Comitato per l'acqua pubblica

Comitato per l'acqua pubblica Nasce dall'esigenza dei Cittadini di salvaguardare AIMAG e rafforzare la scelta di campo della sostituzione della rete idrica in cemento-amianto.

COMITATO PER L'ACQUA PUBBLICA nasce dall'esigenza dei Cittadini di Carpi di essere voce in campo nelle decisioni che coinvolgono la vita e la salute dei Carpigiani e per questo intende promuovere due quesiti REFERENDARI. Il primo inerente le dichiarazioni riportate dalla stampa dell'ACQUISIZIONE di AIMAG da parte di HERA alla quale siamo CONTRARI, ritenendo i servizi Acqua - Gas - Rifiuti Bisogni

essenziali irrinunciabili i cui costi debbano essere decisi dai Comuni ,non servizi commerciali i cui costi sono decisi dalle fluttuazioni dei Mercati di Borsa. Il secondo per RICHIEDERE la Sostituzione dI TUTTE LE CONDOTTE IDRICHE IN CEMENTO-AMIANTO dell'acquedotto Carpigiano in tempi Rapidi partendo dalla Condotta adduttrice DN 350 posata nel 1959 nella quale si sono rilevate le più alte concentrazioni di fibre di amianto nell'acqua

02/07/2025

Carpi per la giustizia climatica sociale interviene sulla consultazione pubblica attivata dai Comuni sul progetto Aimag-Hera. “Molte cittadine e cittadini nemmeno sapevano della consultazione pubblica indetta dai comuni soci di Aimag, terminata per Carpi e Novi lo scorso martedì 24 giugno, che

29/05/2025

Commento all'assemblea di martedì 27-5-2025. Roberto Galantini.
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La valanga di dati, tecnicismi e ipotesi di scenario enunciata dal sindaco Righi martedi’ sera 27/5 non si può chiamare “supercazzola”, poiché una parte delle informazioni dette sono vere, però il senso profondo delle due ore di relazione ansiogena è stato lo stesso di quando parla il ministro Giuli, e cioè questo: “cittadini, state lontani dalla questione Aimag, non è cosa per voi, lasciate fare a noi che siamo studiati”.
La grande complessità del progetto esposto, a mio modestissimo avviso, è servita per confondere i presenti e non fargli riconoscere il caro vecchio proposito del PD carpigiano di regalare Aimag ad Hera, che risale al 2007. E’ servita anche per annegare nell’eloquio tante affermazioni errate, fuorvianti o politicamente discutibili. Come ho detto in sala, per rintuzzare tutti i punti ci vorrebbero ore ma, mentre confermo la mia richiesta di ridiscutere tutto alla pari e in pubblico, mi limito a sottolineare qui sotto solo tre delle cose che mi sono annotato.
1. “...NON SI SONO MAI FINALIZZATI I PERCORSI INDUSTRIALI PROMESSI DA HERA (AD AIMAG)…” esempio di dichiarazione fuorviante. Non ci fu mai nessuna intenzione di collaborare con Aimag, da parte di Hera. Fin dall’acquisto del 25% di azioni del 2007, nei documenti di offerta era richiesto ad Hera (unico concorrente in gara) di proporre un piano industriale di collaborazione. Ma questo piano diceva in sintesi che Hera comprava il 25% per avere il 100% prima possibile. Non era un piano di collaborazione, era un progetto di acquisizione. Negli anni successivi fu talmente evidente che Hera non intendeva collaborare con Aimag, ma soltanto eliminare un concorrente scomodo e sottrargli utenti e patrimonio, che i comuni soci decisero di estromettere dal cda i due consiglieri di minoranza di Hera, poiché la loro presenza non aveva dato alcun effetto positivo alla gestione dell’azienda (detta gentilmente). Righi ad un certo punto ha detto che nel 2007 era molto giovane, ma i documenti di gara sono archiviati dal Comune e i verbali dei cda sono archiviati da Aimag, può fare un accesso agli atti.
2. “...NELL’IDRICO L’OPZIONE DELLA GESTIONE PUBBLICA E’ RESIDUALE, SI DEVE ANDARE VERSO LA GESTIONE A LIBERO MERCATO…” questa cosa è stata detta (forse non con queste esatte parole) sia da Righi sia dal dott. Valentini (presidente di Aimag indicato dalla maggioranza di azionisti con Hera) ed è un esempio di affermazione errata, se la si intende come informazione di ciò che dice la legge, oppure è una dichiarazione di intenti politici del tutto discutibile. Una cosa per volta, la legge europea e le conseguenti traduzioni nazionali considerano l’opzione della gestione pubblica dei servizi sullo stesso piano delle altre possibilità. Ne è prova il fatto che in Europa e in Italia esistono tuttora aziende pubbliche di gestione del servizio idrico perfettamente conformi alla legge.
Se consideriamo invece il contenuto come una “idea politica”, allora bisognerebbe avere l’onestà di spiegarla per quello che è, una proposta, invece che rappresentarla come un obbligo cui sottomettersi. Siccome Righi ci ha ricordato della sua giovane età all’inizio di questa vicenda, facciamogli tutti presente che nel 2011, al referendum nazionale per garantire la gestione pubblica del servizio idrico, il PD invitò a votare SI’ (abbiamo sbagliato, compagni?).
Tuttavia voglio anche ricordare che Aimag, come azienda pubblica, ha saputo “stare sul mercato” da quando essa esiste, e i suoi risultati di bilancio (e le tariffe) sono sempre stati più che onorevoli. Vennero diffusi dubbi e infondate paure di default soltanto nel 2023, da analisi successivamente smontate, allo scopo di giustificare il tradimento del Patto di sindacato con gli altri comuni e creare pretesti per portare le azioni di Carpi, Soliera e pochi altri in maggioranza con Hera (anche questo non va dimenticato).
3. “...SE METTESSIMO DEI VINCOLI AL CONTROLLO DI HERA NON POTREMMO FARE TANTE COSE CHE UN’AZIENDA QUOTATA IN BORSA PUO’ FARE…”. Questa cosa l’ha detta Righi ed è un esempio di cosa errata o deliberatamente falsa.
Qui il fideismo verso il libero mercato supera quello dei capitalisti alla Soros.
Io sfido il sindaco di Carpi a trovare un esempio concreto di cosa un’azienda quotata in borsa possa fare in più di un’azienda pubblica. Anzi, è vero il contrario: se Aimag fosse stata quotata in borsa, il comune di Carpi se la sognava la sostituzione dell’acquedotto in cemento-amianto dopo gli anni del sisma (però che bella prova di lealtà verso i comuni della Bassa!).
Cari Carpigiani, scusate la prolissità, ma se vogliamo evitare di perdere un bene pubblico essenziale come lo è il controllo dei nostri servizi a rete, toccherà sb*****si ancora una volta.
Roberto Galantini

