Sinistra Italiana Carpi

Sinistra Italiana Carpi Sinistra Italiana Carpi. SI si ispira alla Costituzione e ai valori della Resistenza.

Sinistra Italiana è una libera, laica, democratica e aperta organizzazione politica di donne e uomini fondata sul principio della libertà, solidarietà ed eguaglianza, dell’ecologia, della non violenza e della differenza sessuale. SI assicura la piena partecipazione politica delle donne e degli uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, nella scelta delle candidature nelle assemblee elettive

. SI promuove altresì la piena partecipazione delle giovani generazioni alla politica. SI rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’identità e orientamento di genere, l’orientamento sessuale, nazionalità e appartenenza ai diversi popoli.

Amministrative 2027 nel modenese: una prova di unità e coraggio, che sconsiglia autosufficienza e conservazioneNel 2027 ...
05/09/2026

Amministrative 2027 nel modenese: una prova di unità e coraggio, che sconsiglia autosufficienza e conservazione

Nel 2027 in provincia di Modena si voterà per nove comuni, tre dei quali sopra i 15.000 abitanti e quindi con il doppio turno, cinque a guida di centrosinistra. La bruciante sconfitta di Vignola, nel giugno di quest’anno, insieme ad altri segnali, nazionali e locali, sembra non sia stata compresa sino in fondo da una parte del centro-sinistra. Omissioni di analisi e, sin qui, assenza di confronto tra le forze progressiste e democratiche lasciano immaginare che si voglia affrontare la tornata elettorale con uno schema molto pericoloso che prevede un eccesso di continuità programmatica, di candidature e con le altre componenti, oltre il partito maggiore, il Pd, in ruoli ancillari. Insomma, mi si perdoni la semplificazione: il Pd ci mette i candidati sindaci e gli altri ci mettono solo i voti. Se è così, il rischio di uscirne sconfitti, come è accaduto a Vignola, è molto alto. Se non si affrontano le sfide, ognuna delle nove, mettendo al centro programmi capaci di segnare una netta discontinuità sui temi del lavoro e dei salari, della salute, del ruolo del pubblico nei “beni comuni”, del cambiamento climatico, del diritto alla casa e dei diritti sociali e civili in generale, non ci sono vittorie scontate. Così come serve una nuova idea di sviluppo, sostenibile e quindi meno “sviluppista a ogni costo”, che metta al centro il contrasto alla cementificazione e al consumo di suolo, la qualità urbana e ambientale e il benessere delle comunità.
Anche il confronto sulle candidature a sindaco va avviato senza automatismi e senza ipoteche. Altro elemento rilevante sarà l’eventuale, ipotizzato da alcuni, abbinamento con le elezioni politiche nazionali che, al momento, vede la coalizione progressista ancora come un “cantiere aperto”.
Il tempo passa, mancano pochi mesi. Il confronto programmatico a partire da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, M5S, moderati anti-destra e, noi aggiungiamo e auspichiamo, Partito della Rifondazione Comunista non sarà semplice, così come il confronto sulle candidature a sindaco. Ma proprio per questo servono unità e coraggio.
La situazione economica e sociale, a partire da disuguaglianze e precarietà in crescita, e gli effetti del cambiamento climatico, dalle ondate di calore agli eventi estremi, richiedono “radicalità di governo” nei progetti, il massimo dell’unità possibile e la generosità necessaria a favorire pari dignità e pluralismo tra tutte le forze politiche alternative alla destra.
Rompere l’unità sarebbe un errore grave, per i comuni al voto e per le ricadute sulla costituenda coalizione nazionale, che nessuna forza democratica e progressista può assumersi. Ma questo anelito all’unità non può diventare l’alibi per ultimatum, forzature o riproposizioni di candidature magari appartenenti ad altre fasi storico-politiche.
Ritengo essenziale ed utile, perciò, che si istituisca un tavolo provinciale per la definizione delle linee guida alla base del confronto, ovviamente specifico e autonomo, nei diversi nove comuni, con spirito inclusivo, apertura, pluralismo e senso della strategicità del compito che abbiamo dinanzi, per le comunità locali al voto e per l’obiettivo nazionale di sconfiggere la pessima e incapace destra al governo. Paolo Trande.

