Antonio Bova

Antonio Bova Consigliere comunale Bressanone

Un cammino fatto di silenzio, dolore… e amore. Per la prima volta a Bressanone abbiamo portato in scena la Via Crucis vi...
29/03/2026

Un cammino fatto di silenzio, dolore… e amore.

Per la prima volta a Bressanone abbiamo portato in scena la Via Crucis vivente, trasformando le strade in un luogo di riflessione e condivisione.

Il Cristo che avanza sotto il peso della croce, gli sguardi della folla, i gesti… tutto ha parlato al cuore di chi c’era.

Un’esperienza intensa, resa possibile dall’impegno dell’Associazione culturale Uno Nessuno Centomila e da tutti coloro che hanno partecipato con passione.

Grazie a chi ha camminato con noi.
Perché quella croce, oggi come allora, parla ancora a ciascuno di noi.

Facciamo cultura, partendo dalle nostre radici.

Nel piano di sviluppo al 2040 si prevede la piantumazione di un numero maggiore di alberi in città. Un obiettivo condivi...
28/03/2026

Nel piano di sviluppo al 2040 si prevede la piantumazione di un numero maggiore di alberi in città. Un obiettivo condivisibile, che va nella direzione di una città più vivibile e sostenibile.

Ma una domanda resta aperta: siamo pronti a gestire questo aumento?

23/03/2026

Parliamo della tendenza italiana a dire no al cambiamento in ogni settore - dalla giustizia alla scuola, dal regionalismo agli investimenti infrastrutturali. Analizziamo come questo atteggiamento trasversale ci mantiene immobili, in attesa che chi governa commetta errori, anche quando si tratta di proposte condivise da tempo. Discutiamo di come questa paralisi ci fa perdere tempo e opportunità cruciali, e di perché dobbiamo uscire da questo stallo se vogliamo sopravvivere come Paese e diventare qualcosa di più di una bella cartolina.

20/03/2026

Ti stanno raccontando tante cose sulla separazione delle carriere.
Molte sono semplicemente false.

Non è una riforma contro la magistratura.
Non è un pericolo per la democrazia.

È una riforma che chiarisce i ruoli, rafforza l’equilibrio e restituisce centralità al giudice.

Perché in un processo giusto, chi accusa e chi giudica non devono stare dalla stessa parte.

Più equilibrio significa più garanzie per tutti.

Per questo, io voto SÌ.





VotoSi

20/03/2026

Vincitrice assoluta!

Il 17 marzo non è solo una ricorrenza storica: è il giorno in cui nasce una Nazione, con una identità, una cultura e un ...
17/03/2026

Il 17 marzo non è solo una ricorrenza storica: è il giorno in cui nasce una Nazione, con una identità, una cultura e un destino comune da difendere.

L’Unità d’Italia non è stata un punto di arrivo, ma l’inizio di una responsabilità: custodire ciò che siamo. Le nostre radici, la nostra lingua, le nostre tradizioni non sono dettagli del passato, ma pilastri su cui costruire il futuro.

In un tempo in cui tutto sembra omologarsi e perdere significato, ricordare il valore dell’identità nazionale è un atto di consapevolezza. Essere italiani vuol dire appartenere a una storia millenaria fatta di sacrificio, ingegno e orgoglio. E questo patrimonio non si svende, non si dimentica, non si indebolisce.

Difendere l’unità significa anche difendere ciò che ci rende unici, le nostre specificità regionali e le nostre lingue minoritarie. Significa avere il coraggio di dire che la nostra cultura merita rispetto, tutela e continuità.

Il 17 marzo dovrebbe unirci non solo nel ricordo, ma nella volontà di proteggere e tramandare l’Italia, senza compromessi.

Perché una Nazione esiste davvero solo se crede in sé stessa.

13/03/2026

È questa l’integrazione che molti continuano a difendere?

Ieri sera, 12 marzo, verso l’orario di chiusura, si è verificata una violenta lite in un supermercato della frazione di Millan, a Bressanone.

Protagonisti due cittadini nordafricani che hanno iniziato a discutere fino ad arrivare alla colluttazione. Durante lo scontro uno dei due ha messo a soqquadro il negozio, lanciando uova e azionando anche un estintore sotto lo sguardo stupito dei clienti presenti. Alcuni clienti hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti rapidamente polizia e carabinieri. Al termine della lite uno dei due presentava un labbro gonfio. Per ora risulta una denuncia per resistenza, mentre il commissariato di Bressanone sta visionando i filmati.

