Jacopo Massaro

Jacopo Massaro "Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato." (R.L. Montalcini)

Scrissi questo post 10 anni fa.Purtroppo, resterà per sempre attuale.
15/07/2025

Scrissi questo post 10 anni fa.
Purtroppo, resterà per sempre attuale.

Tra il 13 e il 17 luglio 1995 i serbobosniaci del generale Mladic sterminarono 8.000 civili nella città di Srebrenica. In sostanza, tenne fede alla promessa di far scorrere sangue fino all'altezza del ginocchio per "bonificare etnicamente" la zona.
Tutto avvenne, di fatto, sotto gli occhi delle truppe della Comunità Internazionale che non solo non intervennero, ma addirittura respinsero coloro che scappando bussavano alla porta del Quartier generale.
A vent'anni dal massacro, non si può non ricordare l'orrore di questi criminali, ma anche l'onta delle forze di pace che abbandonarono i civili di Srebrenica alla più volte annunciata pulizia etnica.
Mi sembra degna di nota la conclusione di questo articolo di Internazionale, pubblicato questa settimana.

Lo Stato oggi eroga fondi per realizzare opere pubbliche. La giunta De Pellegrin aveva candidato  3 progetti: ponte dell...
12/07/2025

Lo Stato oggi eroga fondi per realizzare opere pubbliche. La giunta De Pellegrin aveva candidato 3 progetti: ponte della Vittoria, ponte di Fisterre e regimazione acque di Cavarzano, per circa € 350.000 euro.

Quanto ha assegnato lo Stato al comune di Belluno?
€0,00.
Perché? Perché il comune ha 17, 5 milioni di euro in cassa, non spesi: li ha tenuti sul conto anziché restituirli sotto forma di opere e servizi abchi paga le tasse.

In pratica, lo Stato dice: perché chiedi a me € 350.000 se tu ne hai 17, 5 milioni e non sei in grado di spenderli?

Parto da questo banale esempio ed aggiungo: l'asilo nido è aperto a metà mentre ci sono oltre 100 bambini in lista di attesa per entrarvi, hanno soppresso gli autobus festivi e di alcune linee, c'è stato un tentato omicidio (tra due esponenti del partito che governa Belluno) nell'ufficio di un assessore comunale, il ponte della Veneggia è stato chiuso per lavori nonostante la promessa elettorale di lasciarlo aperto, hanno posticipato di quasi 3 anni la ciclopedonale di Levego - già finanziata! - per un pasticcio di bilancio, assessori comunali si sono fatti i selfie con ipotetici investitori sul Nevegal, che poi si rivelano riciclatori di denaro sporco (stando alle rivelazionidel socio Bellunese della cordata).
E così via, potrei citare tante altre cose.

Nel frattempo, però, il Comune manda un comunicato stampa celebrando il Successo di essere arrivati al 64° posto nella classifica del gradimento dei Sindaci (cioè registrando il record negativo degli ultimi 15 anni, fatta eccezione per l'anno scorso).

Al di là dei gravi problemi in sé, ne emerge uno più grande: per governare un piccolo, ma complesso, capoluogo di provincia come Belluno, non servono i comunicati celebrativi, ma occorrono tonnellate di sudore, impegno e studio.

Senza quelli, si lasciano 17 milioni dei contribuenti ad annoiarsi in un conto corrente, si riducono le corse degli autobus, non si danno servizi ai bambini, si perdono i contributi statali e non si progetta il futuro della Comunità.

Un consiglio: se si ritiene così importante la classifica del gradimento, invece che accontentarsi dei comunicati stampa celebrativi si lavori e si studi per risolvere almeno quei problemi, oppure si riabbassino tasse e tariffe riportandole ai livelli preesistenti: perché non è che sia vietato chiedere più soldi ai Cittadini - come ha fatto questa Giunta - se poi si usano; ma non usarli - e in aggiunta perdere ulteriori contributi esterni! - è scorretto, disarmante e, permettetemi di dirlo, intollerabile.

