02/05/2026
❤️«È una battuta che mi viene da riciclare ma, siccome la dissi proprio qui a Bologna qualche anno fa quando tutto stava ri-iniziando , mi vien da dire che sono così emozionato che mi tremano le gambe.
[…] Io sono un uomo molto fortunato, lo dico sempre, perché posso in questo momento scegliere che cosa trasformare in una passione e poi tutto questo diventa quasi in automatico per me una professione, un'opportunità dal punto di vista professionale. Normalmente, alle persone normali tutto questo non viene concesso.
Eppure non è sempre stato così. Io sono nato in una famiglia normalissima, abitavamo in via del Genio nella zona di Casaglia, qui sopra Bologna, poi ci trasferimmo a Castel Maggiore perché i miei genitori avevano l'ambizione di avere un appartamento tutto loro e costava qualcosa meno in quel luogo che all'epoca veniva considerato aperta campagna. Chiamarsi Alessandro Zanardi a quell'epoca significava semplicemente solo essere figlio di due persone meravigliose, che mi hanno dato tantissimo, mi hanno dato l'educazione, che è stata il mio attrezzo di lavoro, ciò che mi ha consentito di partire dai miei talenti, di credere in me stesso e di cominciare a costruire qualche cosa.
Diventare un pilota di Formula 1 era soltanto un sogno, però lavorando su quel sogno ma soprattutto sugli obiettivi che erano alla mia portata, giorno dopo giorno, in questo percorso affascinante che è diventato poi la mia vita è stata la cosa più bella. Centrare il risultato, non voglio essere retorico, è stato un piacevolissimo valore aggiunto.
[…] alla fine un bel giorno mi sono ritrovato a sognare di partecipare a una edizione delle Paralimpiadi. Sembrava un'impresa contro ogni pronostico, perché qualche annetto ce l'ho e mi sarei ritrovato ad affrontare e sfidare avversari ben più giovani di me. Eppure il mio carattere, forse ottimista, forse molto bolognese da questo punto di vista - origini delle quali vado molto orgoglioso - mi ha comunque portato a fare ugualmente i conti e cercare di capire se un modo poteva essere trovato. Aver creduto possibile tutto questo mi ha in qualche modo spinto a mettermi in marcia e credetemi, la parte più affascinante di questo sogno che si è concluso a Londra nel modo più bello è stato il percorso, è stato arrivare fin lì, rendere possibile questa cosa.
E per questo mi sento una persona molto fortunata che quotidianamente incassa un sacco di complimenti, di riconoscimenti […] oggi è un premio che mi viene dato dalla mia città e, al di là dell'indubbio prestigio mi sento molto vicino a una città bellissima, sempre in prima linea su tanti fronti anche dal punto di vista della solidarietà e dell'impegno sociale, dello sport.
Questo è il mio momento, sono estremamente lusingato e felice proprio perché questo riconoscimento mi viene dalle persone che più sento vicino: i bolognesi. Grazie, lo so che è una parola banale e quasi retorica nella circostanza, ma è quella che rende meglio l'idea ed è assolutamente sincera». Alex Zanardi.
Sono le bellissime parole con cui il 16 novembre 2012 nell'Aula del Consiglio comunale Alex ha commentato il Nettuno d’Oro ricevuto per aver "dimostrato di essere un grande campione nella vita e nello sport, e grazie al suo impegno nel sociale ha ridato speranza a molte persone disabili, diventandone punto di riferimento".