Tifernum Tiberinum

Tifernum Tiberinum Urbem romanam TIFERNVM TIBERINVM Tiber svperiorem valle VI regio Umbria et ager gallicvs 🏛️🇮🇹 Mi auguro di trovare te e tua figlia in buona salute! a.C. d.C.

TIFERNUM TIBERINUM
Regio VI Umbria et Ager Gallicus


"..Le tue nuove ci hanno riempito di grande gioia, soprattutto perchè desideri, dopo tanto tempo, rivederci, tua nipote e me. Anche noi, dal canto nostro, nutriamo un incredibile, e improrogabile, desiderio di rivederti. Ma già prepariamo i bagagli per la partenza, con l’intenzione di sbrigarci, strade permettendo. Faremo un’unica sosta, ma bre

ve: devieremo alla volta della villa di Toscana, ma non per ispezionare i campi, bensì per ottemperare ad un necessario impegno. C’è una cittadina, chiamata Tiferno Tiberino, adiacente alle nostre proprietà, la qual cittadina, all’unanimità, mi stimò degno – ed ero quasi ancora fanciullo – d’essere suo patrono. Per la qual cosa, (la cittadinanza), accoglie in festa i miei arrivi, si duole per le mie partenze, s’inorgoglisce per i miei successi. Ora, poichè sono uno che ritiene molto sgarbato esser vinto in quanto ad affetto, ho fatto costruire, a mie spese, un tempio, a mo’ di ringraziamento, tempio la cui inaugurazione sarebbe empio differire ancora. Ci troveremo dunque lì per il giorno dell’inaugurazione, che ho deciso di celebrare con un banchetto. Il giorno seguente, dopo aver salutato gli amici, ci rimetteremo in viaggio lungo il precedente itinerario. Stammi bene.." Plinio il Giovane all'amico Fabato


“..Mi hai esposto sia i motivi privati, che sono molti, sia tutti gli altri di interesse pubblico a sostegno della tua domanda di congedo: mi sarebbe bastato anche solo il tuo desiderio.." (lett.9)

L' imperatore Traiano a Plinio il Giovane che gli chiede un mese di congedo per poter occuparsi della sua tenuta a Tiferno Tiberino (oggi Città di Castello in Umbria)

