08/08/2026
Fondi PNRR, non c’è solo la scuola «Seveso»: altri progetti conversanesi fuori dal target europeo.
Il Gruppo Territoriale 5 Stelle Conversano-Rutigliano vuole ancora una volta tornare sui fondi del PNRR e sulle responsabilità in merito ai gravi ritardi che hanno comportato il fallimento di quasi tutti gli obiettivi per il Comune di Conversano.
Due decreti del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, datati 24 e 31 luglio 2026 (questi i link: https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-31-luglio-2026 - https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-24-luglio-2026 ) e regolarmente pubblicati, certificano che i ritardi già riscontrati per la vicenda della scuola «A. Seveso» non sono un caso isolato. Altri quattro interventi che riguardano il Comune di Conversano sono stati esclusi dal concorso al target europeo del 30 giugno 2026, perché non ne era prevista l’ultimazione entro quella data. La causa è sempre la stessa: partenze in ritardo e cronoprogrammi non rispettati.
E non si tratta di opere marginali. Negli elenchi allegati ai due decreti figurano il recupero dell’ex Chiesa di San Giuseppe (2.000.000 di euro), l’adeguamento del campo sportivo «Peppino Lorusso» (1.500.000 euro), la riqualificazione di Piazza Aldo Moro (660.000 euro) e il grande progetto di rigenerazione «Sistema Urbano dei Parchi» (4.320.000 euro): in tutto oltre 8,4 milioni di euro di finanziamenti pubblici per opere che dovevano essere completate entro il 30 giugno 2026. Chiunque può verificarlo: i codici di quei progetti sono elencati chiaramente negli allegati ai decreti.
Per questi quattro interventi, va detto con onestà, è andata bene. Essendo finanziati su linee di competenza del Ministero dell’Interno, che dispone di risorse proprie, non sono stati revocati: restano finanziati e dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2027. È stata, però, una fortuna, non un merito di chi ha amministrato. Perché la differenza tra salvare un’opera e perderla, in questa storia, non è dipesa dalla buona gestione, ma soltanto da quale Ministero teneva i cordoni della borsa più o meno aperti.
Lo dimostra proprio la scuola «A. Seveso». Quel finanziamento da 1.440.000 euro fa capo al Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha messo nero su bianco di «non disporre di risorse aggiuntive oltre a quelle PNRR». Lì non c’è nessun paracadute: il costo dell’opera ricadrà interamente sul Comune, e quindi sulle tasche dei cittadini. Se anche gli oltre 8,4 milioni di euro degli altri progetti avessero avuto la stessa sorte, oggi non parleremmo di un danno: parleremmo di bancarotta.
Vogliamo essere chiari, perché la chiarezza è un dovere verso chi ha lavorato con onestà nonostante le difficoltà. Questi ritardi non sono imputabili ai pochi mesi di commissariamento, né, tantomeno, ai funzionari e ai tecnici comunali, ai quali va anzi tutta la nostra solidarietà per l’impegno con cui si sono spesi in condizioni difficili. Così come va dato atto al Commissario, che ha tentato di salvare questi progetti presentando istanze in tutte le sedi opportune, tanto da salvare almeno i progetti con amministrazione titolare il Ministero dell’Interno. Le responsabilità sono tutte politiche, e maturano interamente in seno alla precedente amministrazione, in continuità con l’attuale. Se solo si vede la distanza tra la Determinazione n. 83 del 31/01/2025, con la quale si è proceduto all’aggiudicazione dei lavori e la Determinazione n.1605 del 17/11/2025 con cui sono stati affidati i lavori di demolizione su fondi comunali, poiché non prevista nel progetto PNRR, diventa evidente come la carenza di programmazione politica ha rallentato il lavoro degli Uffici preposti.
Tutti questi interventi sono partiti in ritardo, pur sapendo benissimo che le scadenze del PNRR erano inderogabili e che le opere non sarebbero mai state completate in tempo. Si è proceduto ugualmente, confidando forse in una proroga dei termini o nell’arrivo di altri fondi. È un modo di amministrare che ha il sapore del gioco d’azzardo. Peccato che al tavolo non ci fossero i soldi di chi giocava, ma quelli dei cittadini conversanesi: per la «Seveso» l’azzardo è stato perso, e a pagare saremo molto probabilmente tutti noi cittadini.
E il conto, per le famiglie, si allunga proprio in questi giorni: all’onere che il Comune dovrà sostenere per la scuola «Seveso» si aggiunge l’aggravante dell’ennesimo aumento della TARI, deliberato appena pochi giorni fa. Ai conversanesi si chiede, ancora una volta, di pagare per gli errori di una gestione senza programmazione. Il Gruppo Territoriale 5 Stelle Conversano-Rutigliano, nel suo ruolo di opposizione esterna al Consiglio Comunale, chiede all’Amministrazione guidata da Giuseppe Lovascio di riferire pubblicamente e senza reticenze sullo stato di ciascuno dei progetti PNRR e sulle responsabilità dei ritardi accumulati. Continueremo a chiederlo, con i documenti alla mano, fino all’ultima risposta dovuta.