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🇮🇹🇪🇺 PIÙ EUROPA, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ LAVORO! Di fronte al ritorno del protezionismo, alle guerre commerciali e ai nuovi...
06/09/2026

🇮🇹🇪🇺 PIÙ EUROPA, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ LAVORO!

Di fronte al ritorno del protezionismo, alle guerre commerciali e ai nuovi equilibri geopolitici, l’Italia ha bisogno di una strategia chiara. La risposta non può essere l’isolamento: serve un’Europa più forte, unita e capace di decidere.
Nel suo intervento al TEHA di Cernobbio, Elly Schlein indica una direzione precisa:
🇪🇺 superare il principio dell’unanimità, che permette a un solo governo di bloccare le decisioni europee;
💶 creare nuovi strumenti finanziari comuni sul modello del Next Generation EU, destinati agli investimenti strategici;
🤖 realizzare un “CERN europeo” per l’intelligenza artificiale, mettendo insieme ricerca, capacità di calcolo, formazione e trasferimento tecnologico alle imprese;
⚡ investire 14 miliardi di euro per ridurre strutturalmente il costo dell’energia, sostenere le famiglie e rendere più competitive le imprese;
🏠 riqualificare energeticamente le case popolari e rafforzare gli incentivi per le pompe di calore;
🚌 potenziare il trasporto pubblico a basse emissioni e sviluppare reti elettriche, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica;
🏭 semplificare le autorizzazioni per gli investimenti sostenibili, garantendo tempi certi senza cancellare i controlli ambientali;
💼 riportare al centro la qualità del lavoro attraverso salario minimo, lotta ai contratti pirata, riduzione della precarietà e rafforzamento della contrattazione collettiva;
🎓 investire nella formazione permanente, negli istituti tecnici, nelle università e nella ricerca, accompagnando lavoratori e imprese nei cambiamenti prodotti dall’intelligenza artificiale;
🌍 sostenere il Mezzogiorno e le aree interne con servizi, infrastrutture, scuole, sanità e nuove opportunità di lavoro.
La crescita economica non può essere misurata soltanto con il PIL. Se aumentano il lavoro povero, la precarietà e le disuguaglianze, il Paese non sta davvero crescendo.
La competitività fondata sui bassi salari produce poca innovazione, scarsa produttività e spinge tanti giovani ad andarsene. L’alternativa è un modello capace di unire innovazione e giustizia sociale, sostenibilità e sviluppo, competitività e lavoro dignitoso.
La vera scelta non è tra Italia ed Europa, ma tra un’Italia isolata, più debole e dipendente e un’Italia protagonista di un’Europa più forte, democratica e solidale.
Non bastano gli slogan sovranisti. Servono investimenti, lavoro di qualità e il coraggio di costruire insieme il futuro.

05/09/2026

La cura non è un optional

05/09/2026
02/09/2026

TANTISSIMI AUGURI DI BUON COMPLEANNO ALLA COMPAGNA CHIARA BRAGA!

29/08/2026

Francia 2027:

🇫🇷 FRANCIA 2027: GLUCKSMANN SI PREPARA ALLA SFIDA. MA COSA DICONO LE ELEZIONI PRECEDENTI?Raphaël Glucksmann, leader di P...
29/08/2026

🇫🇷 FRANCIA 2027: GLUCKSMANN SI PREPARA ALLA SFIDA. MA COSA DICONO LE ELEZIONI PRECEDENTI?

Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique ed eurodeputato dell'area progressista, si prepara alla corsa verso l'Eliseo. Prima della candidatura definitiva, però, la partita decisiva sarà quella per costruire una proposta capace di riunire una parte significativa della sinistra francese.
Ed è interessante confrontare questa prospettiva con le elezioni precedenti.
Alle europee del 2024, la lista PS–Place Publique guidata da Glucksmann ottenne circa il 13,8%, praticamente raggiungendo la lista macronista e riportando i socialisti francesi su livelli che non vedevano da tempo.
Il confronto con le presidenziali racconta bene la profondità della crisi precedente: nel 2022, la candidata socialista Anne Hidalgo si fermò ad appena l'1,75% al primo turno.
Numeri diversi e consultazioni non direttamente sovrapponibili, ma il segnale politico è evidente: uno spazio per una sinistra europeista, sociale e democratica esiste ancora.
La vera questione per il 2027 sarà capire se Glucksmann riuscirà a trasformare quel risultato europeo in un consenso presidenziale più ampio, dialogando con le altre anime della sinistra senza rinunciare alla propria identità.
Di fronte alla forza del Rassemblement National, la sfida non può essere soltanto "contro" l'estrema destra.
Deve essere soprattutto per qualcosa: più giustizia sociale, difesa della democrazia, Europa, lavoro, servizi pubblici e riduzione delle disuguaglianze.
🇫🇷 Dal 1,75% socialista delle presidenziali 2022 al 13,8% della lista Glucksmann nel 2024: non è ancora una strada verso l'Eliseo, ma dimostra che ricostruire è possibile.
E forse è una lezione che vale anche oltre i confini francesi.

