Storia del comune
Situato nel cuore della Brianza, si estende su un territorio di 4,31 kmq. Confina con i comuni di Barzanò, Viganò, Castello Brianza, Barzago, Peregoo, Missaglia e Rovagnate. Il terreno, collinare per il 75%, proviene dal disfacimento delle arenarie sottostanti e da materiale morenico. Quella del Peschierone confluisce nel torrente Molgora. Due agglomerati distinti formano il pae
se: quello sviluppato attorno al vecchio nucleo (pozzo freddo) e l'altro in località Bevera, attraversata dalla ex strada statale Briante Como-Bergamo. Dal 1929 al 1953 Sirtori è accorpato al comune di Barzanò. In questo ultimo secolo molti sono stati i cambiamenti che hanno interessato il paese. La popolazione è cresciuta a partire dal secondo dopoguerra, quando numerosi fattori di natura economica ne hanno determinato l'incremento. La popolazione attiva è oggi impiegata prevalentemente nel settore industriale e artigianale. Fino alla metà di questo secolo, l'attività economica principale era l'agricoltura, praticata per lo più nella forma della mezzadria. Si coltivano cereali (granoturco, frumento, orzo), ortaggi e prodotti tipici dell'ambiente collinare (specialmente uva da cui si ricava un tipico vino che i contadini bevevano per tutto l'anno). Da ricordare anche l'attività della bachicoltura che, diffusasi dal Seicento nel nostro territorio, costituiva importante fonte di reddito per i contadini che allevavano in casa bachi per poi rivendere i bozzoli alle filande, sorte numerose anche sul territorio del nostro comune. Lunghi filari di gelsi, le cui foglie costituivano l'alimento dei bachi, hanno caratterizzato il paesaggio di Sirtori fino agli anni '50 di questo secolo. L'agricoltura è praticata attualmente da poche aziende a conduzione diretta che producono principalmente cereali e ortaggi. Con il diffondersi dell'industrializzazione, che ha investito la Brianza in maniera massiccia, la popolazione attiva ha lasciato infatti i campi per dedicarsi al più redditizio impiego nelle fabbriche e nelle officinedella zona, facendo dell'agricoltura l'attività del dopolavoro. A Sirtori lo sviluppo del settore secondario è stato però molto limitato. Le attività artigianali e industriali presenti nel territorio sorgono per lo più nella frazione di Bevera, e si limitano ai settori tessile e meccanico. Di limitata entità sono anche le attività commerciali che non hanno avuto in questi uno sviluppo adeguato alla crescita della popolazione. Il pendolarismo in uscita rimane quindi maggiore di quello in entrata. Sotto la spinta di una rilevante richiesta di seconde case, considerati il caratteristico ambiente collinare e la vicinanza a Milano, il paese è stato protagonista nel decennio 1960-1970 di una massiccia edificazione. Attualmente l'intero territorio del Comune è vincolato dalla legge che protegge le bellezze naturali e paesaggistiche e una porzione di esso è inclusa nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, costituitosi nel 1983. Animano la vita sociale di Sirtori numerosi gruppi e associazioni di volontariato. La polisportiva, che gestisce gli impianti comunali, organizza attività sportive e ricreative. Tra le altre associazioni vanno ricordati il Gruppo Alpini, l'Avis, l'Associazione Anziani. Numerosi e attivi anche i gruppi parrocchiali, tra i quali il Coro Polifonico "SS. Tra gli appuntamenti più attesi dai Sirtoresi di ieri e di oggi la tradizionale festa della Madonna di Bevera che si celebra ogni anno la seconda domenica di settembre nella vicina frazione. Il luna park e le numerose e colorate bancarelle richiamano i visitatori da tutti i paesi circostanti. La tradizione voleva in passato che, dopo le funzioni religiose della domenica mattina al Santuario, ci si fermasse a pranzare tutti insieme nelle osterie di Bevera, consumando trippa e pollo arrosto, piatti tipici della migliore tradizione culinaria brianzola. La storia