Tre anni sono andati: ce ne sono ancora due per finirla con le autocelebrazioni e iniziare a lavorare davvero. Facciamolo!

A presto, JM

Nella G.U. n.75 del 31 marzo 2025 sono stati pubblicati i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati indetti, per domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025, i cinque referendum popolari abrogativi ex art.75 della Costituzione.

L'ho incontrato tre volte.Per la verità le volte sarebbero quattro, se si considerasse l'incontro surreale davanti al Qu...
21/04/2025

L'ho incontrato tre volte.
Per la verità le volte sarebbero quattro, se si considerasse l'incontro surreale davanti al Quirinale: passavamo di lì, c'era un gran trambusto e sono transitate alcune macchine che parevano far parte di una scorta e facevano presagire l'arrivo del classico macchinone "blu" che, però, non è passato. Tra quelle auto che pensavamo "di servizio" c'era un'utilitaria, una ford bianca. Ci sfila davanti, e al finestrino c'è Papa Francesco che ci saluta. Noi ci guardiamo e scoppiamo a ridere per l'assurdità di quell'incontro casuale.

Ad ogni modo, tre sono le volte che sono andato in Vaticano e ci ho potuto scambiare qualche parola: una volta accompagnando Piero Fassino, allora presidente del'ANCI, in un incontro privato e non ufficiale; le altre due come Sindaco, facendo parte di una delegazione guidata da Antonio Decaro, successore di Fassino, che rappresentava tutti i Sindaci d'italia.

Sembrava un po' come la sua Ford bianca: poco appariscente, un po' dimesso, sobrio come mai avrei immaginato un Papa.
Da persona non credente - ma molto rispettosa di chi lo è - ero rimasto stupito della portata innovativa e poco rumorosa del suo pontificato, che non a caso si faceva capire, appassionandoli, dai giovani. Quando lo conobbi, questa impressione di rivoluzionario sottovoce si rafforzò ancor di più, intrecciandosi con un rigore un po' burbero e una semplicità che non mi aspettavo.

Ci fece ridere un sacco quando, leggendoci un discorso - ovviamente molto istituzionale, complesso e denso di significato - smise di leggere e saltando di palo in frasca ci chiese: "ma anche voi Sindaci venite fermati dalla gente per strada? A me succede continuamente, ci metto sempre un sacco a tornare a casa! E voi?".
Ecco, Papa Francesco era un po' così: pieno di rigore e di idee rivoluzionare, e intriso di quella semplicità che pervade quotidianamente la vita di ciascuno di noi.
Non avrei mai pensato che nella vita mi sarebbe capitato di dirlo di un Papa, ma invece sì: mi manca.
Ma, almeno, spero tanto che ora sia dove ha sempre desiderato giungere.
Addio Papa Francesco.
JM

Prima che vi scateniate, Vi informo che sono consapevole che sembro un tifoso dell'Italia mal informato sui suoi success...
14/07/2024

Prima che vi scateniate, Vi informo che sono consapevole che sembro un tifoso dell'Italia mal informato sui suoi successi. Tuttavia posso garantire che stavo sfilando al Pride e che avevo una borsa di tela rigorosamente color arcobaleno.
Inoltre no, non stavo impartendo benedizioni: l'effetto da fanatico religioso lo dobbiamo al fotografo
Manuele Sangalli ("Samuele" per gli amici più intimi)...
A presto! JM

18/11/2023

Con immenso dispiacere apprendo una notizia ormai attesa - purtroppo - da qualche settimana: la nostra Comunità stanotte ha perso Angelo Tanzarella.

Verrà sicuramente ricordato come uno tra i più brillanti e visionari politici del nostro territorio; tuttavia a lui devo molto di più che la riconoscenza da cittadino. Angelo per me non è stato solo un amico, ma anche uno dei principali punti di riferimento in ambito politico, che ha inconsapevolmente influenzato molte delle mie scelte nel corso degli anni.