Enzo Cresta.

(immagine: Raphaël Glucksmann)

🔴 PRIMARIE NEL CENTROSINISTRA: IL DIBATTITO È APERTO! Nel Partito Democratico torna al centro il tema delle primarie in ...
28/08/2026

🔴 PRIMARIE NEL CENTROSINISTRA: IL DIBATTITO È APERTO!

Nel Partito Democratico torna al centro il tema delle primarie in vista delle elezioni politiche del 2027.
Secondo quanto riportato dalla stampa, Elly Schlein ritiene prematuro aprire ora la discussione: prima occorre capire quale sarà la legge elettorale e costruire un’alternativa credibile al governo Meloni.
Ma dentro il PD le posizioni non sono tutte uguali.
Una parte del partito propone il principio “un iscritto, un voto”, affidando quindi la scelta principalmente agli iscritti. Altri, soprattutto nell’area riformista, chiedono invece primarie aperte anche agli elettori e ai simpatizzanti, per coinvolgere una platea più ampia.
Ed è proprio questo il punto politico più interessante.
Le primarie non dovrebbero essere soltanto uno strumento per decidere chi sarà il candidato, ma anche un'occasione per discutere quale centrosinistra, quale coalizione e soprattutto quale programma presentare al Paese.
Perché scegliere prima il nome e discutere dopo il progetto rischia di capovolgere le priorità.
Prima vengono le idee: sanità pubblica, lavoro e salari, casa, scuola, pensioni, ambiente, diritti, sicurezza sociale e politica industriale.
Poi vengono le alleanze.
E infine viene il candidato o la candidata capace di rappresentarle.
Primarie sì, dunque. Ma aperte, partecipate e soprattutto fondate su un confronto vero sui programmi.
Per ba***re la destra non basta scegliere chi corre.
Bisogna prima sapere dove vogliamo andare.

Enzo Cresta.

(immagine: Elly Schlein)

28/08/2026

Primarie: Emanuele Felice!

PRIMARIE SÌ O PRIMARIE NO? IL VERO NODO È COME SI COSTRUISCE L’ALTERNATIVA! Su Domani, Emanuele Felice sostiene una tesi...
28/08/2026

PRIMARIE SÌ O PRIMARIE NO? IL VERO NODO È COME SI COSTRUISCE L’ALTERNATIVA!

Su Domani, Emanuele Felice sostiene una tesi netta: le primarie del centrosinistra sarebbero un errore, perché rischierebbero di dividere la coalizione ancora prima della sfida elettorale.
Il ragionamento è interessante e merita un confronto.
Secondo Felice, una competizione tra Elly Schlein, Giuseppe Conte e un eventuale candidato centrista potrebbe lasciare inevitabilmente degli sconfitti e rendere più difficile, il giorno dopo, ricomporre tutto l’elettorato.
C’è poi un secondo argomento: in una coalizione composta da più partiti, potrebbero essere direttamente le elezioni a stabilire i rapporti di forza. Ogni partito si presenta con la propria identità e il proprio programma; dopo il voto, numeri e seggi determinano gli equilibri della coalizione.
Infine, Felice propone di spostare l’attenzione dal “chi sarà il candidato?” al “che cosa vogliamo fare?”: beni e servizi pubblici, lotta alle disuguaglianze, ambiente, sviluppo economico, diritti, demografia e un’Europa più forte e unita.
È un’impostazione che pone una domanda più generale.
Le primarie dividono davvero oppure, se organizzate bene, possono dare partecipazione, legittimazione e forza a una candidatura comune?
Perché esiste anche l’argomento opposto: scegliere il candidato senza un confronto aperto potrebbe trasformare la decisione in un accordo tra gruppi dirigenti, lasciando agli elettori soltanto il compito di ratificarla.
Forse il problema, allora, non è semplicemente primarie sì o primarie no.
Il punto è l’ordine delle cose.
Prima costruire un progetto comune, indicare poche priorità chiare e spiegare quale alternativa di governo si vuole offrire al Paese. Poi scegliere il metodo migliore per individuare chi dovrà rappresentarla.
Altrimenti si rischiano due errori uguali e contrari: discutere per mesi soltanto dei nomi oppure decidere il nome senza coinvolgere chi poi dovrebbe sostenerlo.
Prima il progetto o prima il candidato?
Il dibattito è aperto.

Enzo Cresta.

(immagine: Emanuele Felice)

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Via Varesina, 1
Como
22100

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