28/05/2026
Il Senato accademico ha approvato la nostra mozione di solidarietà nei confronti degli attivisti e delle attiviste del Global Sumud Convoy e di Domenico Centrone, professore molfettese della nostra Università, i quali sono stati arrestati illegalmente dalle milizie di Haftar mentre si recavano verso Gaza al fine di rompere l’assedio e condurre nel territorio generi alimentari e sanitari.
Da anni denunciamo le violazioni del Diritto internazionale da parte di Israele e il genocidio perpetrato nei confronti del popolo palestinese. Il movimento Global Sumud aveva come obiettivo quello di rompere l’inaccessibilità di Gaza via terra e via mare: l’esito è stato l’arresto illegale (non solo in acque internazionali ma anche nel territorio e nelle acque sovrani degli Stati), il sequestro, la tortura e il maltrattamento fisico e verbale delle attiviste e degli attivisti, rispetto ai quali la comunità internazionale non si è espressa in alcun modo. Meloni e il suo Governo, intervenuti tardivamente e in modo strumentale, non risultano credibili in quanto finanziatori diretti delle milizie che hanno catturato gli attivisti e le attiviste, le quali gestiscono l’immigrazione dalla Libia all’Europa con metodi brutali.
Israele non può continuare a rimanere impunito: ha già dalla sua parte la complicità della comunità internazionale. Oggi, invece, l’Università di Bari ha preso una chiara e inequivocabile posizione contro il sequestro degli attivisti e delle attiviste e del Prof. Domenico Centrone. Sulla base della nostra richiesta inoltre il Rettore si farà portavoce in seno alla CRUI affinché lo Stato italiano continui incessantemente lo sforzo diplomatico per ottenere la liberazione del Prof. Centrone e degli altri attivisti.
Occorre tuttavia fare di più: rimane ferma la necessità di chiudere ogni rapporto economico e di ricerca con le aziende belliche e con lo Stato sionista, per contrastare la deriva guerrafondaia a cui stiamo assistendo, per rivendicare un sapere e una ricerca libere e di pace e al fine di isolare Israele nel contesto internazionale e interrompere qualsiasi sua fonte di approvvigionamento economico.