Tanti anni fa osservavo come sapesse coniugare la fermezza nel difendere ciò che riteneva giusto con la continua ricerca del dialogo e della mediazione. Per me è questo il senso vero della democrazia, e l'ho imparato proprio da lui. E spesso, in situazioni difficili, ho agito proprio pensando a cosa avrebbe fatto lui.

Mi piacerebbe condividere tanti altri pensieri per ricordarlo, ma mi fermo a queste poche righe per rispettare la sua scelta di un addio sobrio e silenzioso.

Addio Angelo. Nel mio cuore ci sarai sempre.

3 novembre 2018, corridoio del Centro Operativo Comunale di Marisiga.Daniele Dalvit prepara la telecamera per registrare...
03/11/2023

3 novembre 2018, corridoio del Centro Operativo Comunale di Marisiga.

Daniele Dalvit prepara la telecamera per registrare l'ennesimo aggiornamento sulla situazione della tempesta Vaia ed io provo a pensare cosa dire: gran parte della Città è ancora senza luce, riscaldamento e acqua. Noi andavamo avanti col gruppo elettrogeno.

Alla mia destra, attaccata al muro, la mitica gigantesca cartina del territorio comunale stampata da Paolo Zaltron del nostro ufficio di protezione civile dove continuavamo a segnare i danni, le zone isolate e ogni informazione che riuscivamo a reperire.

L'attività di comunicazione era incredibilmente ostica: non andavano i telefoni né i cellulari e le piogge erano così dense che smisero di andare anche le radio della protezione civile. Comunicavamo con i bigliettini, come nel medioevo. Una storia così assurda che oggi verrebbe quasi da sorridere! 🤦🏻‍♂️

E voi? Cosa stavate facendo il 3 novembre 2018?

Un'importante comunicazione del Presidente della Provincia di Belluno: domani (venerdì 3 novembre) in provincia di Bellu...
02/11/2023

Un'importante comunicazione del Presidente della Provincia di Belluno: domani (venerdì 3 novembre) in provincia di Belluno è stata disposta la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Seguite i canali ufficiali per avere informazioni certe ed aggiornate e comunque verificate sempre lì ciò che sentite dire col passaparola!
A presto, JM

Sì, è vero che stavo partecipando alla manifestazione a sostegno della sanità pubblica, ma no, non mi ero montato la tes...
02/11/2023

Sì, è vero che stavo partecipando alla manifestazione a sostegno della sanità pubblica, ma no, non mi ero montato la testa e non stavo impartendo alcuna benedizione. Quella è un'idea di quel buontempone del fotografo Manuele Sangalli . Come direbbe Jessica Rabbit: "non sono cattiva, è che mi disegnano così". 😛

Esattamente cinque anni fa ci cambiò la vita. O, quantomeno, cambiò la mia.Così come cambiarono Belluno, i suoi boschi, ...
29/10/2023

Esattamente cinque anni fa ci cambiò la vita. O, quantomeno, cambiò la mia.
Così come cambiarono Belluno, i suoi boschi, l'alveo dei suoi fiumi e un po' anche noi Cittadini, che iniziammo a sentirci compagni di viaggio sopravvissuti ad un naufragio.

Scorrere quelle foto mi ricorda quanto siamo piccoli e quanto siano importanti le cose che abbiamo e di cui, nella confusione quotidiana, ogni tanto ci scordiamo.

Questa foto è stata scattata in Nevegal un giorno (forse due?) dopo il disastro, mentre cercavamo di capire dove ci trovassimo: il paesaggio era irriconoscibile. D'altronde, alle mie spalle 24 ore prima c'era un fitto, bellissimo, bosco.
Foto di Daniele Dalvit

La nostra terribile storia, che qualche volta sembriamo dimenticare:  cinquemila bellunesi profughi a Pistoia. Per gli a...
24/10/2023

La nostra terribile storia, che qualche volta sembriamo dimenticare: cinquemila bellunesi profughi a Pistoia. Per gli altri fame, topi usati come cibo, malattie. Morimmo a migliaia.