03/09/2026

Caro Fabio,
è sempre spiazzante il confronto con la morte, dà le vertigini la cognizione dell’irreparabilità della scomparsa fisica di una persona a cui si vuol bene. È un vero smarrimento: rendersi conto che non sentirai più quella voce così singolare, che non incontrerai mai più il guizzo di quello sguardo! Prima ancora del dolore per me c’è lo stupore della morte. E la tua scomparsa, la conclusione così frettolosa e inaspettata della tua vita terrena, questo tuo congedo discreto in una notte di fine estate, mi ha disorientato e lasciato senza fiato. Perchè non è solo uno strappo nella rete degli affetti. È una lacerazione che taglia la carne viva della nostra storia collettiva, è una ferita tanto privata quanto politica. Noi ci conosciamo e ci vogliamo bene da più di quarant’anni: tu eri l’immagine di un Pci effervescente e curioso, colto e popolare, sapevi annusare e talvolta annunciare orizzonti di futuro. In quel partito abbiamo condiviso la bellissima battaglia contro il nucleare, perchè cambiasse la cultura industrialista della sinistra e si potesse coniugare la questione sociale con la questione ambientale. Sapevi che la politica, per chi ambisce al cambiamento del mondo, deve essere un principio di speranza, un pensiero critico, una narrazione corale, una profezia laica. Oggi il rumore di fondo della lotta politica evoca solo ferocia, ferocia in purezza: le “scimmie del quarto Reich”, per dirla con Fabrizio de Andrè, comandano nei palazzi che contano e veleggiano nei sondaggi. È un tempo cupo, livido, cattivo, neppure un genocidio in diretta social interrompe la pubblicità o la fiera della vanità. E se tu vai via ora noi siamo più soli, la tua perdita è pesante nell’intimo dei nostri cuori ma ancor più lo è sulla pelle del nostro cimento collettivo. Ti piangiamo per questo, perchè ci mancherà la tua saggezza e la tua ironia. Ci mancheranno i tuoi occhiali e le tue ali. Ci mancherai, Fabio carissimo, ma noi non ti dimenticheremo, ti porteremo con noi, raccoglieremo le tue parole, racconteremo la tua storia, e sarai con noi e nelle nostre passioni.

Nichi Vendola

03/09/2026

Fabio Mussi se n'è andato.
Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava.

Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che ‘sezionavano’ letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno.

Fabio Mussi era nato a Piombino nel 1948 da una famiglia di operai. Iscritto al PCI dal 1965 entrò giovanissimo nel Comitato Centrale. Quando molti anni dopo i DS si sciolsero per dar vita al PD lui scelse un’altra strada annunciando la sua decisione con quel ‘io mi fermo qui’ che dà la misura di uomo mai settario ma allo stesso tempo rigoroso e schietto.
Nel mezzo cinque legislature in Parlamento, moltissimi incarichi e poi Ministro dell’Università e della ricerca nel secondo Governo Prodi. Poi la fondazione di Sinistra Democratica e qualche anno dopo, quella di SEL con chi come me aveva lasciato Rifondazione Comunista.

È lì che l’ho conosciuto personalmente. Mio padre che lo aveva conosciuto molti anni prima all’università di Pisa me lo descriveva come quello che infiammava le assemblee per la sua retorica brillante e potente. Una retorica che non ha mai perso nonostante la fatica del corpo che si è misurata con i postumi di un doppio trapianto di reni che subì nel 2008. A lui affidammo la redazione delle tesi e la relazione introduttiva del congresso fondativo di Sinistra Italiana nel 2017.
Il titolo ‘C’è Alternativa’ esprime bene la tenacia della sua ricerca. La Politica per cambiare e trasformare il mondo. Un’ambizione mai personale ma sempre collettiva contro la rassegnazione.

Aprendo quella relazione Fabio ci disse più o meno così: ‘Compagne e compagni, qui si ritrovano uomini e donne che in questi anni hanno mantenuto fermo un punto: uno sguardo di sinistra sull’Italia e sul Mondo’.

Caro Fabio, questa promessa posso fartela. Quel punto continueremo a tenerlo fermo. A te devo e dobbiamo moltissimo.
Mi mancherai. Mi mancheranno le tue telefonate, mi mancherà la tua voce e la tranquillità che mi dava parlare con te per chiederti un consiglio o una opinione nei momenti complicati.

Un grande abbraccio alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia.
Ciao Fabio, e grazie.

Era il cervello n° 1 e di Sinistra Democratica, di Sinistra e Libertà, di Sinistra Ecologia e Libertà ed infine di Sinis...
03/09/2026

Era il cervello n° 1 e di Sinistra Democratica, di Sinistra e Libertà, di Sinistra Ecologia e Libertà ed infine di Sinistra Italiana. Un dirigente politico di prim'ordine ed un fine teorico. Il filo rosso che ha dato e mantenuto in vita a questi soggetti politici ,per me è stato il compagno Fabio Mussi. Dopo l'autodafè del PCI è stata l'intuizione di Mussi -quando rivolto a D'Alema disse : noi ci fermiamo qui perchè la strada che prendete (il PD) è fuori dal solco della Sinistra"- a farmi riprendere la militanza politica. Da oggi siamo qualcosa in meno rispetto a ieri. Spero che l'elaborazione politica del nostro partito riesca ,perlomeno a restare al livello al quale il Compagno Fabio lo aveva portato. Per me oggi è un giorno di lutto politico . Buongiorno a tutte e tutti. luigi Anceschi.

