29/05/2025
Commento all'assemblea di martedì 27-5-2025. Roberto Galantini.
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La valanga di dati, tecnicismi e ipotesi di scenario enunciata dal sindaco Righi martedi’ sera 27/5 non si può chiamare “supercazzola”, poiché una parte delle informazioni dette sono vere, però il senso profondo delle due ore di relazione ansiogena è stato lo stesso di quando parla il ministro Giuli, e cioè questo: “cittadini, state lontani dalla questione Aimag, non è cosa per voi, lasciate fare a noi che siamo studiati”.
La grande complessità del progetto esposto, a mio modestissimo avviso, è servita per confondere i presenti e non fargli riconoscere il caro vecchio proposito del PD carpigiano di regalare Aimag ad Hera, che risale al 2007. E’ servita anche per annegare nell’eloquio tante affermazioni errate, fuorvianti o politicamente discutibili. Come ho detto in sala, per rintuzzare tutti i punti ci vorrebbero ore ma, mentre confermo la mia richiesta di ridiscutere tutto alla pari e in pubblico, mi limito a sottolineare qui sotto solo tre delle cose che mi sono annotato.
1. “...NON SI SONO MAI FINALIZZATI I PERCORSI INDUSTRIALI PROMESSI DA HERA (AD AIMAG)…” esempio di dichiarazione fuorviante. Non ci fu mai nessuna intenzione di collaborare con Aimag, da parte di Hera. Fin dall’acquisto del 25% di azioni del 2007, nei documenti di offerta era richiesto ad Hera (unico concorrente in gara) di proporre un piano industriale di collaborazione. Ma questo piano diceva in sintesi che Hera comprava il 25% per avere il 100% prima possibile. Non era un piano di collaborazione, era un progetto di acquisizione. Negli anni successivi fu talmente evidente che Hera non intendeva collaborare con Aimag, ma soltanto eliminare un concorrente scomodo e sottrargli utenti e patrimonio, che i comuni soci decisero di estromettere dal cda i due consiglieri di minoranza di Hera, poiché la loro presenza non aveva dato alcun effetto positivo alla gestione dell’azienda (detta gentilmente). Righi ad un certo punto ha detto che nel 2007 era molto giovane, ma i documenti di gara sono archiviati dal Comune e i verbali dei cda sono archiviati da Aimag, può fare un accesso agli atti.
2. “...NELL’IDRICO L’OPZIONE DELLA GESTIONE PUBBLICA E’ RESIDUALE, SI DEVE ANDARE VERSO LA GESTIONE A LIBERO MERCATO…” questa cosa è stata detta (forse non con queste esatte parole) sia da Righi sia dal dott. Valentini (presidente di Aimag indicato dalla maggioranza di azionisti con Hera) ed è un esempio di affermazione errata, se la si intende come informazione di ciò che dice la legge, oppure è una dichiarazione di intenti politici del tutto discutibile. Una cosa per volta, la legge europea e le conseguenti traduzioni nazionali considerano l’opzione della gestione pubblica dei servizi sullo stesso piano delle altre possibilità. Ne è prova il fatto che in Europa e in Italia esistono tuttora aziende pubbliche di gestione del servizio idrico perfettamente conformi alla legge.
Se consideriamo invece il contenuto come una “idea politica”, allora bisognerebbe avere l’onestà di spiegarla per quello che è, una proposta, invece che rappresentarla come un obbligo cui sottomettersi. Siccome Righi ci ha ricordato della sua giovane età all’inizio di questa vicenda, facciamogli tutti presente che nel 2011, al referendum nazionale per garantire la gestione pubblica del servizio idrico, il PD invitò a votare SI’ (abbiamo sbagliato, compagni?).
Tuttavia voglio anche ricordare che Aimag, come azienda pubblica, ha saputo “stare sul mercato” da quando essa esiste, e i suoi risultati di bilancio (e le tariffe) sono sempre stati più che onorevoli. Vennero diffusi dubbi e infondate paure di default soltanto nel 2023, da analisi successivamente smontate, allo scopo di giustificare il tradimento del Patto di sindacato con gli altri comuni e creare pretesti per portare le azioni di Carpi, Soliera e pochi altri in maggioranza con Hera (anche questo non va dimenticato).
3. “...SE METTESSIMO DEI VINCOLI AL CONTROLLO DI HERA NON POTREMMO FARE TANTE COSE CHE UN’AZIENDA QUOTATA IN BORSA PUO’ FARE…”. Questa cosa l’ha detta Righi ed è un esempio di cosa errata o deliberatamente falsa.
Qui il fideismo verso il libero mercato supera quello dei capitalisti alla Soros.
Io sfido il sindaco di Carpi a trovare un esempio concreto di cosa un’azienda quotata in borsa possa fare in più di un’azienda pubblica. Anzi, è vero il contrario: se Aimag fosse stata quotata in borsa, il comune di Carpi se la sognava la sostituzione dell’acquedotto in cemento-amianto dopo gli anni del sisma (però che bella prova di lealtà verso i comuni della Bassa!).
Cari Carpigiani, scusate la prolissità, ma se vogliamo evitare di perdere un bene pubblico essenziale come lo è il controllo dei nostri servizi a rete, toccherà sb*****si ancora una volta.
Roberto Galantini