KokoriColors

KokoriColors Sono Kokori e vivo tra creatività, parole e tecnologia.

Amo i colori, voglio cogliere ed immortalare le sfumature di tutte le stagioni e mi sorprendo a lasciarmi ispirare dalla bellezza che mi circonda lasciando fluire le parole fuori dalla mia mente. Le mie storie n questo blog vogliono portare sogni nelle vostre menti e lasciare messaggi educativi per adulti e bambini, le lascio lì, su a disposizione di tutti.

“Non lo sa, ma ogni giorno ripara qualcosa che non ha rotto”Basta un gelato, una passeggiata, la musica in macchina cant...
01/06/2024

“Non lo sa, ma ogni giorno ripara qualcosa che non ha rotto”

Basta un gelato, una passeggiata, la musica in macchina cantata a tutto volume, il silenzio mentre si ascolta il mare, un balletto accennato mentre si cucina, un film in cui ci si addormenta entrambi, due tiri a pallone dove mi fai sempre tunnel, leggere e accorgermi che mi osservi, risate da far male le guance…piccole cose che guariscono grandi ferite, medicine per un cuore pieno di cicatrici.

PS questo è un camioncino dei gelati con un fascino anni ‘80 che si trova sul lungomare di Ognina a Catania, vicino ad un parco giochi con macchine a scontro e altre attrazioni di questo tipo, ottimo per i nostalgici anche se sempre molto frequentato.



’ordinariounapoesia

Durante il mio periodo buio ho perso diverse piante, alcune addirittura le avevo fatte crescere da piccole talee, ma il ...
15/05/2024

Durante il mio periodo buio ho perso diverse piante, alcune addirittura le avevo fatte crescere da piccole talee, ma il male che hai dentro loro lo sentono e lo assorbono e come sfiorivo io sfiorivano loro.

Non avevo la forza di aiutarle, in quel momento non sapevo aiutare nemmeno me stessa, e forse sono state loro con l’estremo sacrificio a donarmi la scintilla di vita che in me si andava affievolendo.

Il geranio che tanto amavo, concimato con i capelli dei primi tagli dei miei figli, un dono che avevo fatto a madre natura, è stato il primo ad ammalarsi e lasciarmi. Era troppo connesso a me e deve aver sofferto molto.

L’orchidea fucsia da sempre stabile in cucina, fioriva copiosamente ogni anno donandomi sorrisi ogni volta…è deperita piano piano, proprio come me. Quasi 2 taglie in meno poi ho reagito lei no e l’ho salutata.

La stella di natale, l’avevo salvata da morte certa lo stesso mese in cui mi ero trasferita, con amore e cura aveva reagito, l’avevano buttata nella spazzatura, l’ho presa poco prima che passassero i netturbini. Stava facendo di nuovo le foglie e i fiori, era felice, ma quando sono sparita non ce l’ha fatta.

Basilico, salvia e rosmarino. Già normalmente necessitano di cure, in questo caso il loro destino era inevitabile, addirittura una pianta grassa mi ha lasciato, figuriamoci loro.

La pianta grassa era da sempre compagna dell’orchidea, sempre sullo stesso davanzale insieme, quando ti assale la tristezza e perdi un tuo punto di riferimento quella spesso e la fine a cui vai in contro.

Forse tutte loro hanno lottato per me, molte sono riuscita a salvarle dopo aver reagito. Ora voglio prendermi cura di loro come un tempo e come alcuni hanno fatto con me tirandomi fuori da quel denso liquame nero in cui stavo affogando.

Mancano fiori sul mio balcone ma presto torneranno come sono tornati dentro di me.

’ordinariounapoesia

In un periodo particolare della mia vita ho letto questa frase:-Sei il modo più bello che l’amore ha trovato per dirmi: ...
10/05/2024

In un periodo particolare della mia vita ho letto questa frase:

-Sei il modo più bello che l’amore ha trovato per dirmi: “Ecco tieni questo, te lo sei meritato”-

A settembre ho perso il sorriso e la fede in tutto ciò in cui avevo creduto fino a quel momento. Ho perso anche me stessa, la voglia di ridere, la voglia di volermi bene, di sognare e sicuramente un pezzo di me si è staccato come qualcosa che va in cancrena e non puoi far altro che amputare altrimenti divorerebbe tutto il resto.

Poi piano piano con la pazienza e la vicinanza di pochi la scintilla di vita ha ricominciato a brillare flebile. Di pochi si, perché stranamente quella che si vergognava ero io, come se davvero dipendesse sempre tutto da me, quindi mi nascondevo agli occhi del mondo celando il mio dolore.

“L’amore tu evidentemente non lo meriti” questo mi ripetevo, avevo qualcosa di sbagliato sicuramente e non capivo cosa.