Episodi come questo fanno inevitabilmente riflettere, soprattutto se si pensa che solo pochi giorni fa a Bolzano migliaia di persone sono scese in piazza per difendere l’attuale modello di immigrazione e contestare chi parla di remigrazione.

Di fronte a fatti concreti come questo, credo sia legittimo aprire un confronto serio su sicurezza, integrazione e rispetto delle regole.

Bressanone non merita scene come queste!

L’8 marzo celebriamo la Festa della Donna, ma ricordare significa anche non dimenticare le pagine più dure della nostra ...
08/03/2026

L’8 marzo celebriamo la Festa della Donna, ma ricordare significa anche non dimenticare le pagine più dure della nostra storia.

Il 7 marzo 1946, ad Andria, nell’entroterra pugliese, poche ore prima dell’8 marzo, si consumò una tragedia. Durante una manifestazione di braccianti e militanti della sinistra davanti al palazzo della famiglia Porro, la tensione degenerò. Dopo uno sparo — la cui origine resta ancora oggi discussa — la folla assaltò l’edificio.

All’interno si trovavano Luisa e Carolina Porro, due sorelle appartenenti a una famiglia di proprietari terrieri. Le due donne vennero trascinate fuori dal palazzo e linciate brutalmente in piazza. I loro corpi furono colpiti con bastoni e pietre in una scena di violenza collettiva che sconvolse l’Italia del dopoguerra.

In un Paese già lacerato dalla guerra e dalle contrapposizioni ideologiche, quell’episodio divenne il simbolo di quanto l’odio politico e sociale potesse trasformarsi in giustizia di piazza contro due donne indifese.

Nella Giornata Internazionale della Donna, il pensiero va anche a loro.
Ricordarle significa riflettere su dove possono portare l’estremismo e la disumanizzazione dell’avversario politico, in una giornata dove la sinistra vuole sempre appropriarsi del valore le morale delle rivendicazioni femministe.

Perché nessuna causa, nessuna ideologia e nessuna rabbia sociale dovrebbe mai trasformarsi nella violenza contro una donna.

Sembra quasi, guardando certe polemiche arrivate addirittura sulla stampa oltre confine, che qualcuno abbia deciso di pr...
04/03/2026

Sembra quasi, guardando certe polemiche arrivate addirittura sulla stampa oltre confine, che qualcuno abbia deciso di prendersela con San Francesco.

In realtà la questione è molto più politica che religiosa. Il 4 ottobre è la festa del Patrono d’Italia, e il ripristino della ricorrenza ha riacceso le proteste dei soliti ambienti secessionisti dell’Alto Adige, sempre pronti a vedere un’ingerenza di Roma anche quando si parla di calendario.

Il punto è semplice: San Francesco è il patrono del Paese, una figura che appartiene alla storia spirituale e culturale dell’Italia intera. Non è una scelta arbitraria né una novità improvvisa. Piuttosto, la discussione nasce perché alcuni vorrebbero rimettere al centro la festa di San Giuseppe, molto sentita nella tradizione tirolese.

Ma qui il problema non è certo San Francesco. Se davvero si vuole valorizzare San Giuseppe, una soluzione esiste già: il lunedì di Pentecoste, che in Alto Adige di fatto svolge la funzione di festa del Santo Patrono locale, potrebbe eventualmente essere sostituito con il Josefi-Tag del 19 marzo.

Trasformare invece la festa del patrono d’Italia in un motivo di polemica identitaria significa forzare la realtà.

Anche perché, a ben vedere, è curioso che proprio San Francesco, il santo della fraternità e dell’unità, venga tirato in mezzo a rivendicazioni separatiste. Un paradosso che probabilmente farebbe sorridere anche lui.

Ho avuto il piacere di incontrare il Sottosegretario Andrea Delmastro in occasione di un incontro del comitato per il Sì...
01/03/2026

Ho avuto il piacere di incontrare il Sottosegretario Andrea Delmastro in occasione di un incontro del comitato per il Sì al referendum confermativo della riforma della Giustizia.

Un confronto serio e costruttivo su un tema centrale per il futuro del nostro Paese. La riforma rappresenta un passaggio importante per rendere il sistema giudiziario più efficiente, più equo e più vicino ai cittadini.

Convintamente sosteniamo il Sì, nella consapevolezza che modernizzare la giustizia significhi rafforzare lo Stato di diritto e la fiducia nelle istituzioni.

Avanti, con responsabilità e determinazione

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