09/06/2026
IMMAGINA UN’AGORA’ VERDE
Immagina un’Agorà che non nasce dal marmo, ma dalla terra che resta tra le mani.
Un proscenio fatto di sassi e corteccia ancora viva che profuma di resina. I gradoni non sono scolpiti: sono bancali riciclati, accatastati con cura imperfetta, uno spazio vivo, per dibattiti e drammatizzazioni, tra i fiori e piante che la fanno da padroni.
Accanto, un muro che parla.
Il suo intonaco scortecciato non è muto: porta disegni degli studenti, segni sovrapposti, linguaggi che si rispondono da un indirizzo all’altro. Una classe contro l’altra, forse all’inizio. Poi insieme. Il muro diventa una
pagina viva, un archivio di gesti e di idee, uno spazio per comunicare.
E sopra tutto questo, un gesto semplice: immagina di metterti un cappello come De Bono.
Non per diventare qualcun altro, ma per cambiare sguardo. Un cappello alla volta: pensiero laterale, pensiero divergente, pensiero che sbaglia strada apposta per vedere cosa c’è oltre il muro.
E lì succede qualcosa di essenziale: non c’è più “un’idea giusta”, ma molte idee che respirano insieme, una forma di intelligenza collettiva che nasce dallo stare tutti insieme ad arricchirci con le nostre differenze.
La diversità non come slogan, ma come ciò che rende possibile costruire.
Sassi, corteccia, bancali, segni di studenti, voci del muro, pensiero divergente, dibattiti, drammatizzazioni.
Un’agorà che non insegna a pensare uguale, ma a pensare accanto.
E a delimitare simbolicamente questo spazio c’è una grande cornice vuota che si affaccia sull’Agorà. Non racchiude un’immagine già definita, ma invita a crearla. È una finestra sul presente e sul futuro, un elemento che incornicia idee, incontri, dibattiti e rappresentazioni. Chi la attraversa o vi guarda attraverso diventa parte dell’opera stessa: studenti, docenti e comunità scolastica sono il quadro in continua trasformazione. La cornice non serve a chiudere uno spazio, ma a valorizzarlo, ricordando che l’Agorà è un luogo aperto dove ogni voce contribuisce a costruire il paesaggio umano e culturale che la anima.
Un ringraziamento speciale alla Dirigente Scolastica e alla Prof.ssa Testa Coordinatrice del sostegno, per la guida, la disponibilità e la passione con cui hanno accompagnato il percorso.