31/05/2026
In questi giorni e per varie ragioni, soprattutto a Lecce, si è parlato molto di energia.
Anche per questo, sento il dovere di spiegare con chiarezza una questione importante di cui non si è parlato e che credo invece vada approfondita. Non per difendere un lavoro fatto negli anni in Puglia, e nemmeno per rivendicare una legge perché porta una firma o una stagione politica.
Solo per difendere una promessa fatta ai pugliesi.
Nel silenzio del Governo, durante la conversione del Decreto Bollette, è stato approvato un articolo che rischia di impedire alla Puglia di trasformare le compensazioni energetiche territoriali in benefici concreti sulle bollette di famiglie e imprese.
Insomma, un articolo cancella una legge regionale.
Nel 2022, insieme a Fabiano Amati, costruimmo una norma approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, maggioranza e opposizione insieme.
Il principio era semplice: se la Puglia ospita infrastrutture energetiche strategiche, se sostiene impatti territoriali, ambientali e sociali, una parte del valore generato deve tornare ai cittadini pugliesi.
Non come favore o privilegio ma come principio di giustizia territoriale.
Quella legge prevedeva di destinare compensazioni economiche anche alla riduzione delle bollette dei pugliesi.
Il Governo impugnò quella norma davanti alla Corte Costituzionale, ma la Consulta riconobbe che la Puglia ha diritto alle compensazioni per nuovi impianti e potenziamenti.
Per anni, durante il dibattito su TAP e sulle grandi infrastrutture energetiche, molti esponenti del centrodestra pugliese, consiglieri regionali, parlamentari, amministratori, hanno sostenuto pubblicamente il diritto del Salento e della Puglia a ottenere compensazioni e ristori territoriali. Hanno chiesto che i territori fossero rispettati. Hanno parlato di equilibrio, di concertazione, di benefici per le comunità locali.
Quando però è arrivato il momento del voto parlamentare, quella voce si è improvvisamente spenta.
Non è un giudizio morale, è un fatto politico, soprattutto in una fase in cui famiglie e imprese continuano a fare i conti con bollette pesanti e costi energetici che incidono sulla vita quotidiana.
Io continuo a credere in una Puglia hub energetico nazionale. Continuo a credere negli investimenti, nelle infrastrutture strategiche e nella transizione energetica.
Continuo, però, a credere anche che chi dà molto debba poter ricevere vantaggi che vadano a beneficio dei territori, delle comunità.
Per questo mi auguro che la Regione Puglia difenda fino in fondo questa scelta e valuti rapidamente il ricorso alla Corte Costituzionale.
Perché qui non si tratta di difendere il lavoro di qualcuno. Si tratta di difendere un territorio e una promessa fatta ai pugliesi: che il peso sostenuto da questa terra potesse finalmente trasformarsi in un beneficio concreto per le persone.
E quella promessa non può essere cancellata nel silenzio.
Qui il mio intervento su Quotidiano di Puglia
➡️ https://www.quotidianodipuglia.it/regione/energia_bollette_governo_meloni_tap_puglia_delli_noci-9565640.html