Marco Casali

Marco Casali Candidato a Sindaco di Cesena per il centrodestra amministrative 2024

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Vedo che a sinistra brucia ancora parecchio essere controcorrente e avere il coraggio di cantare fuori dal coro.Le parol...
29/05/2026

Vedo che a sinistra brucia ancora parecchio essere controcorrente e avere il coraggio di cantare fuori dal coro.

Le parole di De Gregori hanno spiazzato una certa comunità di benpensanti, convinta che tutti debbano essere omologati, classificati e incasellati secondo schemi prestabiliti. Una comunità che pretende pluralismo, ma spesso lo accetta soltanto quando le opinioni coincidono con le proprie.

Forse stupisce che un artista come De Gregori, da decenni protagonista della scena culturale italiana, continui a pensare con la propria testa senza chiedere il permesso a nessuno. Del resto, ha sempre scelto di mostrarsi sul palco e attraverso le sue opere, senza inseguire appartenenze, tessere o conformismi ideologici.

Ed è proprio questa indipendenza a risultare indigesta a chi considera il dissenso una colpa e l'autonomia di giudizio una provocazione. Ma la libertà di pensiero è tale solo quando si difende anche il diritto di dire qualcosa che non ci piace ascoltare.

29/05/2026
27/05/2026

“Dopo aver perso fisicamente Macfrut da Cesena — conclude Casali — il rischio ora è quello di perdere progressivamente anche pezzi della sua identità storica e della sua centralità nella filiera ortofrutticola"

MACFRUT, CASALI (FDI): “PRESENTATA INTERPELLANZA SU GROWTECH EUROPE. CESENA RISCHIA DI PERDERE PEZZI DELLA SUA FILIERA S...
27/05/2026

MACFRUT, CASALI (FDI): “PRESENTATA INTERPELLANZA SU GROWTECH EUROPE. CESENA RISCHIA DI PERDERE PEZZI DELLA SUA FILIERA STORICA”

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"Pensare significa convivere con il dubbio senza esserne paralizzati" G.C.Buona domenica a tutti.
24/05/2026

"Pensare significa convivere con il dubbio senza esserne paralizzati" G.C.

Buona domenica a tutti.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE SU MACFRUTCi stanno dicendo che Macfrut non si riduce.Forse nei numeri è vero. Ma il punto non ...
23/05/2026

IL GIOCO DELLE TRE CARTE SU MACFRUT

Ci stanno dicendo che Macfrut non si riduce.
Forse nei numeri è vero. Ma il punto non è questo.

Quello che emerge guardando le scelte per il 2027 è un altro dato: Cesena Fiera perde progressivamente peso e centralità dentro la manifestazione che aveva costruito.

La cessione dell’intero comparto del pre-raccolta a Growtech, manifestazione organizzata da un grande gruppo fieristico internazionale, non è un dettaglio tecnico.
È un passaggio strategico enorme.

Per anni Macfrut era cresciuta grazie all’intuizione di rappresentare tutta la filiera ortofrutticola: dalla genetica e dalle sementi fino alla trasformazione, alla frigoconservazione e alla commercializzazione.
Era questa la vera forza della manifestazione.

Oggi invece quella parte strategica viene sostanzialmente affidata all’esterno.
Si spacchetta la filiera.
Si riduce il ruolo diretto di Cesena Fiera.
E cresce quello di soggetti fieristici internazionali.

Dopo il trasferimento da Cesena a Rimini, avvenuto senza che la città ottenesse reali compensazioni, ora assistiamo ad un altro passaggio che rischia di svuotare ulteriormente il significato stesso di Macfrut per il nostro territorio.

Perché il problema non è se la fiera continui ad esistere.
Il problema è capire di chi sarà davvero.

A forza di cedere pezzi, alla fine potrebbe restare soltanto il nome.
E quel nome finirebbe per rappresentare il ricordo di qualcosa che lentamente non sarebbe più nostro.

“Non serve per far cassa”.Frase che ogni amministrazione ripete quando si parla di autovelox. Peccato che poi, andando a...
22/05/2026

“Non serve per far cassa”.
Frase che ogni amministrazione ripete quando si parla di autovelox. Peccato che poi, andando a leggere i bilanci, emerga spesso una realtà diversa.

Ricordo ancora il 2024. In una variazione di bilancio del Comune di Cesena mi accorsi che tra gli investimenti era stato inserito proprio l’autovelox della Cervese: costo circa 60 mila euro. Presentai un emendamento per eliminare quella spesa e sostituirla con altri investimenti che ritenevo più utili.

Dopo pochi giorni il ragioniere capo del Comune mi disse:
“Casali, il suo emendamento non è tecnicamente accoglibile”.

Chiesi con stupore il perché. E lì arrivò la risposta che spiegava tutto: l’emendamento si sarebbe anche potuto accogliere, ma togliendo l’autovelox sarebbero venuti meno gli incassi delle multe già previsti a bilancio. E questo avrebbe potuto creare un buco nei conti comunali.

Tradotto: quelle sanzioni erano già considerate necessarie per sostenere l’equilibrio del bilancio.

L’emendamento fu respinto, ma quella vicenda mi fece comprendere con estrema chiarezza quanto, per molti Comuni — compreso il nostro — gli autovelox non vengano interpretati soltanto come strumenti di sicurezza stradale, ma anche come strumenti di entrata finanziaria.

Ed è proprio questo il punto politico vero: quando una multa diventa strutturalmente necessaria per chiudere i conti, il rischio è che il cittadino non venga più visto come automobilista da educare, ma come contribuente da cui incassare.

𝗣𝗶𝘂' "𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝘂𝗮𝗹𝗲”… 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗲𝗿𝗼𝘀!Più giustizia mestruale!Questo il tema di una delle mozioni presentate da Allean...
19/05/2026

𝗣𝗶𝘂' "𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝘂𝗮𝗹𝗲”… 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗲𝗿𝗼𝘀!

Più giustizia mestruale!
Questo il tema di una delle mozioni presentate da Alleanza Verdi e Sinistra con l’appoggio del Partito Democratico.

Pare evidentemente uno dei temi più pressanti del momento. E viene spontaneo chiedersi come mai, dopo oltre cinquant’anni di governo regionale e amministrativo della sinistra in Emilia-Romagna, ci si accorga soltanto oggi che esisterebbero problemi così profondi da configurare addirittura una “povertà mestruale”, capace — a quanto pare — di generare discriminazioni sociali.

Perché poi il punto, alla fine, è sempre quello: la discriminazione. Vera, presunta o teorica poco importa, purché vi sia un nuovo terreno simbolico sul quale impostare una battaglia ideologica, rigorosamente accompagnata da termini altisonanti e da una narrazione emergenziale.

Ascolteremo dunque in religioso silenzio le proposte elaborate per combattere anche questa nuova forma di povertà, nel nome della “giustizia”.
Nel frattempo, per gli altri problemi della città — sicurezza, viabilità, degrado urbano, crisi del commercio, manutenzioni, liste d’attesa e pressione fiscale — probabilmente il Consiglio comunale attenderà tempi migliori. O magari semplicemente che diventino argomenti abbastanza “militanti” da meritare finalmente attenzione politica.

Indirizzo

Cesena

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