a Bengasi dalle autorità della Libia orientale.
Domenico non si trovava lì per caso. Era a bordo della Global Sumud Land Convoy, una carovana umanitaria internazionale partita a metà maggio con un obiettivo chiaro e necessario: rompere l'assedio e portare ambulanze, case mobili e aiuti concreti alla popolazione di Gaza, stremata da mesi di massacri e blocco criminale.
Domenica scorsa, nei pressi di Sirte, Domenico e un'altra attivista italiana, Leonarda, si sono messi in gioco in prima persona. Si sono offerti come delegati per negoziare pacificamente il transito degli aiuti umanitari. La risposta delle forze locali? Il fermo, il trasferimento forzato a Bengasi e l'accusa pretestuosa di "ingresso illegale".
Questo è il prezzo che paga chi pratica la solidarietà internazionale attiva. Chi non si limita ai post sui social, ma mette il proprio corpo, il proprio tempo e la propria telecamera al servizio dei popoli oppressi.
Mentre i governi occidentali continuano a stringere accordi commerciali e geopolitici sulla pelle dei migranti e dei popoli in lotta, la diplomazia dal basso dei movimenti non si piega.
Tuttə dobbiamo chiedere con forza:
L'immediato rilascio di Domenico Centrone e di tutti gli attivisti trattenuti.
Garantire l'incolumità e il rispetto dei diritti di chi viaggia per portare aiuti umanitari.
Libero transito per la carovana e per gli aiuti diretti a Gaza.
La solidarietà è un'arma, e oggi la usiamo per stringerci attorno a Domenico, alla sua famiglia e a chi resiste.

✊ Fino a quando tuttə non saranno liberi.

𝐂𝐎𝐋𝐋𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐌𝐎 𝐀𝐕𝐀𝐒𝐓! 𝐁𝐀𝐑𝐈

🛑𝗣𝗥𝗢𝗙𝗜𝗧𝗧𝗜 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗜𝗧𝗘 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗛𝗘🛑Confindustria ammette che i salari in Italia sono troppo bassi. Fin qui, ci arrivi...
28/05/2026

🛑𝗣𝗥𝗢𝗙𝗜𝗧𝗧𝗜 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗜𝗧𝗘 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗛𝗘🛑

Confindustria ammette che i salari in Italia sono troppo bassi. Fin qui, ci arriviamo tutti. Ma sentite la soluzione:
chiedono aiuto al Governo.
Tradotto? Chiedono l'intervento dello Stato, cioè della fiscalità generale, affinché un solamente presunto innalzamento dei salari passi dalla loro gestione. Praticamente assisteremmo ad un passaggio di denaro della collettività direttamente alle casse delle imprese e solo, forse, indirettamente ai lavoratori e alle lavoratrici.
Peccato che, in un Paese con tassi di evasione fiscale da record, la fiscalità generale sia pagata quasi interamente da due sole categorie: lavoratori dipendenti e pensionati. Inutile girarci intorno, sono gli unici che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo.

Lo schema è sempre lo stesso: si passano fondi pubblici direttamente ai privati, usando la scusa dei bassi salari dei lavoratori. In pratica, ci stiamo pagando gli aumenti da soli con le nostre stesse tasse!
Ma qualcuno riesce a dire alle imprese di rinunciare a un pezzetto di dividendi per fare benedetti investimenti in tecnologia, innovazione e formazione? Qualcuno può pretendere che le aziende si assumano un briciolo di responsabilità sociale, rinunciando a un po' di plusvalore? Negli ultimi 30 anni è successo l'esatto contrario.

E i sindacati in tutto questo? Che fanno?
Assisteremo al solito teatrino: lavoratori e lavoratrici mandati fuori dai cancelli col cappello in mano a protestare, non per ottenere aumenti veri dai padroni, ma per spingere lo Stato a dare altri soldi pubblici alle imprese o per firmare l'ennesima cassa integrazione.
Basta con le lacrime di coccodrillo dei segretari sindacali: le mobilitazioni vere si fanno con i tempi e la rabbia giusta, non a cose fatte.
I salari si alzano rinnovando i contratti e redistribuendo la ricchezza che i lavoratori producono ogni giorno. Il resto è solo fumo negli occhi.

23/05/2026

*Stellantis, gli investimenti e la Cina: la vita sospesa degli operai di Melfi: «Ci sentiamo traditi»*
Nella fabbrica della “Torino del Sud” due settimane fa è arrivata la doccia fredda di altri 425 esuberi che si aggiungono ai 500 tagli dello scorso anno. Lo sconforto tra i lavoratori in presidio permanente: «Non importa se arrivano i cinesi, basta che si lavori»
🖋️ il reportage di Simone Libutti
https://www.editorialedomani.it/economia/stellantis-menfi-operai-automobili-cinesi-esuberi-investimenti-upkxy6rj