Su Città di Castello è necessario scrivere una piccola premessa. Tutti i folignati sentono di avere una forte affinità con i tifernati (cast'lèni). Ne parlano sempre con grande simpatia. In effetti, ternani e tifernati sono forse gli umbri meno arcigni e riservati, lontani dai bronci e dalle conventicole perugine, dal costante sarcasmo spoletino, dalle terribili asprezze appenniniche. Foligno e Città di Castello sono probabilmente le due città più padane dell'Umbria; entrambe in pianura, entrambe operose (come si diceva una volta), entrambe discrete. In entrambe abbondano i cognomi romagnoli e marchigiani; si guarda all'Adriatico, anche se Arezzo e Perugia ricordano ad entrambe che la condivisione dei destini tirrenici è inevitabile. Si sarebbe portati a credere che Città di Castello non si senta Umbra; ma non è così. Nella sala del Consiglio Comunale c'è una bella statua di donna, forte, prosperosa, sicura di sè: raffigura l'Umbria. Una Umbria che senza il suo estremo nordico, aperto e cordiale non sarebbe assolutamente la stessa. Veniamo adesso alla Città di Castello umbra: Tifernum Tiberinum. Il nome di Castrum Felicitatis risale alla tarda antichità. Non si deve credere, d'altra parte, che la parola Tifernum derivi dal nome latino del Tevere "Tibur"; è invece un toponimo di incerta origine, molto comune in tutte le aree abitate dai popoli di lingua osco-umbra. Possiamo citare Tifernum Metaurense (S.Angelo in Vado) ed un'altra Tifernum, addirittura nel Sannio, di incerta collocazione. Le prime capanne su palafitte vennero costruite su isolotti del lago Tiberino, che già intorno al IX-X sec. stava ritirandosi. Il ritrovamento protostorico più importante è quello di Riosecco, ma frequentazioni umane sono attestate già in epoca neolitica. L’abitato era esteso oltre un ettaro, dotato di grandi edifici rettangolari con alzato ligneo. I materiali restituiti da alcuni scavi possono essere datati dalla fine dell’VIII sec. al VI sec. a.C.; e nei dintorni, quali Trestina, Lerchi e Fabrecce, ne sono emersi altri risalenti al IX, X secolo. Viene tra l'altro rilevata, in base all'esistenza di un tempio che si trovava a Tifernum e dedicato a Venere vincitrice, la possibilità che vi fosse un porto sul Tevere, dato che in Umbria era frequente il legame fra divinità femminili guerriere e i porti fluviali. Nel VII secolo a.C. circa la città, come del resto tutta l’Umbria cominciò ad avere scambi commerciali con il popolo degli Etruschi che erano penetrati fino alla sponda destra del Tevere. Purtroppo, sembra da recenti ritrovamenti archeologici che i vicini non si limitarono a commerciare, distruggendo la città ed occupando il suo territorio nel corso del VI sec. a.C; momento in cui conquistarono le colline alla riva sinistra del Tevere, fino a Perugia. E' incerta la data in cui Tifernum entrò nell'orbita romana; probabilmente insieme a Sarsina, dopo la vittoria romana contro di essa, nel 266 a.C. Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo detto Plinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 o 104 d. C., di cui non si conosce la collocazione. Certamente la gens Plinia possedeva vasti latifondi nelle vicinanze della città ed una villa è più volte ricordata dallo stesso Plinio il Giovane nelle sue lettere; gli scavi operati in località Santa Fiora, nel Comune di San Giustino,condotti dall'Università degli Studi di Perugia in collaborazione con l'Università di Alicante, hanno permesso di individuare la collocazione della villa di Plinio il Giovane. Le presenze archeologiche interne all’era urbana sono concentrate in un’area ristretta e con un’organizzazione topografica ben definita, delimitata dall’odierno Corso Vittorio Emanuele, forse l’antico cardo maximus. Lo scavo ha restituito due epigrafi e una base di statua rinvenute tra il muro in opera reticolata e l’ingresso all’arena. Le iscrizioni sono dedicate a Caio Palio e Caio Tussidio Marciano, magistrati appartenenti alla tribù Clustumina, tribù dominante per gli abitanti di Tifernum Tiberinum ed alla quale furono iscritte, dopo la guerra sociale, moltissime città umbre;

Grazie ai recenti rinvenimenti all’interno dell’area urbana tra le attuali vie G. Oberdan, Borgo Farinario e delle Santucce (la cosiddetta area ex F.A.T.), il centro antico ha assunto connotati più precisi. La struttura recentemente scoperta ha una forma ellissoidale definita da due muri in opera a sacco, divisi da un'intercapedine, e con il paramento esterno in opera vittata. I confronti più vicini per la struttura ellittica rientrano nella categoria delle palestre e soprattutto degli anfiteatri, anche se è evidente come in questo caso manchino gli elementi strutturali di sostegno della cavea, ma non sembra inverosimile ipotizzare che l'impianto utilizzasse il terrapieno naturale. Tipologicamente l'impianto anfiteatrale potrebbe essere avvicinato ai tipi cosiddetti "provinciali", privi dell'elevato tipico, con arena scavata e cavea che poggia in parte su un'elevazione naturale e in parte costruita a terrapieno frazionato. La datazione di questo edificio che era comunque adibito a spettacoli può essere fissata nel I sec. L’anfiteatro è quindi il primo rinvenimento di carattere urbanistico riferibile ad una zona pubblica di Tifernum Tiberinum, ubicato in un’area, il quartiere Mattonata, dove sono concentrate le principali evidenze archeologiche in particolare i pavimenti a mosaico, riferibili probabilmente a domus. Il sistema di canalizzazione, che attraversa tutta la zona e taglia in due casi anche le strutture murarie, fa supporre l'esistenza di terme. In alcune abitazioni private si possono invece vedere mosaici di epoca romana. Nel Palazzo comunale sono custodite alcune iscrizioni romane, fra cui questa:

Lucius Vennius Sabinus, cm
Efficace filio, fontem et
conceptum aquae, suis
terminis usque ad kaput,
formae publicae
Tifernatibus Tiberinis
dono dedit

Lucio Vennio Sabino, col figlio Efficace, diede in dono al popolo dei Tifernati Tiberini la fonte e l’invaso dell’acqua dalla loro proprietà fino alla sorgente per l’abbellimento della comunità (in questo caso forma è intesa come bellezza)
(Terme di Fontecchio)

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM – DOVE IL TEVERE INCONTRA ROMA 🇮🇹Immaginate di tornare indietro nel tempo.È l’età dell’Impero.Il s...
31/08/2026

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM – DOVE IL TEVERE INCONTRA ROMA 🇮🇹

Immaginate di tornare indietro nel tempo.