Sirtori è probabilmente di origine romana e deve il suo nome alla "gens Sertoria", una famiglia che nella Gallia Cisalpina (ovvero l'Italia settentrionale) si dedicava al commercio e alla vita militare. Due iscrizioni del I secolo d.C. ricordano Caio Sertorio Tertullo, "responsabile dei cittadini romani a Monza" e Lucio Sertorio, e portano l'emblema della famiglia dei Sertori a cui dovette appartenere anche il territorio del nostro comune. Collocato in posizione strategica sui colli, Sirtori costituiva in epoca romana un'importante via di transito: era raggiunto infatto da una diramazione della via Emilia che conduceva di qui a Viganò a Missaglia. A Missaglia fu sempre strettamente legata la sorte di Sirtori: nell'865 entrambe entrarono a far parte del Contado della Martesana. Sirtori appartenne poi alla Pieve di Missaglia fino al 1796. Il paese divenne feudo della famiglia Sirtori nel XVII secolo: Evangelista Sirtori ne ottenne l'investitura nel 1647 dal re di Spagna Filippo IV. Questo nobile casato fu sempre attento ai bisogni della comunità, soprattutto dal punto di vista religioso, donando molti terreni e facendo costruire luoghi di culto. Si ricorda, ad esempio, che il feudatario Bernardino Sirtori nel 1686 fece costruire in paese un oratorio dedicato alla Madonna Assunta. Crippa
Menzionata come Creupa in un diploma del 927, la località ebbe quindi una storia propria, indipendente da Sirtori. Nello stesso diploma si ricorda che vi sorgeva un castello-fortezza. Di Crippa pare fosse originario il nobile casato milanese dei Crepa, il cui nome fu poi mutato nel più piacevole Crippa. La storia ricorda un Manfredo de Crepa, giureconsulto milanese al servizio dei Visconti, e l'arcivescovo Francesco II de Crepa, vicario generale di un papa. Nel 1500 i Crippa sono ricordati come la famiglia più potente a Contra di Missaglia. Insieme ai Crippa, un altro casato importante fu quello dei Brebbia che abitarono il castello di Crippa dal 1528. La Villa Crippa, antica dimora dell'omonima famiglia, è oggi sotto tutela in quanto considerata tra i beni di interesse storico-artistico. I comuni di Sirtori
1346 risale a questa data la più antica notizia dell'esistenza del Comune di Sirtori con Ceregallo. Crippa costituiva un comune a sé stante
1647 Evangelista Sirtori ottiene in feudo Sirtori da re Filippo IV di Spagna
Il feudatario esercita la giustizia, ha delle proprie carceri e un ufficiale di polizia, ma non può riscuotere alcun tributo. Il comune risulta essere diviso in cinque comunità minori (Ceregallo, Spinuida, la Villa, Sirtori e quella del feudatario)
Il comune di Crippa, che pure era stato feudo della famiglia che porta lo stesso suo nome, risulta invece libero ed esente da diritti feudali, dipendendo solamente dalle autorità dello Stato di Milano
1809 sotto il comune di Sirtori vengono raggruppati i comuni di Crippa, Bernaga e uniti, Cereda e uniti, Perego e Viganò
1816 con il ritorno degli Austriaci anche i confini amministrativi ritornano ad essere quelli precedenti al Regno d'Italia: Crippa forma un comune a sè, così come gli altri comunni in precedenza aggregati a Sirtori
1844 Crippa viene nuovamente e definitivamente unito al comune di Sirtori
1926 Sirtori perde la propria autonomia e viene aggregato al comune di Barzanò
1954 Sirtori ritorna ad essere comune amministrativo
A Sirtori Alto si può trovare una curiosa testimonianza di quando Sirtori p***e la sua autonomia. Qui infatti, un tempo, sulla facciata di una casa, si trovava dipinta, a caratteri cubitali, una scritta che segnalava, a chi proveniva da Viganò, l'inizio del centro abitato di Sirtori. Quando il nostro Comune fu aggregato a quello di Barzanò, si provvide ad aggiornare la scritta, sovrapponendo un nuovo strato di pittura. Col tempo, però, lo strato più vecchio è in parte riaffiorato. In questo modo la vecchia scritta "Sirtori" si è unita a quella di Barzanò, diventando "Barzoro"
Sotto i Savoia, cessato il periodo transitorio in cui vennero tenute provvisoriamente in vita le istituzioni amministrative in vigore al momento dell'annessione, la struttura amministrativa del Comune diventa simile a quella attuale, basata su di un consiglio comunale, eletto dai cittadini, e su di un Sindaco. Il diritto di voto, però, era riservato solo a chi disponeva di un certo reddito e il Sindaco veniva nominato dal Re, che lo sceglieva tra i consiglieri comunali. Questa è la firma che Giovanni Antonio Fumagalli, primo Sindaco di Sirtori, appose alla prima delibera del consiglio comunale, datato 2 giugno 1860
Ai tempi degli Austriaci a Sirtori non venivano eletti né Sindaco né consiglio comunale, ma erano gli stessi contribuenti ad approvare i bilanci e a decidere i lavori pubblici da eseguire. Ci si potrebbe chiedere se una forma di autogoverno del genere non rischiasse di portare al caos e all'ingovernabilità. I dubbi scompaiono quando ci si accorge che all'epoca i Sirtoresi che disponevano di beni da tassare non erano certo un esercito: dieci nel 1859. Questo sistema di amministrazione rimase provvisoriamente in vigore nel periodo immediatamente successivo all'annessione al Regno di Sardegna. Il documento a fianco risale, appunto, a quell'epoca.