LA VERGOGNA DI CAPORETTO
La più grave disfatta dell'esercito italiano nella Grande Guerra risale al 24 ottobre 1917, quando le truppe austroungariche e tedesche travolsero le malpreparate trincee italiane sul Carso attorno a Caporetto (nel Goriziano, ma adesso in Slovenia). Friuli e Veneto Nord-Orientale sino al Piave furono conquistati dagli imperi centrali e Caporetto diventò da allora sinonimo di disastrosa sconfitta ini ogni campo. Fu destituito il generale Cadorna, che aveva cercato di nascondere i suoi gravi errori tattici imputando le responsabilità del tracollo alla presunta viltà di alcuni reparti italiani e a quelli che considerava gli avversari interni della guerra: socialisti, cattolici, liberali neutralisti. Guidato dal generale Armando Diaz, l'esercito italiano si riorganizzò abbastanza in fretta, resistette sul monte Grappa e sconfisse il nemico sul fronte del Piave. Belluno fu occupata dal 10 novembre: una parte della Giunta rimase in città (col prosindaco Mandruzzato), l'altra sfollò a Pistoia. Più di 5mila cittadini abbienti scapparono nei giorni dopo la rotta, profughi nel Nord Italia. Si aprì il tristemente noto an de la fan. Gli occupanti saccheggiarono territorio e città, compiendo atti di ritorsione, crudeltà e violenza verso i residenti. Chi rimase dovette subire soprusi, violenze, distruzioni materiali, privazioni, requisizioni, fame (la foto, presente nel catalogo della BCB, mostra che la gente si cibava persino di pantegane), razionamento, malattie (solo nel novembre 1918 morirono 294 cittadini), coprifuoco e altre sofferenze. Il clima poi, grazie all’intervento del comandante di piazza Karl von Kantz, si ammorbidì verso la popolazione in linea col tentativo del neoimperatore Carlo I di arrivare presto alla fine della guerra e alla pace. Ciononostante le condizioni di vita peggiorarono inesorabilmente. L’occupazione durò un anno esatto e terminò con la liberazione il 1° novembre del 1918. Con costi umani elevatissimi per la popolazione: in provincia morirono di fame 3228 persone e 1574 furono decimate dalla febbre sp****la.

Uno si sveglia la Mattina e trova un annuncio immobiliare così.Potrebbe sembrare che sia in vendita lo storico palazzo d...
21/10/2023

Uno si sveglia la Mattina e trova un annuncio immobiliare così.
Potrebbe sembrare che sia in vendita lo storico palazzo del Monte dei Pegni di Belluno, in piazza delle Erbe, ma sicuramente non sarà così, per quattro motivi:

Innanzitutto perché quel palazzo ospita le rare ed importantissime biblioteche della Fondazione Angelini e dell'Isbrec, e sono certo che il Comune farebbe qualunque cosa affinché non vadano p***e, considerando che non esistono sedi alternative per loro;

In secondo luogo perché quel luogo è di Fondazione Cariverona, con cui il comune di Belluno per dieci anni ha interloquito - talora anche con una dialettica piuttosto dura, date le loro comprensibili necessità di valorizzazione del patrimonio - per fare in modo che Fondazione Angelini ed ISBREC rimanessero lì e suppongo che la nuova amministrazione si sia data da fare affinché la situazione non mutasse;

In terzo luogo, perché essendo io consigliere comunale, sono certo che la mia Amministrazione si sarebbe subito premurata di avvisarmi - insieme agli altri consiglieri - che a breve due delle quattro più importanti collezioni librarie di Belluno finiranno in qualche cantina e che uno dei palazzi storici più importanti della Città finirà in mano a privati;

Infine, perché il centro storico di Belluno è pieno di palazzi storici di 1.400 mq con porticato organizzato in quattro campate, con muri affrescati e con facciate uguali a quella, soprattutto in Piazza delle Erbe.

A presto, JM

Indirizzo

Belluno

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