È l’età dell’Impero.

Il sole illumina la Valtiberina e, lento e maestoso, il Tevere attraversa la valle.

Le sue acque trasportano uomini, merci, notizie.

E sulle sue rive, nel cuore di questa terra, sorge una città romana.

Tifernum Tiberinum.

Un municipio di Roma.

Una città viva, popolata da cittadini, mercanti, magistrati, soldati e sacerdoti.

Dal porto arrivano le imbarcazioni che percorrono il grande fiume.

Le merci vengono scaricate.

Le voci dei mercanti si mescolano al rumore dell’acqua.

Poco distante, il cuore della città.

Il Foro.

Qui si concentra la vita pubblica di Tifernum.

E sopra il Foro domina un tempio dedicato alla Dea Fortuna, divinità della sorte e della prosperità.

Un tempio legato alla munificenza di uno degli uomini più illustri della Roma imperiale:

Plinio il Giovane.

Plinio conosce bene questa terra.

È il patrono di Tifernum Tiberinum.

Nei pressi della città possiede una splendida villa e mantiene con la comunità un rapporto profondo, tanto da lasciare alla città opere destinate a celebrare la sua prosperità.

E mentre nel Foro si amministra la città, nell’anfiteatro la vita assume un altro volto.

La folla prende posto.

Le voci si alzano.

I giochi stanno per iniziare.

Tifernum vive.

Vive nelle sue strade.

Vive nel suo porto.

Vive nel Foro.

Vive nell’anfiteatro.

Vive nei suoi templi.

Vive nel rapporto quotidiano con il grande fiume.

Il Tevere.

Quello stesso fiume che, più a valle, attraversa Roma.

Quello stesso fiume che per i Romani non era semplicemente acqua, ma una presenza sacra, una strada naturale capace di unire uomini e territori.

E così, sulle sue rive, Tifernum Tiberinum diventa una piccola ma importante tessera del grande mosaico di Roma.

Una città che oggi non possiamo più vedere come la vedevano i suoi abitanti.

Ma possiamo immaginarla.

Possiamo ricostruirne le forme.

Possiamo raccontarne gli uomini.

Possiamo riportare alla luce, attraverso la ricerca e la rievocazione storica, la memoria di un luogo che per secoli ha guardato scorrere il Tevere.

Perché sotto le nostre strade, sotto i nostri paesaggi, sotto la città moderna...

esiste ancora una città romana.

Una città che aspetta soltanto di essere ricordata.

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM

Il municipio romano della Valtiberina.
La città di Plinio.
La città del Foro e della Fortuna.
La città dell’anfiteatro.
La città del porto sul Tevere.

Una città che il tempo ha nascosto.
Ma che la storia non ha mai dimenticato.

🇮🇹 🏛️ TIFERNUM TIBERINUM  QUANDO IL PASSATO TORNA A VIVEREE se, per un istante, potessimo togliere il velo del tempo e g...
05/08/2026

🇮🇹 🏛️ TIFERNUM TIBERINUM QUANDO IL PASSATO TORNA A VIVERE

E se, per un istante, potessimo togliere il velo del tempo e guardare Tifernum Tiberinum così come avrebbe potuto apparire quasi duemila anni fa?

Questa immagine nasce proprio da questa domanda.
Partendo dalla veduta aerea dell'area attuale, abbiamo provato a compiere un viaggio nel tempo: individuare lo spazio, rispettarne l'inserimento urbanistico e ricostruire virtualmente l'antico anfiteatro romano di Tifernum Tiberinum, riportandolo idealmente al centro della città.

Non si tratta semplicemente di "mettere un monumento romano dove oggi non c'è".
L'obiettivo è stato quello di immaginare come l'antico edificio potesse integrarsi nel tessuto urbano, mantenendo come riferimento il paesaggio reale della moderna Città di Castello.

