31/08/2026
Ossigeno Mi hanno scritto un po’ di persone per chiedermi: hai ragione a dire che la situazione è grave ma cosa si può fare concretamente?
La risposta è difficilissima ma tentare non nuoce (nuoce con certezza non tentare).
Facciamo un esempio: vivo in un paese della provincia, ho tre o quattro amici di sinistra che non ne possono più, con loro parliamo ogni giorno dello schifo di situazione in cui ci troviamo e delle prospettive che mancano. I messaggi che arrivano dai social sono tremendi e, sì, portano all’indignazione ma a prevalere è piuttosto lo sconforto (e lo sconforto è il miglior strumento dello status quo).
Cosa possiamo fare noi quattro stronzi, ci chiediamo?
Beh, intanto sappiate che non siete soli (e non è affatto una buona notizia ma per certi versi invece lo è): di quattro stronzi in giro per l’Italia ce n’è decine di migliaia, forse centinaia.
Se tutti i quattro stronzi che si interrogano in questo modo si tendessero la mano, sarebbero guai per l’ordine costituito.
E allora, noi quattro, che cosa facciamo? Scegliamo uno dei settordici partiti a disposizione nel campo smisurato del centrosinistra [personalmente preferisco Possibile ma i quattro, mi raccomando, scelgano quello che sentono più vicino], ci iscriviamo, chiediamo di aderire a una sezione locale, se c’è, altrimenti chiediamo di aprirne una.
E iniziamo a fare politica, non solo a parlarne distrattamente – sempre meno e sempre peggio, come siamo tutti costretti a fare.
Individuiamo le cose che ci stanno più a cuore, quelle che conosciamo meglio o di cui siamo più curiosi, le battaglie che sentiamo – anche soggettivamente – più urgenti, e iniziamo. Ci documentiamo, scriviamo, ne parliamo, organizziamo piccoli incontri, cerchiamo di diventare multipli di quattro, ci confrontiamo con chi c’è già e chissà.
So che c’è dello scetticismo, in giro, ma mia nonna, quando non volevo andare in un posto, mi diceva: «Vai, vai, che una volta che sei là ti diverti.»
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