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Savitri Devi (1905–1982), nata Maximiani Portas, è stata una scrittrice e pensatrice del Novecento che sviluppò una visi...
23/02/2026

Savitri Devi (1905–1982), nata Maximiani Portas, è stata una scrittrice e pensatrice del Novecento che sviluppò una visione spirituale incentrata sul recupero delle tradizioni indo-ariane e delle religioni antiche. Dopo essersi trasferita in India negli anni Trenta, adottò il nome con cui è conosciuta e si avvicinò all’induismo, interpretandolo come espressione di una spiritualità arcaica e cosmica.

Uno dei nuclei centrali del suo pensiero era il ritorno alle origini indo-ariane, che considerava un patrimonio culturale e simbolico comune tra India vedica ed Europa precristiana. Si definiva pagana, nel senso di legata a una religiosità della natura, dei cicli cosmici e delle forze universali. Si ispirava alla concezione induista del tempo ciclico (yuga), vedendo nella modernità un’epoca di decadenza spirituale rispetto alle civiltà antiche.

Un aspetto importante della sua personalità fu l’animalismo. Difese con convinzione il rispetto verso tutte le forme di vita e criticò la crudeltà sugli animali, sostenendo che una società realmente evoluta dovesse estendere la propria etica oltre l’essere umano.

Per quanto riguarda la condizione femminile, Savitri Devi sostenne una forma di valorizzazione della donna legata al ruolo spirituale e simbolico del principio femminile nelle tradizioni antiche. Non promuoveva certamente il femminismo moderno di stampo liberale, ma allo stesso tempo non riduceva il ruolo della donna all’interno delle religioni monoteiste (spesso interpretate in chiave misogina). Propose invece un modello in cui la donna aveva una funzione centrale nella trasmissione culturale e nella custodia delle tradizioni, attribuendole un ruolo spirituale e simbolico di primo piano. In questo senso, la sua posizione può essere definita una forma di “femminismo identitario” o spirituale, più che emancipazionista in senso liberale.

Espresse inoltre una forte critica verso le religioni monoteistiche, in particolare verso l’Islam, che considerava incompatibile con le culture pagane e politeiste che intendeva difendere.

Gli Indoeuropei costituiscono una delle grandi forze originarie della storia eurasiatica. Non furono un semplice insieme...
21/12/2025

Gli Indoeuropei costituiscono una delle grandi forze originarie della storia eurasiatica. Non furono un semplice insieme di tribù, ma una civiltà arcaica portatrice di una lingua, di un ordine e di una visione del mondo destinati a lasciare un’impronta duratura su interi continenti. Dalle vaste steppe tra il Mar Nero e il Caucaso, essi si diffusero in Europa e in Asia, imponendo modelli culturali fondati sulla disciplina, sul valore e sul senso del sacro.

La società indoeuropea era strutturata, gerarchica e consapevole del proprio ruolo nel cosmo. Ogni individuo trovava posto all’interno di un ordine superiore, diviso in tre funzioni fondamentali: il sacro e la legge, che garantivano stabilità e giustizia; la funzione guerriera, che difendeva e affermava la comunità; e la funzione produttiva, che assicurava sostentamento e continuità. Questo sistema rifletteva la convinzione che l’armonia del mondo dipendesse dal rispetto dei ruoli e della tradizione.

I miti indoeuropei esprimono una visione eroica dell’esistenza. Il mondo nasce dal sacrificio e si mantiene attraverso la lotta contro il caos. L’eroe che affronta il mostro, il serpente o la forza distruttrice non combatte solo per sé, ma per ristabilire l’ordine cosmico. Il sacrificio, soprattutto rituale, diventa atto fondante: attraverso di esso si rinnova il legame tra uomini, dèi e natura.

La religione indoeuropea esaltava le forze primarie dell’universo: il cielo luminoso, la terra feconda, il fuoco, l’alba. Il dio del cielo, padre e garante dell’ordine, incarnava autorità, luce e potere. La natura non era un semplice ambiente, ma una realtà sacra, viva, da rispettare e dominare con equilibrio.

