20/06/2026
EBOLI: L’IMPLOSIONE DELLA MAGGIORANZA CONTE E IL FALLIMENTO DI UNA GESTIONE NATA SENZA VISIONE
La crisi della maggioranza che sostiene il Sindaco Conte, trascinatasi fin dal primo giorno tra il silenzio e l'immobilismo, è implosa ieri sera in Consiglio Comunale. La città di Eboli, attonita e ormai estranea alle logiche di palazzo, ha dovuto assistere impotente ai contorcimenti di una coalizione vittima delle sue stesse contraddizioni: una gestione nata e cresciuta attorno alla spartizione degli equilibri di potere, che ha costantemente sacrificato ogni visione politica sull’altare delle beghe intestine.
Questa implosione si è consumata sul documento contabile più importante, il rendiconto 2025: un atto che certifica lo stato di profonda difficoltà finanziaria dell’Ente e che porta con sé il peso di un ritardo di 50 giorni, già oggetto di formale diffida da parte della Prefettura. Non siamo di fronte a un imprevisto tecnico, ma alla dimostrazione plastica di una totale incapacità di programmare. Il Comune è rimasto paralizzato non per un caso fortuito, ma perché questa amministrazione non ha mai avuto la capacità di compiere scelte politiche strategiche, limitandosi a galleggiare tra un rimpasto e l’altro.
Il Sindaco Conte, nel tentativo di arginare il naufragio, ha invocato un "programma di fine mandato" per arrivare a fine legislatura. Noi riteniamo tale richiesta tardiva ed irricevibile. È tardiva perché un atto di apertura avrebbe avuto senso fin dal primo giorno, quando era evidente a tutti che la maggioranza era priva della forza e della visione necessarie per governare. Ed è irricevibile perché è politicamente inaccettabile chiedere ora sostegno per atti strategici come il P.U.C., il P.A.D., il P.R.I.U.S. o le opere pubbliche, dopo aver preteso per anni, con ostinata presunzione, di governare in solitaria, escludendo sistematicamente ogni confronto politico reale. La condivisione non può essere invocata solo nel momento in cui ci si accorge di essere sull'orlo del baratro.
La gravità istituzionale di questa fase non risiede nell'esercizio della democrazia consiliare, ma nell'irresponsabilità politica di chi ha tenuto Eboli in ostaggio pur non avendo più una maggioranza coesa. Governare non significa galleggiare aspettando la fine del mandato; significa avere una linea politica coerente, elemento che è mancato sin dal primo giorno. I tatticismi di palazzo e le revoche assessoriali non nascondono il cuore del problema: questa esperienza amministrativa ha fallito perché non ha mai avuto un progetto di progresso per la città.
Il Sindaco ha il dovere di dire se ha i numeri in Consiglio Comunale per continuare a governare. In assenza di tale primaria condizione, deve avere il coraggio politico di trarne le dovute conclusioni, con tutte le conseguenze che ricadranno, ancora una volta, sulla città.