20/11/2025
La 1° riproduzione del grifone Cristina.
Il 24 luglio del 2021 è una data che le popolazioni del Montiferru e della Planargia ricorderanno per tanto tempo perché è il giorno del devastante incendio, che bruciò oltre 20.000 ettari su 11 comuni. Nello stesso giorno, in tarda mattinata, venne recuperato un giovane grifone sfinito e affamato nella zona retrostante la spiaggia di S’Abba Druche a Bosa. Con la stazione Forestale in massima allerta per l’incendio, il giovane grifone fu trasportato da noi dell’associazione L’altra Bosa al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bonassai per ricevere le cure del Dott. Marco Muzzeddu. L’incendio durò 2 giorni, la conta dei danni vari mesi, e perché la natura riesca a rimarginare una simile ferita ci vorranno molti decenni.
Il grifone restò in clinica poco più di 2 mesi, venne liberato sulle alture del bosano e, visto che il giorno del recupero era il 24 luglio, giorno di Santa Cristina, gli venne dato il nome di Cristina. Al suo rilascio venne equipaggiato di trasmettitore satellitare, di anelli identificativi (S12) e di marcature alari tramite decolorazione delle penne. Purtroppo, poco tempo dopo, il trasmettitore smise di inviare le posizioni e di Cristina si persero le tracce. Durante il 2024 però iniziarono i suoi avvistamenti nel Bosano, su dormitori, su pasti e nelle varie colonie. All’inizio del 2025 poi ha iniziato a frequentare una colonia in particolare, e abbiamo potuto osservare i suoi voli nuziali con un esemplare che dal piumaggio sembra avere la sua stessa età. In seguito, abbiamo assistito alla costruzione del nido su una cengia coperta, alla deposizione dell’uovo, alla sua schiusa, alla crescita del giovane, ed infine all’involo.
Cristina si è dunque riprodotta con successo all’età di 4 anni ed abbiamo voluto segnalarlo perché vogliamo che la prima riproduzione di questo esemplare, legato, attraverso la data del recupero, al devastante incendio del Montiferru, sia di buon auspicio alla totale riprese dei territori percorsi dalle fiamme, e magari perché in un prossimo futuro la specie possa reinsediarsi anche sulle pareti del Montiferru che in passato l’hanno ospitato.