Gruppo Movimento 5 Stelle Ceccano

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25/08/2026

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Ricapitolando: dire che il compito principale della sinistra, o di chi si definisce "progressista", sia quello di lottare per restituire a tutti una vita dignitosa, un lavoro dignitoso e pagato il giusto, i diritti alla salute e a una istruzione di qualità, oltre a garantire i diritti sociali, è sbagliato? Dire che bisogna interrompere il circolo vizioso, voluto dagli adoratori della religione neoliberista, che ha aumentato le differenze sociali, ha creato facili arricchimenti alle spalle dei lavoratori, è un'eresia?

Mi sono educato con la cultura di sinistra, ho sempre creduto che nessuna società potesse evolversi pienamente senza una corretta e virtuosa "redistribuzione della ricchezza", pertanto quelle parole, pronunciate da Giuseppe Conte a conferma del primato di quell'obiettivo, mi sembrano giuste e opportune. E, senza girarci attorno, l'ipocrisia del "woke" a tutti i costi, negli ultimi decenni, è servita, o è stata usata, per allontanare le sinistre di tutto il mondo da quello che, secondo me, doveva essere il loro obiettivo primario.

Bene ha fatto Conte a ribadirlo e a proporlo come primo e non negoziabile punto di qualunque alleanza che si presenti in alternativa alla destra. In realtà, ma parlo per me, la presenza di temi identitari, all'interno di una campagna elettorale che sarà l'ultima spiaggia per il mantenimento di una parvenza di democrazia in Italia, andrebbe evitata. Al suo posto dovrebbero comparire i temi propri di chi si oppone alle destre da sempre: quelli economici, il primato del pacifismo e della dignità della persona. Temi che, guarda caso, appartengono alla sinistra storica.

I temi identitari andrebbero lasciati alla destra che, proprio su quelli, se trovassero alle loro assurde e amenti tesi, delle antitesi, ancorché ragionate, avrebbero facile consenso. Bisogna proporre un miglioramento della qualità di vita dei cittadini e spiegare come lo si intende raggiungere, punto. Ciò non vuole dire abdicare alla tutela dei diritti civili, nessuno ha mai detto questo, ma stabilire priorità condivise e saperlo spiegare, senza inseguire le destre su un terreno che ci vedrebbe soccombere.

La voluta evoluzione di ciò che una volta veniva definita sinistra, verso il woke, da una parte e il neoliberismo più truce, dall'altra, ha prodotto guasti sociali inenarrabili, limitando la differenza con le destre ad un perenne litigio sui temi identitari mentre, nello stesso tempo, si attuavano in corrispondenza di amorosi sensi, vergognose operazioni di macelleria sociale. Con un sostanziale accordo, delle parti, sui temi sociali ed economici. Questa vergognosa tendenza, che ha impoverito l'Italia, dev'essere fermata.

Non si capisce perché le sacrosante parole di Conte sul woke, siano state usate per massacrarlo, anche se questa non è una novità. Mentre si accettano come normali, giuste e addirittura "di sinistra" le affermazioni di Schlein e coro cantante sul riarmo e sulle guerre necessarie. Il problema vero, lo dico da uomo di sinistra, che buona parte di quella che si definisce "sinistra", in realtà si trovi più a destra di Meloni. E che per quella parte della presunta sinistra italiana, per "fare qualcosa di sinistra" è sufficiente ed è rimasto solo il sorpasso in autostrada. Null'altro.

24/08/2026

Dicevano che il Pnrr fosse una truffa. Fratelli d'Italia si astenne durante la votazione. Ora Meloni addirittura esulta, senza nemmeno ringraziare.

Se il presidente Conte non avesse portato i 209 miliardi in Italia, oggi il Paese sarebbe in recessione, ancora peggio di come sta messo.

24/08/2026

Nessun lavoratore dovrebbe essere pagato pochi euro l'ora, soprattutto quando si tratta di servizi finanziati con i soldi dei cittadini.
Nel Lazio la nostra battaglia è chiara: la Regione e i suoi enti strumentali devono garantire una soglia minima di 9 euro lordi l'ora in tutti gli appalti pubblici e nelle concessioni.
Contrastare i contratti pirata e il lavoro sottopagato è una questione di dignità. Il settore pubblico deve dare l'esempio, tutelando chi offre servizi essenziali per la nostra comunità.
La dignità del lavoro si difende con i fatti, non con le promesse.

