13/03/2026
Per anni l’ATC CS3 è stato criticato per una scelta che oggi appare semplicemente… lungimirante: adottare Xcaccia per organizzare e gestire la caccia e la selezione al cinghiale.
All’epoca qualcuno gridava allo scandalo, qualcuno storceva il naso, qualcuno preferiva restare comodo nei vecchi sistemi. Oggi però la Regione Calabria ha stabilito che l’utilizzo di Xcaccia diventa obbligatorio per la gestione del cinghiale, con un obiettivo chiaro: avere dati certi, immediati e soprattutto reali.
In altre parole: ciò che l’ATC CS3 aveva capito prima degli altri, ora diventa la regola per tutti.
Forse è il momento di riconoscere che innovare significa anche esporsi alle critiche di chi è rimasto indietro. Perché mentre qualcuno costruiva un sistema digitale capace di garantire tracciabilità, trasparenza e rapidità nella gestione dei dati, altri continuavano a gestire la selezione con metodi che definire antiquati è quasi un complimento: gruppi WhatsApp improvvisati, fogli volanti, appunti scritti a penna.
E, diciamolo chiaramente, quella gestione approssimativa faceva anche comodo: meno trasparenza, meno controlli e più spazio per favorire gli amici degli amici e accaparrarsi qualche tessera in più per la propria associazione e per la propria sopravvivenza.
La gestione della fauna selvatica non può più permettersi improvvisazione, opacità o sistemi artigianali. Servono dati veri, procedure chiare e strumenti adeguati ai tempi.
L’ATC CS3 questo lo aveva capito prima.
Oggi lo dice anche la Regione.
A qualcuno toccherà aggiornarsi. E forse, per una volta, anche riconoscere i meriti di chi ha avuto il coraggio di andare avanti quando era più facile restare fermi.