06/09/2026
Buongiorno.
Ieri Elly Schlein ha parlato a l’Altra Cernobbio mentre Giuseppe Conte è intervenuto alla Festa dell’Unità a Bologna.
Il manifesto fa un ottimo reseconto dei due interventi e a me pare che dalle parole di Elly Schlein e Giuseppe Conte cominci finalmente a prendere forma un possibile programma comune delle opposizioni.
Senza unità si perde, come è avvenuto nel nel 2022. Ma sommare sigle e percentuali non basta né a vincere né a governare. Il campo progressista deve dire agli italiani non soltanto contro chi si batte, ma per quale idea di Paese. È un’idea condivisa da Conte e Elly Schlein.
La prima scelta riguarda le priorità. Portare la sanità pubblica almeno al 7 per cento del PIL -ha detto Elly Schlein- e respingere la corsa verso il 5 per cento destinato al riarmo difesa e sicurezza significa scegliere tra due modelli di società.
Da una parte medici, infermieri, prevenzione e diritto alla cura; dall’altra nuovi arsenali e profitti per l’industria delle armi. Una vera difesa comune europea può avere un senso, ma ventisette riarmi nazionali producono sprechi e ritorni alle chiusure nazionaliste lasciando l’Europa senza una politica estera e una voce autonoma per la pace.
Su questi temi le opposizioni convergono e insieme PD, M5stelle e AVS hanno approvato mozioni in Parlamento.
“Nel momento in cui ci insedieremo riconosceremo lo Stato della Palestina e adotteremo sanzioni economiche contro Israele” ha detto il leader del M5stelle. E sull’Ucraina dobbiamo trovare un punto comune perché non possiamo consentire che Europa sia afona e che ci adattiamo ad una economia di guerra”.
Serve la stessa chiarezza sul lavoro: salario minimo, riduzione dell’orario a parità di salario, lotta alla precarietà e una nuova politica industriale sono ora temi prioritari per tutta l’opposizione.
Anche la sinistra deve riconoscere di avere creduto troppo a lungo che il mercato distribuisse da solo il benessere. Una linea che ha prodotto il disastro di ricchezza concentrata, salari poveri, servizi pubblici indeboliti e interi territori lasciati indietro.
Schlein ha detto che “bisogna avere il coraggio dell’alternativa, non piccoli ritocchi al sistema economico che ci ha portato fin qui, ma proporne un altro risorse liberismo”.
“Serve una visione d’insieme capace di tenere giustizia sociale, giustizia climatica, pace e democrazia” ha aggiunto.
La conversione ecologica fa parte di questa battaglia. Non è un lusso per benestanti né un sacrificio da scaricare sui lavoratori. Vuol dire bollette più basse, case meno energivore, innovazione e nuova occupazione. Ridurre la dipendenza da petrolio e gas significa essere meno ricattabili e togliere alimento a guerre e regimi autoritari. Ambiente, lavoro e pace non sono temi separati.
A mio avviso, questa discussione non può restare chiusa nelle segreterie dei partiti. Deve coinvolgere lavoratori, associazioni, amministratori, movimenti e soprattutto i milioni di cittadini che non votano più perché non si sentono rappresentati.
Le primarie possono essere una grande occasione di partecipazione. Io le considero necessarie, come sostiene anche Conte, ma devono ve**re dopo un serio confronto sul programma. Non una gara tra ambizioni personali, dunque, ma una scelta democratica tra posizioni chiare. Chi vince guida la coalizione e ha l’obbligo della sintesi; gli altri si impegnano lealmente a sostenerla. Così si superano i veti e si vincolano tutti alle decisioni assunte davanti agli elettori.
La destra spera che continuiamo a dividerci sui nomi. Per batterla non serve imitarla né costruire un accordo dell’ultimo minuto. Serve un’alternativa netta che tenga insieme sanità, lavoro, giustizia sociale, conversione ecologica, pace e democrazia.
Se questo sarà il terreno, il campo largo potrà diventare una alternativa fondata sulla Costituzione e ba***re la destra tornando a parlare alla vita concreta delle persone.