22/08/2026
Pubblichiamo questo articolo di Nicola Villa su Altreconomia, “Fahrenheit AI. Perché le aziende di intelligenza artificiale comprano e distruggono i libri”, quello che racconta merita attenzione e mostra un lato sempre più inquietante della corsa all’intelligenza artificiale..
Avevamo già parlato del fatto che alcune aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale stanno acquistando in blocco libri rari, volumi introvabili e manoscritti, non per conservarli o renderli più accessibili, ma per sottoporli a scansione e trasformarli in dati con cui addestrare i propri modelli. In alcuni casi il processo prevede addirittura il taglio fisico del dorso e la distruzione dell’originale, perché è il modo più rapido per acquisirne il contenuto.
È difficile non vedere in tutto questo qualcosa di profondamente distopico.
Per costruire macchine capaci di produrre testi, immagini e conoscenza, si arriva a distruggere gli oggetti materiali che quella conoscenza l’hanno conservata per secoli. La velocità e l’efficienza del processo diventano più importanti della conservazione dell’originale, della sua storia, della sua provenienza e del suo valore culturale.
Se gli originali scompaiono e le copie digitali della conoscenza finiscono concentrate nelle mani di pochissime Big Tech, chi controlla quei dati controlla una parte crescente della nostra memoria collettiva. L’articolo segnala questo rischio: trasformare il patrimonio culturale in una risorsa privata, accessibile attraverso infrastrutture e sistemi controllati da pochi soggetti.
La narrazione sull’intelligenza artificiale come tecnologia “rivoluzionaria” e quasi inevitabilmente positiva mostra un altro lato.
Non è solo una questione di quanta energia consumiamo o di quanti data center costruiamo, ma cosa stiamo sacrificando per alimentare questa corsa, chi decide cosa vale la pena conservare, chi possiede ciò che viene digitalizzato e chi avrà il potere di controllare l'accesso alla conoscenza.
Una tecnologia che promette di rendere la conoscenza infinitamente disponibile non dovrebbe arrivare al punto di rendere più fragile il patrimonio da cui quella conoscenza proviene.
Volumi introvabili e manoscritti secolari acquistati in blocco, tagliati e scansionati al solo scopo di alimentare con i nuovi dati i modelli linguistici "avanzati". Sono i roghi 2.0 della Silicon Valley che però svelano i limiti di una tecnologia spesso erroneamente presentata come molto vicina al...