La Weltanschauung indoeuropea affermava che vivere significasse mantenere l’ordine contro il disordine, con coraggio, disciplina e fedeltà. Questa eredità sopravvive nelle lingue, nei miti e nei valori delle grandi civiltà antiche. Studiare gli Indoeuropei significa risalire alle radici profonde di un’idea di mondo fondata su forza, responsabilità e senso del destino.

Marc Augier nasce in Francia nel 1908, in un’Europa attraversata da tensioni e trasformazioni profonde. Fin da giovane m...
16/12/2025

Marc Augier nasce in Francia nel 1908, in un’Europa attraversata da tensioni e trasformazioni profonde. Fin da giovane mostra una forte attrazione per il movimento, lo sforzo fisico e i grandi spazi aperti. La montagna, il viaggio e l’avventura non sono per lui semplici interessi, ma veri e propri modi di vivere. Prima ancora di essere conosciuto come scrittore, è un uomo che cammina, osserva, esplora, accumula esperienze sul campo.

Negli anni Trenta inizia a lavorare come giornalista e reporter. Collabora con riviste e giornali, occupandosi di sport, alpinismo e viaggi. Scrive di ciò che conosce direttamente: corpi messi alla prova, paesaggi aspri, sfide fisiche. La sua scrittura nasce dall’esperienza concreta, non dall’immaginazione astratta. In questo periodo prende forma uno stile essenziale e diretto, fortemente legato all’azione.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, la sua traiettoria personale cambia direzione. Augier entra nel Partito Popolare Francese di Jacques Doriot e sceglie di partecipare attivamente al conflitto. Si arruola prima nella Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo e successivamente nella 33ª Divisione Waffen-SS “Charlemagne”, composta da volontari francesi impegnati sul fronte orientale. In questo contesto svolge incarichi legati alla propaganda e alla formazione politica, vivendo dall’interno l’esperienza della guerra totale.

Alla fine del conflitto lascia l’Europa e si stabilisce per alcuni anni in Argentina. È un periodo di distanza e di scrittura, durante il quale continua a elaborare e raccontare ciò che ha vissuto: la guerra, i legami tra uomini, la memoria del combattimento e il destino individuale all’interno della Storia.

Negli anni Cinquanta rientra in Francia grazie a un’amnistia e riprende l’attività letteraria con lo pseudonimo Saint-Loup. Pubblica romanzi e saggi dedicati all’esperienza militare, al cameratismo e alla montagna, temi che restano centrali fino alla fine. Marc Augier scrive fino agli ultimi anni della sua vita. Muore nel 1990, lasciando un’opera profondamente intrecciata al proprio percorso personale, specchio delle fratture del Novecento europeo.

Consiglio di leggere questo post tutto d'un fiato, attenzione, dopo la lettura potreste aver voglia di firmare petizioni...
10/12/2025

Consiglio di leggere questo post tutto d'un fiato, attenzione, dopo la lettura potreste aver voglia di firmare petizioni sulle dimissioni della cara Federica.

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La massoneria europea ha una storia molto lunga e antica, e sicuramente ora non è questo il punto. Diciamo piuttosto che...
09/12/2025

La massoneria europea ha una storia molto lunga e antica, e sicuramente ora non è questo il punto. Diciamo piuttosto che non ha mai portato nulla di positivo alla nostra società; anzi, avrebbe sempre lavorato per ledere il nostro, apparentemente debole, tessuto sociale, affinché ci dividessimo in molte piccole idee inutili.

Detta così può sembrare una riflessione strana, ma si tratta di qualcosa di psicologicamente profondo che, giorno dopo giorno, denaro dopo denaro, si insinua nella nostra vita come una tenaglia.

Le varie lobby, di cui tanto si parla, esistono effettivamente: non è fantascienza. Denaro viene dato a organi che avrebbero il compito di indebolire le nostre un tempo solide idee europee, soldi che finiscono nelle mani sbagliate.

“Mafia” sarebbe il secondo termine che potremmo usare, come ad esempio per definire quella che viene vista come la mafia antifascista, gli anti-italiani per eccellenza.
Mentre magari si sgomberano case a italiani, a questi gruppi vengono concessi centri sociali per evitare che protestino (dato che ogni volta che vengono sgomberati si lamentano).

In sostanza, cosa possiamo fare? Da soli, poco o nulla. Ma con una comunità forte, solida, consapevole e determinata possiamo sciogliere questi organi. È proprio questo il punto: la forza non nasce dall’individuo isolato, ma dall’unione di persone che condividono obiettivi chiari e non si lasciano intimorire.

