Circolo PD Santa Caterina dello Ionio

Circolo PD Santa Caterina dello Ionio Casa per casa

Cronaca di una morte annunciata. Taj Mohammad Alamyar ha rotto il finestrino a testate. Ha salvato se stesso. Nessun alt...
03/06/2026

Cronaca di una morte annunciata.

Taj Mohammad Alamyar ha rotto il finestrino a testate. Ha salvato se stesso. Nessun altro, negli anni, ha trovato la forza, o la volontà, di rompere quel vetro dall'esterno.
Perché quello che è accaduto ad Amendolara non è nato il 2 giugno, è cresciuto lentamente, nell'indifferenza di tutti. Nella politica che approva leggi e poi non stanzia i fondi per applicarle, nelle istituzioni che convocano tavoli, scrivono relazioni, fotografano il problema e lo archiviano, nella società che compra fragole, arance, pomodori senza chiedersi mai a quale prezzo umano siano stati raccolti.
La legge contro il caporalato esiste dal 2016. In dieci anni non sono stati messi a disposizione trasporti pubblici per portare i braccianti nei campi senza consegnarli ai caporali, non sono stati aperti sportelli permanenti nelle loro lingue, non sono stati garantiti alloggi dignitosi, non sono stati intensificati i controlli sulle aziende che ogni stagione impiegano centinaia di lavoratori irregolari.
Lo spazio lasciato vuoto dallo Stato è stato occupato da chi sapeva come riempirlo e come sfruttarlo.
C'è una colpa diffusa, silenziosa, che non finisce mai sui giornali.
È la colpa di chi sa e guarda altrove, di chi vede i furgoni carichi all'alba e non si ferma a chiedersi. Di chi abita negli stessi condomini, negli stessi paesi, e non ha mai chiesto quante persone dormono in quelle stanze. Di chi ha beneficiato e beneficia di quel lavoro, direttamente o indirettamente sentendosi estraneo alla storia.
Taj porta le ustioni sulla pelle. Noi però portiamo qualcosa di meno visibile, ma non meno reale, cioè la comoda distanza da una tragedia che, in fondo, era annunciata. Che si ripete. Che continuerà a ripetersi finché una fragola costerà meno di un essere umano.
Hannah Arendt parlava di "banalità del male", eccolo, il male che si compie non per odio feroce, ma per indifferenza, per abitudine, per convenienza economica, per delega silenziosa. È forse qui che l'analogia più inquietante si nasconde. Non nei caporali che bloccano le portiere. Ma nella catena lunghissima di persone normali, imprenditori, consumatori, politici, vicini di casa, che hanno reso possibile quel sistema senza sporcarsi mai le mani visibilmente.
Amendolara non è Auschwitz. Ma entrambi ci ricordano fino a dove arriva l'umanità quando smette di vedere l'altro come essere umano.

Maria Antonietta ✍️🏼

01/06/2026

IL FARO - 8 ANNI AL FIANCO DEI CITTADINI

Cari cittadini ed amici, a otto anni dal nostro primo insediamento amministrativo, desideriamo condividere con voi un momento importante di confronto e partecipazione.
In tutto questo tempo, abbiamo affrontato sfide complesse, realizzato progetti, raggiunto obiettivi significativi e, soprattutto, lavorato ogni giorno con l'impegno di servire la nostra comunità.
Sarà una valida occasione per ripercorrere insieme questi otto anni di attività, ascoltare risultati, numeri, progetti e condividere riflessioni sul cammino intrapreso.

La vostra presenza sarà preziosa, perché ogni risultato raggiunto è stato possibile grazie al contributo, alla fiducia e alla partecipazione di tutti.

📅 VENERDÌ 12 GIUGNO 2026
🕒 ORE 19:00
📍 VIA LARGO DEGLI EROI - CENTRO STORICO DI SANTA CATERINA DELLO IONIO

Vi aspettiamo numerosi.

Oltre la parità: l’equità che nasce nei borghiParto da lei, da Maria Antonietta Coniglio, che alle recentissime elezioni...
27/05/2026