13/08/2026

Esplosione nello stabilimento Simmel Difesa. Una densa colonna di fumo si è alzata nel cielo, visibile a chilometri di distanza. Sul posto i vigili del fuoco per i rilievi.

13/08/2026

VALLE DEL SACCO, I DATI ARPA SPAZZANO VIA LE MINIMIZZAZIONI: ALTRO CHE “TUTTO NATURALE”

Il nuovo report di ARPA Lazio, pubblicato il 7 agosto e aggiornato ai dati 2024, restituisce ancora una volta un quadro che non consente rassicurazioni di comodo: le criticità riguardano acqua, aria, suolo e acque sotterranee. È la stessa ARPA a scrivere che il quadro presenta «non poche criticità» su tutte e tre le matrici ambientali analizzate.

Altro che semplificazioni. Altro che tentativi di ricondurre tutto alla geologia naturale del territorio.

Partiamo dal fiume Sacco.

ARPA definisce particolarmente critico proprio il tratto che attraversa la provincia di Frosinone e rileva fenomeni di contaminazione cronica da sostanze persistenti come l'esaclorocicloesano (HCH). Non solo: lo stato chimico è compromesso anche dalla presenza di pesticidi e composti perfluoroalchilici. La scarsa qualità ecologica dei corpi idrici viene inoltre correlata a pressioni puntuali e diffuse, principalmente scarichi urbani e dilavamento delle aree agricole.

Queste non sono opinioni politiche. Sono dati dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale.

E poi c'è l'aria.

ARPA afferma che quella della Valle del Sacco è tra le situazioni più critiche dell'intera Regione Lazio. Restano elevati PM10, PM2,5 e NO2 e alcune centraline superano il limite giornaliero del PM10 di 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 volte l'anno. L'Agenzia parla esplicitamente di una situazione di inquinamento persistente e significativo e avverte che le tendenze registrate nel 2024 non appaiono sufficienti a garantire il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei sulla qualità dell'aria.

Infine, suoli e acque sotterranee.

Qui serve precisione, perché ARPA segnala che molti superamenti relativi a metalli e metalloidi sembrerebbero, nella maggior parte dei casi, riconducibili alle caratteristiche geologiche e idrogeologiche. Ma questo non esaurisce affatto il problema: nelle acque sotterranee vengono rilevati anche solventi clorurati, meno frequentemente ma, scrive ARPA, «comunque da non sottovalutare». E per questi contaminanti l'Agenzia afferma chiaramente che sono necessari appropriati interventi di bonifica.

E allora basta utilizzare l'origine naturale di una parte dei superamenti come un enorme ombrello sotto il quale nascondere tutto il resto.

HCH, pesticidi, composti perfluoroalchilici, solventi clorurati, inquinamento atmosferico persistente: questa è la fotografia complessiva che emerge dai dati.

La Valle del Sacco non ha bisogno di rassicurazioni. Ha bisogno di bonifiche, monitoraggi, risanamento delle acque, riduzione delle emissioni e soprattutto di istituzioni che abbiano il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Per anni chi vive in questo territorio ha dovuto ascoltare minimizzazioni, rinvii e rassicurazioni. Ma la contaminazione non scompare cambiando le parole con cui la raccontiamo.

Un territorio ferito non si difende negando o ridimensionando i problemi. Si difende affrontandoli.

E davanti a questi dati continuerò a pretendere una cosa molto semplice: verità, trasparenza e bonifiche. Senza sconti per nessuno.

29/07/2026

Grazie ai Consiglieri Regionali per il sostegno alla Casa della Comunità.

Il Presidente della Regione Lazio s’impegna per la riconversione della Casa della Salute in Casa della Comunità. Come anticipato in Consiglio comunale, ho partecipato con la consigliera Cristina Micheli, delegata alla Sanità, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, all’odierna seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle Case e Ospedali di comunità.

Un ringraziamento sentito va a Sara Battisti (Pd), Claudio Marotta (Sinistra civica ecologista), Marietta Tidei (IV) Valerio Novelli (M5S) e Daniele Leodori (Pd), che in aula hanno sostenuto con convinzione le ragioni della nostra Comunità.