Il risultato è una sorta di finestra sul passato: il presente rimane riconoscibile, ma sopra di esso riaffiora la città romana.

L'anfiteatro torna così ad occupare il suo spazio, con le gradinate, l'arena, gli accessi e la struttura monumentale che dovevano caratterizzare uno degli edifici destinati allo spettacolo pubblico nel mondo romano.
E improvvisamente le strade che oggi percorriamo ogni giorno assumono un significato diverso.

Perché sotto la città moderna esiste una città più antica.
Una città fatta di strade, domus, edifici pubblici, templi, terme, attività commerciali e luoghi dello spettacolo.
Una città che si chiamava Tifernum Tiberinum.

Questa ricostruzione nasce quindi non soltanto dalla volontà di rappresentare un monumento, ma dal desiderio di restituire un'immagine possibile della nostra memoria urbana, facendo dialogare archeologia, storia, tecnologia e immaginazione.

Non è una fotografia del passato.
È una ricostruzione ideale, un modo per provare a visualizzare ciò che oggi non possiamo più vedere.
Perché conoscere la storia significa anche imparare a guardare i luoghi che abitiamo con occhi diversi.

Ieri Tifernum Tiberinum.
Oggi Città di Castello.
Lo stesso luogo, due città, quasi duemila anni di storia.

E forse, guardando questa immagine, per un attimo possiamo davvero sentire il rumore della folla, le voci dell'arena e la vita della città romana che torna a scorrere.

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM
La storia non è soltanto ciò che è stato.
È anche ciò che impariamo nuovamente a vedere.


TIFERNUM TIBERINUM — La città romana che rivive 🇮🇹🏛️ TIFERNUM TIBERINUMUna città. Una storia. Un territorio da riscoprir...
04/08/2026

TIFERNUM TIBERINUM — La città romana che rivive 🇮🇹

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM
Una città. Una storia. Un territorio da riscoprire.

Nel cuore dell’Alta Valle del Tevere, dove oggi sorge Città di Castello, oltre duemila anni fa si sviluppava Tifernum Tiberinum, una delle più importanti realtà romane dell’antico territorio umbro.

Non un semplice insediamento, ma una vera città romana, inserita nella rete politica, economica e viaria di Roma e strettamente legata al corso del Tevere, fondamentale via di comunicazione e di commercio.

🌿 DALLE ORIGINI ALLA CITTÀ ROMANA

Tifernum Tiberinum nacque in un territorio già frequentato prima della romanizzazione e conobbe una progressiva trasformazione con l'espansione di Roma nell'Italia centrale.

La posizione era strategica: la città dominava un importante tratto della valle del Tevere, collegando l'area umbra con l'Etruria e con le principali direttrici dell'Italia centrale.

Con la romanizzazione, Tifernum assunse sempre più i caratteri di una città romana organizzata, con spazi pubblici, edifici monumentali, abitazioni, strutture produttive e infrastrutture.

🏛️ IL FORO: IL CUORE DELLA CITTÀ

Al centro della vita urbana doveva trovarsi il foro, cuore politico, religioso e commerciale della comunità.

Era lo spazio nel quale si concentravano gli edifici pubblici e religiosi, dove si amministrava la giustizia, si prendevano decisioni politiche, si celebravano le divinità e si svolgevano le attività della vita cittadina.

Immaginare oggi il foro di Tifernum significa provare a ricostruire il centro della città romana:
il tempio, gli edifici pubblici, le colonne, le piazze, i magistrati, i cittadini e la vita quotidiana di una comunità di duemila anni fa.

⛪ I TEMPLI E LA RELIGIONE

La religione era parte integrante della vita pubblica romana.

I templi non erano semplicemente luoghi di culto: rappresentavano la presenza della comunità e dell'autorità romana nello spazio urbano.

Tra le divinità venerate a Tifernum, un ruolo particolare è legato alla Fortuna, culto profondamente radicato nella tradizione romana e italica.

🎭 LO SPETTACOLO E L'ANFITEATRO

Come molte città romane, anche Tifernum possedeva strutture destinate allo spettacolo.

L'anfiteatro rappresentava uno dei luoghi più importanti della vita collettiva: qui la popolazione poteva assistere a combattimenti gladiatori, venationes e altre manifestazioni pubbliche.