Oltre la parità: l’equità che nasce nei borghi

Parto da lei, da Maria Antonietta Coniglio, che alle recentissime elezioni comunali di Pazzano è diventata la prima sindaca della storia del piccolo centro della Vallata dello Stilaro. E proprio in questo lembo di Calabria si registra oggi un dato che appare quasi controcorrente rispetto al quadro regionale e nazionale, nella stessa vallata si distingue infatti anche la sindaca Grazia Zaffino, affiancata dalla sua vice Maria Antonietta Zurzolo, nel comune di Bivongi.
Viene allora da chiedersi se non sia proprio questo territorio, periferico solo geograficamente, a offrire una delle più autentiche lezioni di equilibrio istituzionale. Qui la parità non viene semplicemente evocata nei convegni o affidata agli slogan, viene esercitata. Parlano i fatti, parlano le responsabilità affidate, parlano le comunità che scelgono donne per guidare e amministrare.
In Calabria, del resto, la presenza femminile nella politica continua sì a crescere, ma resta ancora distante da una piena rappresentanza. Nel Consiglio regionale le donne occupano poco più di un quinto dei seggi, mentre nei comuni il numero delle sindache rimane esiguo e i ruoli apicali continuano a essere prevalentemente maschili. La doppia preferenza di genere ha certamente favorito un cambiamento culturale e politico, ma persistono ostacoli strutturali e retaggi sociali difficili da scardinare.
Eppure, il nodo della questione non riguarda soltanto le quote o le statistiche. Riguarda piuttosto la qualità dello spazio pubblico e il modo in cui il potere viene esercitato. Essere donna non significa possedere automaticamente capacità superiori, così come essere uomo non costituisce garanzia di leadership. La competenza non ha sesso. Ma investire sulle donne significa riconoscere prospettive differenti, sensibilità spesso maturate attraverso esperienze storicamente marginalizzate, capacità di mediazione e visioni meno verticali del comando.
Non è un caso che numerosi studi antropologici e sociologici abbiano evidenziato come il modello patriarcale abbia storicamente associato l’identità maschile all’affermazione, alla competizione e al predominio dello spazio pubblico. Dall’antropologia evoluzionista alle teorie sociali contemporanee, molti studiosi hanno osservato che il maschio, nelle società umane, è stato educato per secoli a costruire il proprio ruolo attraverso il riconoscimento sociale, il controllo e la conquista del potere. Pierre Bourdieu parlava di “dominio maschile” come di una struttura culturale sedimentata nei comportamenti collettivi; altre correnti, legate alla psicologia evolutiva, hanno invece sottolineato come la competizione tra uomini per status e prestigio abbia avuto un ruolo nella formazione delle gerarchie sociali. Ma ciò che per secoli è apparso “naturale” è spesso il risultato di modelli culturali tramandati, più che di un destino immutabile.
Ed è forse proprio qui che esperienze come quelle della Vallata dello Stilaro assumono un valore simbolico più profondo: dimostrano che la leadership può essere condivisa, plurale, cooperativa. Che il potere non perde forza quando si apre, ma acquista equilibrio.
Non la donna-vittima, dunque. Non la donna costretta a dimostrare il doppio per ottenere la metà. E nemmeno una sterile rincorsa alla parità intesa come semplice equivalenza numerica. Il traguardo autentico è l’equità: un principio più alto e più giusto, perché non pretende di rendere tutti uguali, ma di offrire a ciascuno le stesse possibilità di esprimere il proprio valore.
La parità conta i posti occupati, mentre l’equità crea le condizioni affinché quei posti possano essere raggiunti davvero, senza barriere invisibili, senza pregiudizi, senza concessioni paternalistiche.
E allora forse il futuro non sarà costruito dalla contrapposizione tra uomo e donna, ma dalla capacità di una società di riconoscere il merito ovunque esso si manifesti. Anche nei piccoli paesi, anche nei territori dimenticati, anche in una vallata calabrese che oggi, silenziosamente, sembra aver compreso prima di altri che la modernità non si proclama, si pratica.

Maria Antonietta De Fracesco
Segretaria circolo Pd Santa Caterina dello Ionio
Vicesegretaria Federazione Pd Catanzaro

 ...Per un Lavoro che non sia Catena, ma Libertà"La libertà è una lotta costante." Diceva così Angela Davis, questo per ...
01/05/2026

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Per un Lavoro che non sia Catena, ma Libertà

"La libertà è una lotta costante." Diceva così Angela Davis, questo per ricordare che il Primo Maggio non è solo una celebrazione, ma un atto di resistenza contro un sistema che divide per dominare. Finché il lavoro domestico e di cura resterà un fardello privato e invisibile, la vera uguaglianza sarà un miraggio riservato a poche.

Oggi, troppo spesso, la carriera di una donna si regge sul lavoro precario e sottopagato di un'altra donna, spesso migrante o razzializzata. Questo Primo Maggio è per chi rifiuta di riprodurre lo sfruttamento classista, per chi esige che il diritto alla vita e al tempo non sia un privilegio di poche, ma una conquista di tutte.

Vogliamo essere contro il lavoro che schiavizza e contro le imprese che prosperano sull'abuso. Non accettiamo la narrazione dell'ineluttabilità, le morti sul lavoro sono omicidi del capitale. Ogni vita spezzata è il risultato di un calcolo economico che ha preferito il risparmio sulla sicurezza al valore dell'esistenza umana. Dai campi alle fabbriche, la fatica non deve più essere sinonimo di morte.

Il nostro augurio va anche a chi oggi sottrae le proprie braccia e la propria intelligenza all'economia di guerra.