30/08/2026

La priorità non è chi fa il capo della coalizione, ma dire ai cittadini come vogliamo cambiare il Paese.

Qui sotto la mia intervista di oggi a la Repubblica, buona lettura 👇🏽

❓Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, lei è sempre dell’idea che le primarie è meglio evitarle?
🎙️«Sono mesi che lo sostengo, fin da quando è cominciato questo dibattito surreale».

❓Perché lo trova surreale?
🎙️«Perché chi si è mobilitato allora per difendere la Costituzione forse si aspettava qualcosa di diverso da una discussione tutta con concentrata su chi debba essere il capo del prossimo governo di centrosinistra».

❓Legge elettorale o meno, non è un elemento di chiarezza presentarsi con un nome?
🎙️«Credo che gli elettori continuino a chiederci cosa faremo se vinciamo le elezioni: qual è la nostra agenda politica, come possiamo restituire speranza a un Paese che l’ha persa?».

❓Quindi non è una discussione da fare adesso?
🎙️«Si può discutere di tutto, ma non abbiamo tempo da perdere: ci sono cose più importanti su cui siamo in ritardo».

❓Ma perché le primarie non vanno bene?
🎙️«Non va bene concentrarsi su chi comanda nella coalizione. È un’idea buona per chi vuole il premierato».

❓Vi coglie una subalternità alla destra?
🎙️«Tutti i leader della coalizione progressista sottolineano ad ogni piè sospinto che il nostro punto di riferimento è la Costituzione, ma poi ci concentriamo sul nome invece che mettere tutte le energie sulla definizione della nostra agenda».

❓Dicono che lei sia tentato di candidarsi nel caso si facessero.
🎙️«Non ho tentazioni personali. Però ho un pensiero fisso: cambiare questo Paese, e la vita di milioni di italiani».

❓Difficile rimanerne fuori.
🎙️«Decideremo insieme in Avs, come sempre è avvenuto. Ma è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Qui ora è il tempo di costruire una proposta politica in grado di vincere le elezioni».

❓Cosa mette al primo punto?
🎙️«Ci sono milioni di persone che hanno uno stipendio troppo basso. E poi una crisi climatica esplosiva di cui incredibilmente non si discute politicamente».

❓Comincerebbe dal clima?
🎙️«Il 16 ottobre è convocato un grande sciopero globale per il clima. Dobbiamo essere in piazza e costruire una proposta di governo in sintonia con quella mobilitazione, alternativa alle destre climafreghiste. È una enorme questione politica».

❓Questa storia delle primarie ancora una volta ripropone le divisioni nel centrosinistra.
🎙️«Ma guardi che rispetto al passato — ai tempi dell’Unione, di Prodi e Bertinotti — noi siamo molto più uniti».

❓Ne è sicuro?
🎙️«Per la prima volta il centrosinistra è largamente coeso sulla stragrande maggioranza delle questioni, com’è successo nell’ultima risoluzione sulla spesa militare. Le differenze sono marginali. Ma questa coesione bisogna farla vivere, offrire speranza a chi l’ha smarrita. Le cose possono cambiare. E la politica può servire a cambiare la loro vita».

❓Ecco, questo il punto: le battaglie che fate arrivano a chi non vota più?
🎙️«Perciò dico: hai voglia a scrivere belle pagine se poi non mettono in moto un cambiamento».

❓Insomma, bisogna fare prima il programma.
🎙️«Una proposta. E farla vivere nel Paese, con una mobilitazione comune, iniziative, raccontare cosa abbiamo in mente di fare, in maniera comprensibile».

❓Lei è d’accordo con Francesco Piccolo che ha espresso il suo alle primarie su Repubblica.
🎙️«Sono d’accordo pure con quello che ha scritto Augias su Repubblica ieri, ma ciò che mi preoccupa di più non è tanto il rischio che se vince uno l’altro non s’impegna più o i suoi elettori non andranno più a votare».

❓Cosa allora?
🎙️«Il rischio è di offrire l’impressione di gruppi dirigenti scarsamente capaci di assumersi la responsabilità di cosa significa elaborare una proposta di governo per risolvere i problemi del Paese»

❓Candiderete Sigfrido Ranucci in Parlamento?
🎙️«Le liste le faremo quando ci saranno le elezioni politiche. Quello che è successo è grave: la Rai esautora il conduttore di un trasmissione sgradita al governo. E dagli elementi che conosciamo

27/08/2026
26/08/2026

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢

Sapeva come sarebbe finita.
L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:

«Ritirarmi sarebbe rinunciare a una missione troppo sacra. A cuore aperto, con la preghiera che spero mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori, attendo la bufera, la persecuzione, forse la morte.»