Accogliamo con soddisfazione l’impegno assunto dal Presidente della Regione Lazio per l’istituzione della Casa della Comunità a Ceccano. È un passo che aspettavamo da tempo e che va nella direzione da noi auspicata. Proprio per questo, come Amministrazione, abbiamo deciso di sospendere il presidio, non di annullarlo.

Restiamo vigili: se a settembre non riceveremo le garanzie necessarie sui servizi e sui tempi, procederemo con ulteriori iniziative. Le parole contano, ma per noi contano ancora di più i fatti.

Continueremo a vigilare, con la stessa determinazione mostrata finora, finché questo impegno non diventerà realtà.

Grazie ai tanti cittadini che in queste settimane ci hanno sostenuto con presenza e sostegno al presidio.

26/07/2026

Esattamente, senza se e senza ma! Se è rimasto qualcuno col senno dentro al PD, questo è un momento storico e critico, da cui probabilmente non sì tornerà più indietro e indovinate chi ne farà le spese? Tutti i cittadini ed in particolare i più deboli che non avranno più niente, si potrà solo morire e nemmeno in pace!

La padella e la brace da Il Fatto Quotidiano - Marco Travaglio.

Quando un politico vuol mandare un messaggio ai poteri marci senza farlo sapere in giro, li chiama aumma aumma o, se non ha il numero, dà un’intervista al Foglio. Che, essendo un organo clandestino, non rischia di essere letto dalla gente normale. È ciò che ha fatto la Schlein: carezze a Draghi che, p***e le speranze nella Meloni, si sente spesso con lei; garanzie al partito delle armi e della guerra eterna (quella in Ucraina può finire solo con una “pace giusta dal punto di vista di Kiev” e “l’isolamento di Putin”, cioè mai finché sarà vivo un solo ucraino); silenzi parlanti sui crimini di Usa e Israele da Gaza alla Cisgiordania, dall’Iran al Libano alla Siria (non una sillaba neppure su Netanyahu e Trump). Queste parole e omissioni non sono sfuggite ai movimenti per la pace, che s’interrogano angosciati sull’invotabilità dei progressisti a trazione Pd e sull’abbraccio mortale che il Melonellum imporrà a M5S e Avs, costretti a coalizzarsi per ba***re le destre e poi sostituirle con una copia sbiadita. Prospettiva che terrebbe a casa tanti giovani e astensionisti in bilico, disgustati dall’unica alternativa possibile: quella fra la padella e la brace.

Sarebbe interessante sentire la sinistra del Pd, decisiva nel 2023 per l’elezione di Elly. Bettini, su guerra, riarmo e babau russo, ha già dato ragione a Conte, e così il flotillero Scotto. Bersani domanda se armare Kiev a oltranza, senza proposte realistiche di compromesso che partano dal campo di battaglia, “serva a tenere in piedi l’Ucraina o la guerra”. Ma tutti gli altri tacciono, forse per paura di non essere rinominati (le liste bloccate piacciono pure al Pd). O acconsentono, come Taruffi e Provenzano, che chiedono financo di prendere i prestiti Safe per il riarmo, scavalcando la Meloni che li respinge. Siccome questa non è una questione qualunque, ma “la” questione che ipoteca il futuro nostro e dei nostri figli, visto che il riarmo prosciugherà ogni risorsa per decenni impedendo di trovare un solo euro in più per sanità, scuola, ricerca, salari e investimenti, sarebbe gradita una parole chiara da tutti i big del Pd. A meno che non parli per loro una delle analiste più ascoltate in casa dem e in tv: Nathalie Tocci, nominata da Gualtieri in Acea, che ha appena lanciato sull’Economist un’idea geniale per convertire “gli europei a una mentalità di guerra”: “Mettere truppe sul campo non aiuterebbe l’Ucraina, ma potrebbe aiutare l’Europa a trovare lo stomaco per la guerra… Schierarle ora, prima di un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe recare beneficio all’Europa, incoraggiando i cittadini a sviluppare un’attitudine mentale che li preparerebbe meglio alla guerra”. A proposito di stomaci: se la linea è questa, la brace può essere persino più vomitevole della padella.

23/07/2026

La storia è ciclica. E ce lo ricorda anche un grande storico come Alessandro Barbero: investire nelle armi significa, prima o poi, prepararsi a usarle.

23/07/2026

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Ceccano
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