28/04/2026
Era il 1969 e la nuova Fonte Bonifacio VIII, firmata dal maestro Luigi Moretti, iniziava ufficialmente il suo percorso, segnando una svolta decisiva per l’identità architettonica di Fiuggi.
Gli anni precedenti, dal 1965 al 1968, furono fondamentali: un periodo di intensa progettazione e di cantiere in cui prese forma un’idea allora audace, quasi futurista. Moretti non si limitò a disegnare un edificio, ma concepì un organismo architettonico complesso, capace di dialogare con lo spazio, con il paesaggio e soprattutto con le persone.
Osservando questa immagine ( G.C. arch. Felice D'Amico) si coglie immediatamente quella rara qualità che distingue le grandi opere: la perfetta convivenza tra forma e funzione. Le linee sinuose, le scale scenografiche, i volumi curvi non sono esercizi stilistici, ma strumenti pensati per accompagnare il flusso dei visitatori, per accogliere, per orientare.
La Fonte Bonifacio VIII appare così come un luogo vivo, dove l’architettura non sovrasta l’uomo ma lo guida, lo invita a sostare, a incontrarsi. Un esempio straordinario di modernità consapevole, in cui il linguaggio architettonico si integra perfettamente con la funzione per cui è stato ideato.
Un frammento di storia che racconta non solo un edificio, ma una visione.
Ci auspichiamo che si faccia ancora molto per far continuare a vivere questa visione.