La sera del 23 agosto 1923, ad Argenta, don Giovanni Minzoni rientra in canonica con un giovane parrocchiano. Due squadristi lo aggrediscono alle spalle e gli fracassano il cranio a bastonate. Muore poche ore dopo senza riprendere conoscenza. Aveva trentotto anni.

Era arciprete di Argenta dal 1910. Cappellano militare volontario nella Grande Guerra, medaglia d’argento al valor militare. Tra i braccianti della Bassa ferrarese aveva costruito circoli, scuole popolari, i primi nuclei del sindacalismo cattolico. Quando nel 1921 gli squadristi uccisero ad Argenta il sindacalista socialista Natale Gaiba, fu tra le pochissime voci a denunciarlo pubblicamente. Nel 1923 fondò due riparti di esploratori cattolici: quei ragazzi il fascismo li voleva solo per sé.

Gli esecutori rispondevano alla milizia di Italo Balbo. Nel 1925 il processo di Ferrara li assolse tutti, tra testimoni intimiditi e giornalisti minacciati: uscirono dall’aula portati in trionfo. La condanna arrivò solo nel 1947, ventiquattro anni dopo, e fu subito coperta dall’amnistia. Nessuno scontò un giorno di carcere.

Non aveva un partito né un’arma. Aveva dei ragazzi e una parola pubblica. È bastato.

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/don-giovanni-minzoni

Anpi Ferrara

24/08/2026

Diritti civili e diritti sociali camminano insieme o non camminano.

Qui sotto l'intervista di Elisabetta Piccolotti oggi a la Repubblica, buona lettura 👇🏽

Non facciamo l'errore di prendere per buone le accuse di una destra che non fa altro che replicare i discorsi di Trump, cercando di italianizzarli: nel nostro Paese non esiste una soggettività politica organizzata che abbia promosso la cancel culture o abbia chiesto di tagliare i fondi alla polizia». La deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti, non ci gira attorno: «Siamo in piena crisi climatica, forse sarebbe nostro compito concentrarci esattamente sulla nostra agenda, non sull'agenda che la destra ci accusa di avere».

❓Pensa che sia urgente la convocazione del tavolo di coalizione?
🎙️«Sì, è giusto che la coalizione si riunisca, che si strutturi. Abbiamo già molte cose in cantiere, mentre si lavora al programma dobbiamo anche guardare a un autunno di mobilitazione: il 16 ottobre ci sarà lo sciopero
globale per il clima, tutta la coalizione dovrebbe partecipare. Dobbiamo
confrontarci col Paese reale».

❓I leader in questi giorni hanno posto l'accento sui temi economici come priorità. Condivide?
🎙️«Ce ne stiamo occupando da anni. Adesso dobbiamo decidere come dare maggiore visibilità delle nostre proposte. Come Avs abbiamo almeno tre pdl sul tema del lavoro, per noi quello dei salari troppo bassi è il
punto centrale. Ma pensare di dimenticare che esistono anche diseguaglianze legate alla crisi climatica, al razzismo, alla misoginia, all'omotransfobia, sarebbe un errore gravissimo. Non c'è alcuna gerarchia fra diritti sociali e diritti civili, questo dibattito mi sembra privo di aderenza ai bisogni delle nuove generazioni, che invece ci chiedono di avere il coraggio di un cambiamento».

❓La destra promette di non intervenire sulla patrimoniale, a sinistra invece si studia per un fisco più equo?
🎙️«Dobbiamo costruire un fisco più giusto perché oggi il peso più grande è sulle spalle di chi ha un reddito sotto gli 80 mila euro, mentre i super ricchi pagano aliquote molto più basse. È una insopportabile ingiustizia. Se vogliamo attutire il peso fiscale sulle classi medie dobbiamo reperire le risorse da qualche altra parte. Chi dice che le diseguaglianze sono il principale problema del Paese, non può non porsi il problema di
una tassazione sulle grandi ricchezze».

❓Nella coalizione non c'è un'idea univoca neanche sulle primarie.
🎙️«Il programma, o almeno i punti comuni, vengono prima di ogni altra cosa, sono il fondamento dello stare insieme. Poi ho dei dubbi sul fatto che le primarie siano il metodo migliore per individuare una leadership, se ne discuterà con la dovuta laicità. Ma prima il programma».

❓I temi divisivi sono tanti, primo tra tutti il riarmo. Riuscirete a restare uniti?
🎙️«Sì. Anche perché sulle spese militari c'è già una contrarietà largamente condivisa. Si discuta nel merito dei temi con la volontà di cercare soluzioni possibili. Le divisioni non sono ammissibili, quanto accaduto nel 2022 non può ripetersi. Il popolo il progressista si aspetta una proposta all'altezza della battaglia in Italia e in Europa».

Indirizzo

Carpi
41012

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Sinistra Italiana Carpi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi