07/06/2024
𝐋’𝐀𝐅𝐅𝐈𝐃𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀
𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨
𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚
Ho accettato di candidarmi in queste elezioni comunali nella lista Città Libera con Carmine Caramante Sindaco. Il perché è molto semplice: non ritengo Franco Alfieri un politico ed un amministratore affidabile. E ne ho le prove. Molti anni fa, quando il signor Alfieri si affacciava alla politica provinciale, avevo allora una piccola società di lavoro con i miei figli, una srl. Alfieri, assessore alla Provincia di Salerno mi chiamò per un intervento urgente sulla strada verso Lustra, assicurandomi che avrebbe messo a posto le carte per il pagamento. Mi fidai e mandai mio figlio a fare il lavoro. L’intervento ammontava a euro 8,000,00. Feci la fattura, la mandai in Provincia e lo informai. Non erano una grande cifra, ma per una piccola impresa è una somma comunque rilevante. Per anticipare dovetti ricorrere alla banca con un prestito. Cominciò la solita trafila delle telefonate, delle visite a Torchiara, dei viaggi a Salerno. Tempi lunghi, molto lunghi. Sono stato costretto ad affidare la pratica ad un avvocato, al quale ho dovuto anticipare le spese iniziali. Ora, dopo tanti anni, la pratica è in corso. La cosa però mi fece aprire gli occhi e rifiutare altri interventi, a cui dissi no. Ho seguito poi le vicende del personaggio, perché vivo nel mondo del lavoro e in questo mondo si vengono a sapere tante cose. E sono cose di cui il territorio è informato anche attraverso la stampa. Il popolo di Capaccio Paestum è chiamato l’8 e 9 giugno a rinnovare eventualmente la fiducia ad Alfieri che si ripresenta per la riconferma. Se la riconferma si basa sulla validità dell’operato di questo amministratore, questa dovrebbe trovare supporto nell’affidabilità di chi si presenta, delle cose che ha fatto e come le ha fatte, con quali finanziamenti, con quali sistemi di affidamento ed incarico. Sta a questi far sapere e subito se tutto è avvenuto regolarmente, se conti e bilanci sono in regola, se vi sono debiti e se questi sono stati fatti secondo legge. Purtroppo per Capaccio Paestum, i debiti sono certi e si dovranno pagare, le promesse sono solo speranze. Una comunità non può vivere né di debiti e né di promesse. La capacità di indebitamento del bilancio di Capaccio Paestum è stata ridotta a zero. Ora ai capaccesi restano solo opere incompiute ed inutili e il peso dei mutui da pagare fino al 2051. Il giullare si è preoccupato di cose e di opere improduttive, qualche parcheggio, alcune rotonde, lasciando indietro due problemi importanti: la sicurezza sociale e il futuro dei giovani. Due problemi che sono chiave per questa Comunità. Se invece di sperperare in questi anni oltre 70 milioni di euro, questi fossero stati utilizzati in questi due settori, cosa sarebbe accaduto e quale brulichio economico finanziario si sarebbe sviluppato? Ma veniamo alla credibilità, all’affidabilità, che sono il punto interrogativo del voto. Alfieri è stato condannato dalla Corte dei Conti centrale di Roma per ben 4 volte, condanne per danni erariali verso gli enti nei quali aveva responsabilità amministrative. Se un cittadino non lo sa, potrebbe anche cadere nel tranello del personaggio, ma se lo sa, deve porsi la domanda, come ho fatto io e come stanno facendo molti: voteresti tu un condannato per danni ai conti pubblici, uno che è stato condannato ben quattro volte? Le condanne della Corte dei conti significano che il soggetto ha amministrato in modo da provocare danni ai conti della Provincia e dei Comuni. Poiché trattasi di reato amministrativo, il soggetto, per legge, deve rimettere nelle casse pubbliche le somme stabilite nelle sentenze, e le somme vanno restituite subito perché la legge stabilisce che, fino a quando queste non vengono versate e certificate, la carica pubblica non può essere svolta, cioè decade. Se poi le somme vengono pagate a rate, il soggetto non può ricoprire la carica fino al pagamento dell’ultima rata. Ebbene, per stare tranquillo, il soggetto, appena saputo della condanna, deve coprire il danno per evitare di fare attività pubblica nel periodo di vuoto amministrativo. La continuità deve essere coperta dal versamento delle somme di condanna. Se poi il soggetto non ha provveduto e ha svolto attività pubbliche, queste sono nulle per legge e nella responsabilità vi cadono tutti coloro che lo sapevano, non lo hanno contestato e non lo hanno accertato. Ma c’è di più. L’inadempienza, cioè il mancato versamento delle somme di condanna, si ripresenta all’atto della candidatura. In questa fase deve essere dimostrato di essere in regola con la posizione dei danni contabili. Se non si è a posto, non ci si può candidare e, se ci si candida, si finisce nelle condizioni di responsabilità di cui ho parlato. È stato accertato tutto ciò? Esiste una verifica ufficiale dei termini e dei tempi in cui Alfieri per ben quattro volte è stato condannato dalla Corte dei conti a restituire le somme di danno? In questi periodi, Alfieri, come sindaco, amministratore provinciale e Presidente dell’Unione Comuni, ha non solo amministrato ma ha indebitato gli Enti. E badate che il problema, quello dell’affidabilità pubblica, è di grande importanza e diventa ancora più pesante se lo collegate alle altre vicende che interessano la storia politica di Alfieri, che avete sicuramente letto sulla stampa. I fatti esistono e i danni pure, accertati e decisi dalla Corte dei Conti della Campania e di Roma. Danni reiterati e con tracotante spavalderia, tipica del personaggio. E vi pongo di nuovo la domanda: voterete Alfieri condannato dalla Corte dei Conti per bene quattro volte per danno erariale? Io no e per questo ho deciso di candidarmi e di richiamarvi a questa responsabilità. Da questa dipende il futuro dei vostri figli, del vostro e del nostro territorio. Io ho deciso di stare con Carmine Caramante, per il principio di affidabilità pubblica, violato più volte da Alfieri.