19/05/2026

🔴Tra gli oltre 200 arrestati dallo Stato sionista in seguito all' intercettazione della Flotilla vi è anche Dario Salvetti, operaio ex-GKN ed esponente del Colletivo di Fabbrica. Dario si è imbarcato per rafforzare il messaggio per cui la solidarietà alla resistenza palestinese e la lotta contro il genocidio a Gaza fanno parte della stessa battaglia contro gli attacchi ai lavoratori e ai giovani anche qui in Italia; attacchi sempre più funzionali al rafforzamento dell'economia di guerra e al sostegno della proiezione imperialista dei "nostri" governi, che costituisce il principale sostegno al colonialismo sionista. Dario si è imbarcato per chiarire che sostenere la Flotilla non significa occuparsi dei problemi di un paese lontano a scapito di quelli dei giovani e delle classi lavoratrici in Italia, ma significa lottare contro lo stesso sistema che produce là genocidio e qui licenziamenti, deterioramento dei salari, razzismo e militarizzazione.
⚓Dario, cosi come le altre decine di lavoratori combattivi presenti sulla Flotilla, mostra inoltre come la classe lavoratrice possa essere protagonista della lotta contro tutti questi processi. Lo ha già dimostrato la parola d'ordine "Blocchiamo Tutto", che oggi, con ancora maggiore urgenza, deve essere ripresa unitariamente da tutti i sindacati, al di là degli steccati organizzativi; è scandalaso che la GIL rimanga passiva di fronte a questo ennesimo esempio dell'arroganza sionista e della complicità del governo, tanto più che Dario è uno storico delegato FIOM.
🇵🇸Scendiamo in piazza e scioperiamo per liberare Dario e tutti gli altri compagn* arrestat* da Israele; per rivendicare la liberazione dí tutti i prigionieri palestinesi e la fine della criminalizzazione di chi lotta per la Palestina in Occidente. Scendiamo in piazza contro l'imperialismo, contro I'economia di guerra e contro gli attacchi alle classi lavoratrici; per sostenere il crowdfunding per la riconversione ecologica, sotto il controllo dei lavoratori, della ex-GKN; per l'espropriazione dei settori inquinanti e in crisi a vantaggio di un piano democratico di riconversione economica complessiva - ecologica e in base ai bisogni di reddito e tempo libero delle classi lavoratrici e popolari, non di quelli di profitto e distruzione bellica di chi oggi ci comanda.

L'intervento di Eliana Como alla ultima assemblea nazionale dei delegati Fiom a Bari.Presenta la relazione dell'inchiest...
18/05/2026

L'intervento di Eliana Como alla ultima assemblea nazionale dei delegati Fiom a Bari.
Presenta la relazione dell'inchiesta della Fondazione Di Vittorio sull'intelligenza artificiale nelle fabbriche metalmeccaniche.

la due giorni di dibattiti e ricerche. De Palma: “Siamo a un passo dal collasso economico, serve un’assunzione di responsabilità”Tutte le info e il video int...

🛑𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐞𝐫𝐦𝐞𝐜-𝐒𝐢𝐞𝐦𝐞𝐧𝐬.🛑Le preoccupazioni sollevate dal deputato del ...
18/05/2026

🛑𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐞𝐫𝐦𝐞𝐜-𝐒𝐢𝐞𝐦𝐞𝐧𝐬.🛑

Le preoccupazioni sollevate dal deputato del PD Claudio Stefanazzi sulla vendita della pugliese Mermec ai tedeschi di Siemens toccano il cuore di una questione cruciale per il nostro sistema industriale: il rapporto tra incentivi pubblici e vincoli di responsabilità sociale delle imprese. Mermec è un'eccellenza tecnologica che negli anni ha beneficiato di ingenti risorse pubbliche — si parla di contratti di programma per circa 50 milioni di euro, sostenuti in gran parte da Puglia Sviluppo. Quando un’azienda cresce, si radica sul territorio e si impone sui mercati internazionali grazie anche al supporto della collettività, le istituzioni hanno il dovere politico e morale di dettare le condizioni del futuro industriale di quel patrimonio.

𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧 𝐀𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞.

Non basta assistere passivamente alle dinamiche del libero mercato, limitandosi a sperare nella benevolenza del nuovo acquirente multinazionale. Quando si concretizzano passaggi di proprietà di questa portata, lo Stato e le Regioni devono pretendere la firma di un Accordo di Programma vincolante che metta al centro tre pilastri fondamentali:

𝐓𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞: Nessun posto di lavoro deve essere messo a rischio e le attività di ricerca, sviluppo e produzione devono rimanere saldamente ancorate nel Mezzogiorno.
Investimenti sul lungo periodo: Il nuovo acquirente deve presentare un piano industriale chiaro che continui a far crescere il valore del sito, senza trasformarlo in una mera filiale di assemblaggio.

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚, 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.: Per garantire produzioni sempre al passo coi tempi, in ottica di sostenibilità ambientale, servono investimenti strutturali sulle competenze dei lavoratori, unici veri custodi del know-how aziendale.

𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐨: 𝐥'𝐨𝐩𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨.
Il dibattito sull'opportunità di un intervento da parte di un attore pubblico — come l'ipotesi di un'acquisizione attraverso Ferrovie dello Stato o altre partecipate, sollevata dall'opposizione — mette in luce un'ulteriore contraddizione.
Se da un lato l'ingresso di FS avrebbe garantito la tutela di un asset strategico nazionale per la diagnostica ferroviaria, dall'altro la prospettiva sociale ed economica per i lavoratori non sarebbe mutata automaticamente in meglio.
Oggi Ferrovie dello Stato opera come una SpA inserita a pieno titolo nelle logiche competitive del mercato globale. L'esperienza dimostra che le grandi aziende partecipate pubbliche non sono purtroppo immuni dalle dinamiche di massimizzazione del profitto, dove la produttività viene spesso ricercata attraverso il taglio dei costi, l'esternalizzazione dei servizi e l'aumento dei carichi di lavoro per il personale.

La vera sfida non è solo "chi" compra, ma "come" le istituzioni governano il cambiamento. Che il proprietario sia un colosso straniero come Siemens o una partecipata pubblica come FS, la priorità della politica deve rimanere la stessa: imporre regole chiare affinché il profitto aziendale e lo sviluppo tecnologico non vengano mai pagati sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.

𝗖𝗢𝗟𝗟𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗜𝗢 𝗠𝗢 𝗔𝗩𝗔𝗦𝗧! 𝗕𝗔𝗥𝗜.

Indirizzo

Bari
70100

Sito Web

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