Ora so che non è così…dopo tanta sofferenza dilaniante è tornato il sole e forse posso fare mia quella frase, forse un dono me l’hanno fatto ma con la scottatura che ho ancora non riesco a dirlo ad alta voce, però ora posso leggerla e sorridere con un’immagine negli occhi e posso mandare la tristezza a quel paese.




5 curiosità sui pastori maremmani come Elly1. Hanno la pelliccia autolavante: il loro pelo respinge lo sporco e l’umidit...
04/05/2024

5 curiosità sui pastori maremmani come Elly

1. Hanno la pelliccia autolavante: il loro pelo respinge lo sporco e l’umidità, quindi tendono a rimanere relativamente puliti anche dopo aver giocato o lavorato all’aperto, anche se stanno sotto la pioggia o nella neve rimangono quasi totalmente asciutti. Lavare Elly infatti è un’impresa perché prima che l’acqua impregni tutto il pelo ci vuole parecchio tempo. In compenso posso farla toelettare anche 1 volta ogni 2-3 mesi.

2. Esistono versioni giganti: la taglia standard è già impressionante, ma esistono anche esemplari di questa razza che sono ancora più grandi del normale e che possono raggiungere i 90 cm al garrese. Sono veri giganti gentili, Elly è un incrocio avendola io salvata da piccolissima e pesa circa 36 kg massimo ne ha pesati 40, mentre il maschio che avevamo era più grosso.

3. Si adattano al clima: nonostante abbiano un mantello spesso e folto sono in grado di adattarsi a climi diversi. Sono stati utilizzati sia in regioni fredde come l’Abruzzo che calde come la Sicilia per questo ero abbastanza tranquilla a portarla con me a Catania. La loro pelliccia funziona come un isolante termico, mantenendoli caldi durante l’inverno e freschi durante l’estate…quando Elly fa la muta potrei fare un altro cane di peluche.

4. Erano antichi guardiani di tombe etrusche: la loro storia è così antica che si ritiene fossero utilizzati anche come sorvegliati delle tombe degli antichi Etruschi. Io ce li vedo benissimo come guardiani dei tempi antichi, così fieri, maestosi e saggi.

5. Hanno un suono vocale unico: mentre molti cani abbaiano, questi cani emettono un suono chiamato “maremmano rumore” o “maremmano parlante”. Questo suono è una sorta di ululato o latrato unico che usano per comunicare con le pecore o per avvisare della presenza di estranei. Amo l’abbaio di Elly che varia a seconda della situazione e che la sera, quando passeggiamo, usa per intimorire chiunque le sembri sospetto.

Sono cani unici e adottando Elly ho visto quanto siano speciali, poi vi racconterò 5 cose particolari solo sue scoperte e viste negli anni.

È facile guardarsi indietro e mettere in discussione le decisioni prese in passato, ma non è giusto punirsi per questo.N...
24/04/2024

È facile guardarsi indietro e mettere in discussione le decisioni prese in passato, ma non è giusto punirsi per questo.
Non si può incolpare se stessi per non aver saputo all’epoca quello che si sa ora, e la verità è che ogni decisione è stata presa per un motivo, in base a come ci si sentiva in quel momento. Crescendo, impariamo ed evolviamo.
Forse la persona che siete ora avrebbe fatto le cose in modo diverso allora, o forse siete la persona che siete ora grazie alle decisioni che avete preso allora.

Fidatevi del vostro viaggio;
presto tutto avrà un senso.




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Il mio piccolo angolo di Londra a Catania 🇬🇧Sono stati mesi scombussolati dove la mia vita è stata totalmente stravolta,...
21/04/2024

Il mio piccolo angolo di Londra a Catania 🇬🇧

Sono stati mesi scombussolati dove la mia vita è stata totalmente stravolta, ho smesso per un lungo periodo di visitare posti nuovi come amavo tanto fare, ma grazie alle persone giuste ho ritrovato pian piano la voglia di risplendere e tornare a camminare per la città.

Entrare qui è come varcare una porta magica che ti trasporta in un mondo British e rilassante dove la tua vicina di tavolo potrebbe tranquillamente essere una classica vecchina inglese
🚪 Ogni volta che ci entro, il tempo sembra rallentare e mi ritrovo immersa in un’atmosfera incantata, con un tocco di eleganza britannica. 🎩

Il menu è un vero e proprio viaggio culinario che spazia tra dolci e salati, con sapori internazionali che soddisfano ogni palato specialmente chi, come me, ama fare il brunch.

Ogni piatto è preparato con cura e passione, e ogni morso è un’esplosione di gusto e gioia. E non dimentichiamo i tè, una selezione da intenditori per passare un piacevole pomeriggio 🫖☕️

Il posto si chiama Teapot e l’atmosfera è accogliente e amichevole, un posto davvero speciale, tra i miei preferiti qui a Catania a due passi da casa mia.

