05/06/2026
L’ENCICLICA DEL PAPA AMERICANO
di Matteo Bua
La Magnifica Humanitas porta l’impronta non solo della formazione agostiniana del suo autore ma anche della sua provenienza statunitense. Il Papa che viene dal centro del mondo dove la tecnologia incide più profondamente sulla antropologia, sulla politica, sull’economia e sulla società, coglie a pieno il significato della nuova rivoluzione e ne evidenzia potenzialità e pericoli.
Il solco è quello segnato dagli ultimi suoi predecessori. Il tema guida è la centralità dell’uomo e il bisogno di asservire le tecnologie ai suoi bisogni difendendo i soggetti più deboli dell’umanità che dalla tecnologia potrebbero essere schiavizzati. Il paragone corre alla Torre di Babele, monumento alla presunzione e all’arroganza dell’uomo.
In contrapposizione egli invita a “Riconoscere che ogni donna e ogni uomo portano in sé una dignità inalienabile e diritti che nessun potere umano può ledere o cancellare… Per un cristiano, infatti, uscire dal piccolo mondo dei propri interessi e impegnarsi, nei limiti delle proprie possibilità, per il bene comune è un valore non negoziabile, come lo è la promozione della vita.”
Il dovere urgente è dunque di restare profondamente umani “custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore” ed “Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa.” Perché l’I.A. non divenga uno strumento di condizionamento ai danni dei più deboli urgono regole pubbliche, è necessario stabilire norme che rendano più trasparenti le logiche con cui i contenuti vengono selezionati e amplificati, il tutto affiancato da un’etica del giornalismo e da una piena consapevolezza educativa delle famiglie.
Il Papa americano si esprime sull’intelligenza artificiale con le stesse parole con cui si esprime sul tema della pace che lui vuole disarmata e disarmante per sottrarla alla competizione militare, economica e cognitiva, dunque al servizio dell’uomo. L’Enciclica ha una evidente natura dottrinale e religiosa pur proiettandosi nella attualità, nel presente mentre accade e sottolinea che né la tecnocrazia, né l’aziendalismo esteso ad ambiti diversi da quello in cui è nato possono essere applicati se non con l’effetto di sottomettere l’uomo al profitto. In questo contesto egli è consapevole della magnificenza dell’uomo come creatura di Dio e dell’esigenza di nobilitare tutte le sue creazioni per cui l’I.A. non deve essere artificiale quanto umana al pari della ricchezza e del lavoro e al pari di queste deve generare dignità. Papa Leone si pone allora
come barriera alla ideologia tecnocratica nella consapevolezza che in breve l’I.A. può diventare dittatura non dello Stato ma di qualche singolo. Da ciò la consapevolezza che il monopolio dell’I.A. non può essere appaltato ad alcuno ma deve essere governata come un quarto potere che ormai interagisce con tutti gli altri. Leone XIV è cosciente che la via dell’informatizzazione è irreversibile e per questo invoca un’etica della cosa pubblica che ne abbia il pieno controllo. Forse doveva giungere un Papa proprio dagli Stati Uniti per volgere lo sguardo su una realtà con la quale è ormai impossibile non fare i conti e un Papa agostiniano per ribadire che la città dell’uomo deve essere lo specchio della citta di Dio.