Immaginare l'anfiteatro popolato significa riportare per un momento alla vita la Tifernum romana:
gladiatori, soldati, magistrati, mercanti, donne, bambini e cittadini riuniti nello stesso luogo per assistere allo spettacolo.

🌊 IL TEVERE: LA GRANDE VIA DI COMUNICAZIONE

Il rapporto con il Tevere era fondamentale.

Il fiume non rappresentava soltanto un elemento naturale del paesaggio, ma una vera infrastruttura del mondo antico.

Attraverso il Tevere potevano muoversi persone, merci e risorse, collegando Tifernum con altri centri dell'Italia centrale.

È proprio questo rapporto tra città, campagna e fiume che permette di comprendere pienamente il ruolo di Tifernum nel territorio.

🏘️ LA CITTÀ E IL TERRITORIO

Attorno agli edifici pubblici si sviluppava una città fatta di abitazioni, botteghe, strade e spazi destinati alle attività quotidiane.

Fuori dall'abitato iniziava immediatamente il territorio agricolo, organizzato attraverso ville e proprietà rurali.

Tifernum non viveva quindi isolata: era il centro di un territorio più ampio, produttivo e strettamente collegato alla città.

⚔️ TIFERNUM NELLA STORIA DI ROMA

La storia di Tifernum attraversa secoli fondamentali della storia romana.

Dalla progressiva romanizzazione dell'Italia centrale fino all'età imperiale, la città partecipò alla trasformazione politica, economica e culturale che portò Roma a diventare la potenza dominante del Mediterraneo.

E proprio qui, nella nostra valle, la presenza romana non era qualcosa di lontano.

Roma era qui.

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM – UN PROGETTO DI RICOSTRUZIONE

Il progetto TIFERNUM TIBERINUM nasce con un obiettivo preciso: far conoscere e visualizzare la città romana attraverso la ricostruzione storica e digitale.

Non una semplice immagine del passato, ma un tentativo di ricostruire un paesaggio storico nel quale comprendere la relazione tra:

🏛️ il Foro
⛪ i Templi
🎭 l'Anfiteatro
🏘️ l'Abitato
🌾 la Campagna
🌊 il Tevere
🛣️ le Vie di comunicazione
🏺 la vita quotidiana dei suoi abitanti

Un modo per guardare il territorio con occhi diversi.

Perché sotto le nostre strade, sotto i nostri campi e sotto le nostre città moderne esiste ancora la memoria di un mondo che per secoli ha fatto parte della storia di Roma.

TIFERNUM TIBERINUM non è soltanto un luogo del passato.

È una parte della nostra storia.

È il nostro territorio visto attraverso gli occhi di duemila anni fa.

🏛️ TIFERNUM TIBERINUM
La città romana sul Tevere.







RIONE MATTONATA 🇮🇹 Il rione mattonata di Città di Castello, oggi zona urbana ben conosciuta, ha radici antiche che risal...
24/07/2026

RIONE MATTONATA

🇮🇹 Il rione mattonata di Città di Castello, oggi zona urbana ben conosciuta, ha radici antiche che risalgono all’epoca romana, quando faceva parte del territorio municipale di Tifernum Tiberinum.

Analizzando la topografia antica e i ritrovamenti archeologici, si può ipotizzare con buona verosimiglianza che questa zona fosse extra moenia, ovvero appena fuori dalle mura del nucleo cittadino romano, ma comunque in prossimità dell’abitato urbano.

📜 Contestualizzazione storica del Rione Mattonata in epoca romana:

📌 Posizione geografica
Il Rione Mattonata si sviluppa lungo l’attuale via della Mattonata, che corrisponde probabilmente a un tratto viario antico di collegamento con le strade che conducevano:
a Sud verso Perugia e Vettona
a Nord verso Sarsina e la Valmarecchia
a Ovest verso il Tevere e quindi il porto fluviale di Tifernum.

