07/01/2021
Il paradosso è che parliamo della bontà dei nostri prodotti e della nostra cucina di territorio e poi nelle mense scolastiche i ragazzi mangiano i ‘sofficini’(…). Ma creando un mercato in cui il prodotto è riconosciuto e supportato dal senso di appartenenza al territorio, un prodotto che incorpora identità, che incorpora la solidarietà fra valle e monte si ha una chance. Proprio questa è la forma di economia dove l’impresa sociale è l’attore prevalente’’ (L. Martinelli).
E questa è l’economia locale in cui ogni comunità dovrebbe credere e investire, che salvaguardia dai dissesti idrogeologici perchè far (ri)vivere agricoltura, cura dei boschi e allevamento significa tutelare il territorio e il suo paesaggio, significa non rimanere senza luce ad una pesante nevicata e/o travolti dalla prima pioggia torrenziale e molto altro ancora...
Sono tantissimi gli spunti di riflessione e la narrazione di buone pratiche in questo librino sottile ma potente dove si racconta l’Italia del ‘margine’, quella interna appenninica che sa trovare risposte nuove, forme di resistenza e di ritorno in montagna sperimentando e innovando tradizioni, servizi, formule di convivenza ecosolidali che guardano al futuro.
La nostra Comunità del Cibo rientra pienamente in questi progetti innovativi: gli agricoltori e gli allevatori sono presìdi sul territorio che con metodi sostenibili rigenerano una nuova alleanza con la natura preservando la biodiversità di cui la nostra terra è ricchissima; i consumatori di cibo locale sostengono e fanno crescere questa virtuosa economia circolare che punta a qualità ed etica dei prodotti, valorizzazione del paesaggio.
Buon anno biodiverso, Garfagnana!