Buon Primo Maggio antifascista e anticolonialista. Un augurio di lotta a chi non si piega, a chi esige il pane ma non rinuncia alle rose, e a chi combatte affinché nessuno, in nessun angolo del mondo, debba più essere sfruttato.
Nessuna è libera finché non lo siamo tutte.

Avevamo vent'anni e oltre il ponteoltre il ponte che è in mano nemicavedevamo l'altra riva, la vitatutto il bene del mon...
25/04/2026

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte che è in mano nemica
vedevamo l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte

tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore

Italo Calvino
✊🏼

24/04/2026

MESSAGGIO DI CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DELLA GIOVANE ANNA DEMOCRITO E I SUOI FIGLI NELLA TRAGEDIA DI CATANZARO 🏴⚜️🌹

🍕 Pizza e politicaUna serata insieme al gruppo del Partito Democratico per confrontarci, proporre nuove idee, organizzar...
17/04/2026

🍕 Pizza e politica
Una serata insieme al gruppo del Partito Democratico per confrontarci, proporre nuove idee, organizzare eventi e fare analisi sul presente e sul futuro della nostra comunità.
Un momento per ricordare da dove veniamo, ma soprattutto per programmare ciò che vogliamo costruire.
Il Partito Democratico di Santa Caterina c’è...
dinamico, attivo e pronto a mettersi in gioco.

Non lavoriamo solo a ridosso delle scadenze elettorali, il nostro impegno è costante, sempre con lo stesso spirito di partecipazione e responsabilità.

La politica, quella seria, si fonda sul confronto e sul rispetto delle istituzioni.La critica all'operato di un'amminist...
16/04/2026

La politica, quella seria, si fonda sul confronto e sul rispetto delle istituzioni.
La critica all'operato di un'amministrazione è non solo legittima, ma necessaria, è il ruolo naturale delle opposizioni contribuire al bilanciamento delle scelte amministrative nell'interesse del bene comune.
Ben altro, però, è il ricorso sistematico alla mistificazione dei fatti e alla strumentalizzazione di vicende che riguardano il territorio.
Questo non è esercizio democratico, è un comportamento irresponsabile che danneggia l’intera comunità.
A tali pratiche fa bene l'amministrazione di Francesco Severino a rispondere con fermezza, trasparenza e senso delle istituzioni, continuando a operare nell'esclusivo interesse dei cittadini e della tutela dell'immagine del nostro territorio.

01/04/2026

UN ALTRO IMPORTANTE TRAGUARDO PER IL NOSTRO COMUNE: 120.000€ PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRADE DI ACCESSO AL MARE

Il dato è chiaro, netto, senza possibilità di interpretazioni: anche a Santa Caterina dello Ionio il NO vince, e vince b...
23/03/2026

Il dato è chiaro, netto, senza possibilità di interpretazioni: anche a Santa Caterina dello Ionio il NO vince, e vince bene.
Con 820 votanti su 1532 (53,52% di affluenza), i voti validi parlano da soli:
NO: 468 (57,8%)
SÌ: 341 (42,2%)
Una vittoria larga, costruita giorno dopo giorno, parola dopo parola. Non nei palazzi, ma tra la gente.
Non è stata una campagna semplice. Anzi. È stata una campagna dura, segnata da semplificazioni e da un racconto spesso lontano dalla realtà. Eppure, davanti a tutto questo, tanti cittadini hanno scelto di fermarsi, informarsi, capire. Hanno rifiutato gli slogan e hanno esercitato fino in fondo il loro diritto di scegliere.
Ma questo risultato ha anche radici molto concrete.
Il circolo del Partito Democratico, a Santa Caterina dello Ionio, si è riunito, ha discusso, ha studiato e ha costruito con serietà le strategie più efficaci per arrivare ai cittadini con un messaggio chiaro, comprensibile e fondato sui contenuti. Non improvvisazione, ma lavoro organizzato. Non propaganda, ma confronto.
Da lì è partito un impegno capillare, un lavoro paziente, fatto di ascolto e di spiegazione, che ha permesso a tante persone di orientarsi e scegliere in modo consapevole.
Ed è qui che sta il punto, quando si toccano temi fondamentali come la Costituzione e l'equilibrio dei poteri, gli italiani sanno riconoscere ciò che conta davvero. E rispondono.
Questa non è solo una vittoria del NO.
È la dimostrazione che una partecipazione consapevole può ancora ba***re la superficialità.
Che il confronto serio può ancora prevalere.
Che l’impegno civico, quando è autentico, fa la differenza.
E soprattutto è un segnale, quando la posta in gioco è alta, questo Paese sa ancora alzarsi in piedi e decidere.

Indirizzo

Via Nazionale Santa Caterina Dello Ionio
Davoli
88060

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