🏛 Funzione in epoca romana
La Mattonata non ospitava il foro o il teatro, che si trovavano più vicini al centro antico (zona Piazza Gabriotti), ma poteva essere:

una zona artigianale e produttiva (fornaci, officine, magazzini)
sede di domus rustiche suburbane
necropoli o aree funerarie, dato che i romani seppellivano i defunti lungo le vie fuori città
punto di passaggio per viatores e mercanti diretti al centro urbano o al porto

🧱 Etimologia: "Mattonata"
Il toponimo "Mattonata" potrebbe derivare da:
strade lastricate in mattoni o
presenza di antichi resti edilizi in mattoni, forse di epoca romana o tardoantica
fornaci per la produzione di laterizi (mattoni), attività tipica delle zone periferiche urbane in età romana

🏺 Reperti e testimonianze
In quest’area, durante lavori edilizi del Novecento, sono stati segnalati reperti romani come:
laterizi e frammenti ceramici
tracce di muri in opus latericium o mixtum
eventuali canalette di drenaggio o tratti di selciato 🏛️





23/04/2026

🇮🇹

Sfilare a Roma, nel giorno dei suoi Natali, è qualcosa che va oltre le parole.
È il cuore che batte più forte. È la storia che respira. È l’abbraccio della gente che ti attraversa.
Roma non si racconta. Roma si vive.. 🏛️

Guarda di più:

https://vm.tiktok.com/ZNRb2Bx1h/

🇮🇹NATALE DI ROMA 2026TIFERNVM TIBERINVM presente!Sfilare per Roma, nel giorno dei suoi Natali, non è solo camminare: è a...
23/04/2026

🇮🇹

NATALE DI ROMA 2026

TIFERNVM TIBERINVM presente!

Sfilare per Roma, nel giorno dei suoi Natali, non è solo camminare: è attraversare il tempo.

Ogni passo risuona tra pietre antiche, ogni sguardo incrocia secoli di storia che sembrano tornare vivi.

Poi arriva l’abbraccio della gente — sincero, caldo, potente. Non sei più solo: sei parte di qualcosa di più grande, di eterno.

Roma non si guarda, si sente. Ti entra dentro, ti stringe, ti solleva.
E in quell’istante capisci che non stai solo rievocando la storia… la stai vivendo.
Roma è magia. Roma è emozione. Roma è casa 🏛️

Interpretazione: AUGUSTO e le sue Guardie.

👑










https://vm.tiktok.com/ZNRb2Bx1h/

FORO ROMANO DI TIFERNVM TIBERINVM 🏛️🇮🇹A Città di Castello non è stato identificato con certezza un vero e proprio foro r...
12/04/2026

FORO ROMANO DI TIFERNVM TIBERINVM 🏛️🇮🇹

A Città di Castello non è stato identificato con certezza un vero e proprio foro romano monumentale come quelli delle grandi città, (tipo Foro Romano a Roma), ma esistono indizi molto concreti sulla presenza di un centro urbano romano organizzato nell’antica Tifernum Tiberinum.

📍 Dove si trovava il “foro” di Tifernum?

Gli studiosi ritengono che il cuore della città romana (foro incluso) fosse nell’area dell’attuale centro storico, probabilmente:

zona tra Piazza Gabriotti area del Duomo, (Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio),
direttrici degli assi viari principali (cardo e decumano)
Questa ipotesi si basa su:

ritrovamenti archeologici sparsi, (muri, pavimentazioni, epigrafi),
continuità urbanistica tra città romana e medievale
posizione strategica vicino al Tevere

🏛️ Che aspetto poteva avere?

Anche se non è visibile oggi, il foro di Tifernum Tiberinum doveva essere simile, in piccolo, a quelli delle città municipali romane:

piazza rettangolare porticata,
basilica civile, (per giustizia e affari),
tempio principale, (forse legato alla Fortuna, come suggerisce Plinio il Giovane),
botteghe e uffici pubblici

🔎 Perché non si vede oggi?

La città medievale e rinascimentale si è costruita direttamente sopra quella romana

Questo significa che:

il foro è ancora sotto terra
non è stato scavato in modo estensivo, ogni scoperta avviene in modo frammentario (lavori edilizi, ritrovamenti casuali)

🧠 In sintesi:

Non vi è un “foro visitabile”, ma qualcosa di più interessante dal punto di vista storico:

👉 una città viva che ricalca ancora l’impianto romano

Leggi di più:

https://www.keytoumbria.com/Citta_di_Castello/Palazzo_della_Porta.html?utm_source=chatgpt.com







Indirizzo

Città Di Castello
06010, 06011, 06012, 06018

Sito Web

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