Nell'anno 1185 era infatti già ricordato come uno dei più popolosi e antichi cantoni di Mosso Santa Maria, formando, con Mosso appunto, ed il Mezzana Mortigliengo, un'unica parrocchia. Il Mortigliengo si affrancò presto da Mosso, staccandosene prima della fine del Duecento, mentre Veglio rimase invece legato a Mosso Santa Maria sia civilmente che religiosamente ancora per molto tempo. L'indipenden
za religiosa arrivò nell'anno 1528, quando l'oratorio di San Giovanni Battista di Veglio, costruito verso la fine del Quattrocento, fu elevato a chiesa curata. I vegliesi ottennero poi la piena indipendenza parrocchiale verso la fine del Cinquecento visto che nel 1606 si accenna già alla parrocchia ed al parroco di Veglio. L'indipendenza amministrativa fu invece raggiunta nel 1742, insieme a Pistolesa ed a Valle Superiore Mosso (soppressa poi nel 1938), quando fu eretto il comune di Veglio che ottenne così l'indipendenza che dura sino ad oggi. La popolazione è, nel tempo, passata dalle 566 anime del 1671 alle 1042 del 1837, per arrivare ad un massimo di 1146 del 1961. Dopo l'alluvione del 1968 la perdita di popolazione è stata costante arrivando agli 843 abitanti del 1971, ai 762 del 1981 sino agli attuali 506 (M 251, F 255 famiglie 242). Il massimo sviluppo di Veglio, in termini di popolazione residente, coincide pertanto con la sua massima estensione industriale degli anni cinquanta-sessanta, interrotta bruscamente dall'alluvione del novembre 1968 che segnò profondamente il paese, spingendo verso la "città" industrie ed abitanti. In quegli anni comunque Veglio, storicamente paese di emigranti in cerca di lavoro (soprattutto nel campo edile), vide invece un notevole flusso immigratorio (veneti e lombardi soprattutto, ma anche dal resto d'Italia e nell'ultimo decennio magrebini), legato all'industria tessile. Attualmente la popolazione di Veglio è costituita per la maggior parte da popolazione anziana e la crisi dell'industria tessile non permetterà certamente inversioni di tendenza, anche se i giovani rimasti con caparbietà vogliono rimanere nei luoghi dove sono cresciuti e cercano di mantenere vivo il paese impegnandosi in attività imprenditoriali ed addirittura amministrando il Comune. Tra Veglio e la frazione Gianolio di Mosso, dal centro del ponte della Pistolesa, denominato "Colossus" per la sua imponenza, viene praticato il bungee jumping[5]; l'altezza del ponte è di 152 m, mentre la misura in lunghezza è pari a 350 m. Nei pressi della postazione per il bungee jumping si trova anche un parco avventura piuttosto noto, che ricade in comune di Veglio. Dal 2014 una telecamera trasmette dal centro del ponte immagini in tempo reale sulla zona circostante ed è stato creato un apposito sito web (ww.colossusbridge.com)dedicato proprio a questa importante struttura che domina la valle e che dal 1995, anno di avvio della pratica di Bungee Jumping, è sinonimo di rilancio turistico di Veglio e della Valle di Mosso. A Veglio si trova anche una importante pista di fuoristrada, autorizzata e censita dalla Regione Piemonte, per la pratica di attività motoristiche (auto 4x4 e motociclette da trial, enduro e cross), anche a livello di gare e raduni nazionali; la pista è ubicata all'interno dell'Impianto Polivalente " Bernardo Seletto", di proprietà comunale.