30/08/2026
CINQUE ONDATE DI CALORE. UNA SOLA ESTATE.
Facciamo un bilancio, perché i numeri raccontano una storia che non possiamo più permetterci di ignorare:
1ª ondata — fine maggio (23-31 maggio)
2ª ondata — 17 giugno, per due settimane
3ª ondata — 9-21 luglio
4ª ondata — 28 luglio-17 agosto, la più lunga della stagione
5ª ondata — fine agosto, con punte di 43-44°C al Centro-Sud
E Bologna non è rimasta a guardare: è stata colpita duramente, dentro una Pianura Padana che gli scienziati definiscono ormai un vero e proprio 'hot spot' del clima mondiale, una delle aree dove il riscaldamento globale si fa sentire con più violenza e rapidità rispetto alla media del pianeta.
Purtroppo non siamo arrivati alla fine dell'estate più calda di sempre, ma probabilmente, e questo dovrebbe farci riflettere ancora di più, siamo arrivati alla fine dell'ultima estate quasi normale.
Come 'Europa Verde' di Bologna lo diciamo chiaramente: non c'è più tempo per pensare, bisogna agire.
Non servono altre analisi, altri convegni, altre buone intenzioni, serve il coraggio di prendere impegni precisi e inderogabili.
Il tempo delle mezze misure è finito insieme a questa estate e lo vogliamo ricordare a tutti partiti del campo largo, mettendo a disposizione le nostre competenze e proponendo un “poker” di azioni: 'Una Bologna più verde, più chiara, più elettrica e più consapevole'.
🌿 Più verde, perché alberi e vegetazione producono ombra e contribuiscono ad abbassare le temperature attraverso l’evapotraspirazione (e zone verdi sono anche in grado di attivarsi come spugne in caso di precipitazioni). Servono nuove aree verdi, grandi e piccole, ottenute anche depavimentando gli spazi oggi impermeabili. Dobbiamo aumentare e curare il patrimonio arboreo, ridurre gli sfalci dove non strettamente necessari, diffondere tetti e pareti verdi e recuperare le biomasse vegetali per produrre biochar e ammendanti capaci di migliorare il suolo.
☀️ Più chiara, perché asfalto, tetti e superfici scure assorbono energia durante il giorno e la rilasciano di notte, rendendo più difficoltoso il raffrescamento della città e provocando l'effetto "città forno". Possiamo sperimentare pavimentazioni chiare, promuovere tegole, intonaci e vernici ad alto potere riflettente e sostituire progressivamente le coperture bituminose nere, oltre a sperimentare sistemi di ombreggiatura. Durante le ondate di calore si può inoltre valutare l’impiego del caolino come protezione emergenziale per il patrimonio arboreo.
⚡️ Più elettrica, perché motori a combustione, forni e fornelli, sistemi di condizionamento, disperdono calore nell’ambiente urbano, oltre a produrre emissioni. Negozi e grandi edifici devono ridurre gli sprechi ed evitare dispersioni. Bisogna incentivare l' installazione di impianti fotovoltaici e favorire le comunità energetiche Elettrificare i consumi domestici, incentivare apparecchi efficienti e piastre a induzione, aumentare la mobilità elettrica e rafforzare il trasporto pubblico, condiviso, ciclabile e pedonale significa costruire una città più fresca, silenziosa e respirabile. Non solo: eliminare sistemi a gas in ambito domestico permette di ridurre costi fissi (contratto e distribuzione) oltre che il mero consumo (sempre più caro), arrivando a ridurre le spese fino a centinaia di euro/anno per una famiglia.
💧 Più consapevole, perché una comunità informata è meno vulnerabile. Servono campagne su idratazione, alimentazione e rischi legati al caldo; formazione per un uso responsabile dell’energia; maggiore conoscenza nella gestione di orti, parchi e giardini. Possiamo consumare meno acqua scegliendo specie resistenti alla siccità e diffondendo tecniche come pacciamatura, minime lavorazioni e arricchimento del suolo. Dobbiamo ottimizzare e ridurre il consumo delle risorse idriche ma in parallelo migliorarne la gestione a livello infrastrutturale, anche implementando sistemi di raccolta e conservazione delle acque piovane.
Questi quattro temi e i relativi interventi, devono procedere insieme ed entrare stabilmente nelle politiche pubbliche di Bologna.
La resilienza climatica si costruisce pianificando e non reagendo di volta in volta all'emergenza.
Da quale di queste quattro mosse dovrebbe partire Bologna?