Lepore candidato ufficialmente come re dei clown del circo PD.E mentre il “bellissimo” Naviglio bolognese annuncia con o...
07/12/2025

Lepore candidato ufficialmente come re dei clown del circo PD.
E mentre il “bellissimo” Naviglio bolognese annuncia con orgoglio la fine dei lavori, i prezzi degli affitti continuano a impennarsi: anzi, schizzano a un +50% rispetto alla media regionale, come se Bologna fosse improvvisamente diventata una città di lusso.
Nel frattempo, i lavori del tram avanzano a passo di lu**ca e, uno dopo l’altro, i negozi che si trovano lungo il percorso chiudono per mancanza di clienti.
Immaginiamo, ad esempio, un fioraio che per anni ha colorato la strada con i suoi fiori e che, da un giorno all’altro, si ritrova sommerso da cemento, polvere, transenne e zero clienti. Un quadro desolante, degno di chi pianifica interventi senza mai guardare chi ci vive davvero.
A tutto questo si aggiunge la perdita ulteriore di terreno utile per piantare un po’ di verde, quello vero, quello che servirebbe disperatamente alla Bologna urbana.
E come dimenticare l’episodio estivo degli alberi buttati nel vaso in piazza Nettuno? Un gesto che definire pietoso è un complimento.
Insomma, questo circo è un fallimento totale: dal punto di vista della sicurezza, dell’economia e persino del rispetto per l’ambiente.
Dove noi vediamo futuro, possibilità e qualità della vita, Lepore sembra vedere soltanto cantieri infiniti, traffico e disagi elevati a sistema.

Un ma**acro senza sosta verso il popolo palestinese che va avanti da prima del famoso 1948 (data in cui si proclamò l'es...
03/12/2025

Un ma**acro senza sosta verso il popolo palestinese che va avanti da prima del famoso 1948 (data in cui si proclamò l'esistenza d'Israele).
Per chi non sapesse la storia, la famiglia Rothschild (famiglia ebraica più ricca al mondo) comprò e finanziò Israele con i propri soldi già nel 1933.
La Palestina in quel periodo era una colonia dei maledetti capitalisti inglesi che, a rigor di logica, non si fecero affatto scrupoli a vendere un terreno a un popolo inondato di rabbia.
Ecco, questa combinazione che va avanti da quasi 100 anni ci porta, ancora oggi, ad assistere a immagini surreali, storie drammatiche e vicende troppo importanti da tenere in conto.
Di che vicende parliamo? Sappiate, e parlo ai meno informati, che questa guerra forse non è nemmeno l'inizio di ciò che accadrà in medio oriente. Basta leggere nei libri sacri ebraici per capire che il "Grande stato di Israele" comprende territori: egiziani, libanesi, cisgiordani, siriani ect...
Insomma, quello che per gli ignoranti sembra un conflitto di secondo grado, per i sapienti è solo l'inizio di una nuova carneficina.
Come mettere stop a tutto questo? Lottare affinché l'Evropa, nella sua interezza, chiuda tutti i rapporti diplomatici verso Israele.
Israele è un nemico comune, lo si può vedere anche nell'asse USA-Israele.
Iniziate a porvi domande su ciò che accade per il mondo, ogni guerra, movimento o legge, molto spesso è atta a favorire qualcuno e a indebolire qualcun altro.
Free Palestine 🏴

Ennesimo episodio di violenza, questa volta accaduto a Roma.Nel quartiere Tor Tre Teste, Roma Est, nella notte del 25 no...
25/11/2025

Ennesimo episodio di violenza, questa volta accaduto a Roma.
Nel quartiere Tor Tre Teste, Roma Est, nella notte del 25 novembre (Giornata internazionale contro la violenza sulle donne) una giovane coppia si era appartata lungo la strada, senza immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco.

Quello che inizia come una rapina finisce con il ragazzo immobilizzato da due aggressori, mentre un terzo nel frattempo abusava della fidanzata.

Tengo a precisare che questa feccia è "roba" marocchina, i soliti macellai marocchini.