E sapete una cosa? Questo posto è perfetto per condividere momenti speciali con gli amici, ma anche per scrivere o leggere in tranquillità, chi lavora da remoto potrebbe trovare un piccolo paradiso.

Vi consiglio davvero di passarci se capitate in zona e metterlo nelle vostre tappe culinarie siciliane. Taggo il profilo così potete dare meglio un’occhiata e capire che dico la verità 😁

(no Adv assolutamente ma solo tanta soddisfazione da cliente)
PS grazie a mia sorella che mi ha fatto scoprire questo posto


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Tempo di esami…la mia esperienza.Ciao a tutti! In questo periodo molti studenti, compresa mia figlia, stanno affrontando...
16/06/2023

Tempo di esami…la mia esperienza.

Ciao a tutti! In questo periodo molti studenti, compresa mia figlia, stanno affrontando gli esami di stato per le scuole medie e superiori, un momento importante che ognuno di noi ha vissuto in modo diverso.

Sì, perché se ci pensiamo bene, questi esami sono una sorta di rito di passaggio, un momento che segna la fine di un ciclo e l'inizio di una nuova fase della vita, contemporaneamente sono la summa degli anni vissuti in quelle aule con quelle persone.
Ma quale è l'effettiva utilità di questi esami? Ci hanno preparato davvero per il futuro? O forse potrebbero essere organizzati in modo diverso per essere più efficaci?

Personalmente, ricordo bene l'ansia e lo stress che ho provato durante gli esami di stato, mai vissuti con serenità, come tutto il mio percorso scolastico alle scuole dell’obbligo, una sensazione di inadeguatezza che si protraeva anche dopo aver consegnato il compito, ci volevano giorni per disintossicarsi da quel sentore.
Allora mi viene spontaneo pensare: ma questi esami hanno avuto un'influenza significativa sulle mie scelte future e sulla percezione di me stessa?

All’esame di quinto superiore la preside di commissione mi disse che io non sapevo scrivere, era l’unica cosa di cui ero sicura, così obiettai dicendole di guardare i miei eccellenti voti su tutti i temi svolti durante l’anno, sapete cosa mi rispose? “Allora è la tua insegnante che non sa insegnare” testuali parole…rimasi di ghiaccio.
Superficiale e prepotente sono i primi aggettivi che mi vengono in mente, subito dopo mi chiedo se sia questo a farmi tenere sempre un piede sul freno del mio sogno editoriale.

E voi, cosa ne pensate? Quali sono i vostri ricordi degli esami di stato e quali conseguenze hanno avuto sulla vostra vita?

Sono curiosa di conoscere le vostre opinioni e di aprire una discussione su questo tema, personalmente vedo il nostro cervello come un enorme giardino pieno potenzialità, potrebbero sbocciare fiori meravigliosi se solo nutriti ne modo esatto e questo stress è davvero necessario?

Nonostante gli alti e bassi del clima, credo che finalmente dell'inverno stiano rimanendo gli ultimi strascichi ed io mi...
05/04/2023

Nonostante gli alti e bassi del clima, credo che finalmente dell'inverno stiano rimanendo gli ultimi strascichi ed io mi sento pronta per accogliere la primavera vera e propria. Ho visto i giorni diventare sempre più lunghi, la neve sull’Etna sciogliersi, coprire tutto, sciogliersi e ricoprire tutto nuovamente, ora percepisco la natura risvegliarsi lentamente dal suo letargo invernale.

L'inverno non è stata la solita stagione di coccole al fuoco, di coperte calde e di cene in famiglia a base di zuppe e torta di mele, però ho apprezzato la bellezza silenziosa delle tenebre e l'atmosfera misteriosa dei sogni rinchiusi in delle scatole. Ora sento la voglia di nuove energie, di rinascita e di vitalità.

Sono pronta per abbandonare i pensieri pesanti come cappotti e per indossare vestiti leggeri e colorati. Sono pronta per passeggiare all'aria aperta, sentire il tepore del sole e ammirare i fiori che sbocciano.

L'inverno mi ha insegnato a rallentare, a godermi i momenti di calma e di riflessione, ora è tempo di guardare avanti, di prepararsi per nuove avventure e di cogliere tutte le opportunità che la primavera ci offre.

E voi, come vi sentite in questo momento? Siete pronti o ancora tentennate?

PS questo ponte tanto carino per fare una foto si trova a Villa Bellini, perfetta da visitare in questa stagione.

Conoscete la leggenda del Gatto Vulcanico? Antenato e protettore di tutti i gatti siciliani, si aggira per le strade del...
30/03/2023

Conoscete la leggenda del Gatto Vulcanico? Antenato e protettore di tutti i gatti siciliani, si aggira per le strade della città e della montagna vegliando su tutti i felini che secoli fa giurò di difendere.
Una storia di onore, sacrificio e speranza; un gatto senza nome simbolo di un’intera comunità, un viaggio pericoloso e struggente ed una Dea potente e benigna.