30/06/2023

Appena sei anni fa, era il 2017, i cittadini carpigiani respingevano decisamente con un referendum, per la seconda volta, l'idea che Aimag finisse inglobata in Hera. Oggi purtroppo ci tocca vedere che, a causa della pervicace volontà dei sindaci di Carpi e Soliera, questa prospettiva si sta concretizzando. Votando in modo disgiunto dagli altri Comuni soci di Aimag, Bellelli e Solomita hanno eletto a maggioranza il CdA in cui Hera avrà un proprio consigliere e il privilegio di indicare il direttore generale dell'azienda.
Quanto questa scelta sia contraria al bene del territorio, dei cittadini e dell'economia locale, chi ci segue lo sa già. Non solo per “l'acqua pubblica” (principio che ci portò al voto anche a livello nazionale), ma anche per rifiuti, gas ed energia, ove la gestione di Aimag in fatto di bollette e qualità si è differenziata tanto da quella di Hera.
E' bene invece far sapere che questa decisione è stata presa non solo contraddicendo la volontà espressa dai cittadini carpigiani (nel 2008, nel 2011 e nel 2017), ma anche SENZA che un tale cambio di rotta sia stato motivato o discusso pubblicamente con i cittadini, SENZA aver risposto alla richiesta di pubblico confronto richiesta dagli altri comuni soci (contrari), SENZA nemmeno aver accolto la proposta di rinviare la decisione sul cda a dopo le prossime elezioni, in modo da poter giustificare questa idea con un mandato elettorale.
Pensiamo anche alla slealtà verso i comuni della Bassa, loro che fondarono l'Azienda e che accolsero negli anni '90 l'ingresso nel Consorzio di Carpi e Soliera. Quando Carpi sostituì le tubazioni di amianto, lo fece con i soldi di tutti gli altri comuni. Ora Carpi e Soliera tradiscono l'unità dei soci pubblici e “scippano” il controllo di Aimag a favore del socio privato.
Nel corso degli anni in cui abbiamo resistito all'idea che Aimag dovesse finire nella pancia di Hera, ci eravamo già accorti che le motivazioni con cui i sindaci di Carpi e Soliera insistevano su ciò fossero solo dei pretesti. Lo dimostra il fatto che la scelta odierna non è stata spiegata né motivata. Forse le vere ragioni del favore a Hera (che guadagna il controllo di Aimag, un'impresa concorrente, a costo zero) non le possono dire.
Quello che possiamo fare, oggi come gli anni scorsi, è informare tutti di quanto avvenuto, perchè ai protagonisti di questa pagina triste dà fastidio che la gente sappia.
Resisteremo ancora.

11/05/2021

Il diritto a emettere una tonnellata di anidride carbonica o la quantità equivalente di un altro gas serra in cambio della promessa di rimuoverne la stessa quantità, magari realizzando progetti di tutela delle foreste. È il sistema alla base del mercato dei crediti di carbonio a cui ricorrono sem...

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