Quando ho letto questa storia ho provato un’emozione che non era semplice rabbia, era qualcosa di più. Non che non avessi mai sentito racconti simili, purtroppo, ma in questo caso ho pensato: “Come possiamo permettere che accadano ancora cose del genere? Com’è possibile che certe persone si sentano libere di agire così, sapendo che spesso restano impunite?”

Ricordiamoci che secondo le fonti dell'Istat del 2023 il 43% degli indagati per st*pro sono stranieri, e ricordiamo ancora che questi stranieri compongono meno del 10% della popolazione italiana.
Preciso anche che questo 43% non tiene conto degli stranieri di seconda generazione ormai divenuti (solo su carta) italiani.

Insomma, un disastro che non sembra avere fine, e se tu, lettore che ti indigni magari per questo articolo, notando terminologie più o meno offensive dal tuo misero punto di vista, sappi che tu sei parte di questo problema e che un giorno verrai inghiottito con esso.

Bologna, questa battaglia è la tua, e nessuno la fermerà per qualche misero euro.Non siamo comprabili, non siamo deboli,...
23/11/2025

Bologna, questa battaglia è la tua, e nessuno la fermerà per qualche misero euro.
Non siamo comprabili, non siamo deboli, non siamo disposti a piegarci.
Siamo pronti a difenderti, con le unghie e con i denti, contro chiunque provi a svenderti.

A voi, abitanti, lavoratori, passanti: non dimenticate che Bologna non è solo Piazza Maggiore, non è solo il centro, le vetrine o le belle facce da cartolina.
Bologna sono anche i quartieri abbandonati, le periferie lasciate al loro destino, in mano a chi non ha nulla da perdere.

Le istituzioni ci hanno voltato le spalle.
Non possiamo permettere che la città diventi un campo di battaglia per chi vuole lucrare sulla nostra indifferenza.
Non possiamo permettere che chi sta lottando per sopravvivere venga etichettato come nemico.

Bologna è nostra.
E non permetteremo che venga distrutta pezzo per pezzo.

Siamo una comunità.
E se qualcuno pensa che ci divideremo, si sbaglia di grosso.
Chi cerca di seminare discordia avrà solo la nostra risposta: uniti e pronti a tutto.

I nostri 8 punti fondamentali per migliorare Bologna:
20/11/2025

I nostri 8 punti fondamentali per migliorare Bologna:

È interessante notare come il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, da sempre dichiaratosi pro-Palestina, oggi ritratti in ...
20/11/2025

È interessante notare come il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, da sempre dichiaratosi pro-Palestina, oggi ritratti in occasione di una partita di basket. Nulla di nuovo, comunque, nello scenario politico attuale.

Ma cosa intendiamo con la frase: “Qualcosa sta cambiando, ma non nel verso giusto”?
Intendiamo dire che sta sfuggendo la verità dietro queste proteste. Andiamo per gradi:

I movimenti che promuovono queste proteste sono, nel 90% dei casi, di ispirazione bolscevica.

In questo modo, la protesta diventa un “prendi tutto”, coinvolgendo persone che vi si trovano trascinate, favorendo un multiculturalismo non necessario per un tema serio come la guerra che coinvolge il popolo palestinese.

Si tenta di far credere che solo la sinistra abbia a cuore la questione, mentre la destra non saprebbe nemmeno dove si trovi la Palestina. Non si considera invece che alcuni gruppi non si riconoscono né nella destra né nella sinistra e, sì, hanno a cuore il popolo palestinese e sono consapevoli della gravità della situazione. Lo fanno per reale interesse, non per ottenere voti.

Infine, si arriva al punto in cui parte del popolo, ormai influenzato, ritiene che l’unica soluzione sia il bolscevismo, con tutto ciò che questo comporta.

Questa potrebbe sembrare una teoria banale, ma non lo è. Ne è esempio Bologna, che ancora oggi soffre una certa ignoranza riguardo al periodo dei “sessantottini”.

Come guarire Bologna e farla tornare una città vicina ai camerati? Parlare chiaramente ai giovani, senza peli sulla lingua.

No, la lotta di classe non è necessaria.
No, il bolscevismo rappresenta una distruzione della società.
No, ai partiti politici di oggi non interessa davvero il popolo.
Sì, serve una rivoluzione social-comunitarista.

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Bologna

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