Tutto questo è racchiuso nel mio ultimo racconto breve ispirato da questo disegno, un magnifico esempio di street art nato da un’iniziativa della scuola in collaborazione con il famoso street arter

Un mito che potrebbe essere reale per tutti quei gatti che popolano le pendici dell’Etna e che possiedono un DNA unico, oggetto di studi e protetto a livello nazionale.

Leggi tutta la storia nel mio blog (link in bio) e scopri dove poter avvistare il famoso Gatto Vulcanico.

Vi vedo curiosi, ebbene, oggi voglio parlarvi dei murales, una forma d'arte che ha radici profonde nella storia e nella ...
16/03/2023

Vi vedo curiosi, ebbene, oggi voglio parlarvi dei murales, una forma d'arte che ha radici profonde nella storia e nella cultura italiana portandovi a scoprire quelli nascosti nella città di Catania.

I murales mi hanno sempre affascinato, ricordo che non vedevo l’ora di passarci davanti andando a casa di mia zia a Roma. Si sono diffusi in Italia negli anni '70-'80, durante i movimenti di protesta politica e sociale e inizialmente erano utilizzati come forma di comunicazione e di denuncia, poi sono diventati sempre più popolari negli anni successivi come forma d'arte indipendente.

La particolarità dei murales risiede nella loro capacità di raccontare storie e di trasmettere messaggi attraverso immagini, non si tratta solo di un'opera d'arte visiva, ma di un mezzo di comunicazione e di espressione culturale che coinvolge tutta la comunità.

I murales sono presenti in molte città e paesi, soprattutto nelle zone urbane dove vengono utilizzati per ravvivare gli spazi pubblici e per creare un senso di appartenenza e di identità collettiva specie nelle zone più degradate.

Oggi i murales sono diventati una forma d'arte a tutti gli effetti e sono apprezzati non solo per il loro valore estetico, ma anche per il loro significato culturale e sociale. Sono diventati una forma di turismo culturale e un modo per scoprire la storia e la cultura delle città. Qui a Catania centro potete ammirare questi murales in una piccola via adiacente al mercato, sull’altro social vi guido passo passo per arrivarci.

E voi, avete murales nella vostra zona? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti! 🎨🖌️

Sono immersa nei miei pensieri e c’è odore di fumo nell’aria fresca della sera.È così che mi accorgo della sua presenza....
29/06/2022

Sono immersa nei miei pensieri e c’è odore di fumo nell’aria fresca della sera.
È così che mi accorgo della sua presenza.

Non so dire quanti minuti passino, so solo che a me sembra un tempo molto lungo. La frenesia della giornata si è quietata, i bimbi dormono, solo la luce fioca del lume in salotto ricopre di un alone giallo caldo tutte le cose. Caldo, come quello che c’è fuori, seduta su quella sedia di legno nel portico ricerco il sollievo del vento leggero, ma ultimamente stenta a farsi vivo.
Odore di fumo, lui è vicino, l’unico che di nascosto ascolta i miei sfoghi solitari, un momento solo mio dove dialogo con me stessa a bassa voce. Chissà in quale fiore si è seduto piedi penzoloni, con la sua p**a in bocca e gli occhi socchiusi in piena contemplazione. Io mi fisso ad osservare un punto nel vuoto, alle volte sono le fessure del legno, altre i colori scuri delle foglie nella penombra che si appannano man mano che sgrano gli occhi; in quei momenti solo il silenzio, interrotto dalla cicale quanto ritorno in me.

Borbotto tra me e me, mi lamento della stanchezza, poi pianifico con entusiasmo quello che devo fare il giorno dopo: “Ma si, in fondo per oggi ho fatto abbastanza, posso andare a dormire” sbuffo, accenno un sorriso, guardo Elly e le do l’ultima carezza per la buona notte “Resta fuori che starai più fresca”, lo sa bene anche lei e si va a sdraiare sull’erba. Mi avvio verso la portafinestra, l’odore di tabacco sta svanendo, vedo del fumo allontanarsi, fa sempre così e non dice mai una parola: “Buonanotte” ed entro, sicuramente non mi addormenterò subito, ma il mio animo ora è più quieto.

Ultimamente questo è il mio rituale della sera, un’immagine simpatica che mi accompagna prima di andare a letto, credo che ognuno di noi abbia una propria piccola routine meditativa prima di iniziare il viaggio onirico, aiuta a rendere lo spirito più leggero non credete? Voi avete il vostro? Sono curiosa di ascoltarlo.


Indirizzo

Catania

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