27/05/2026
𝗜𝗻 𝗱𝗮𝘁𝗮 𝟯 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗮𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗲𝘅-𝗦𝗮𝗳𝗼𝘀𝗮.
Le ragioni erano varie: le risposte contraddittorie del Sindaco durante il Consiglio Comunale di dicembre 2025, le voci che circolavano in paese su possibili modifiche di destinazione d'uso dell’area e l’apertura di procedura di variante al PGT - Piano di Governo del Territorio - che costerà ai cittadini circa € 120.000 (perché proprio adesso che continuano a dire che mancano le risorse, dov'è l'urgenza?) e che consente di modificare le destinazioni d’uso dei terreni nel comune, tra cui anche quella ove insiste l’area ex-Safosa. Abbiamo ottenuto risposta alla nostra interrogazione in data 22/05/2026.
𝗟𝗮 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗩𝗶𝘃𝗶 𝗚𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘁 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗲𝘅-𝗦𝗮𝗳𝗼𝘀𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗳𝘂𝗼𝗿𝘃𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗶ù 𝗻𝗲𝗯𝘂𝗹𝗼𝘀𝗮, in difetto di risposte concrete.
Leggendo la risposta all'interrogazione si chiariscono però molte cose:https://www.insiemepergaggiano.it/web/wp-content/uploads/2026/05/safosa_risposta_interrogazione_5.2026.pdf
Vogliamo essere chiari: 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗡𝗢𝗡 è 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼, triste eredità di decisioni prese negli anni '70.
Abbiamo sempre dichiarato che quella era l'unica proposta sul tavolo da parte dei proprietari dell’area, che vantavano diritti garantiti dalla legge e dalla conformità della proposta al PGT.
La precedente Amministrazione guidata da Insieme per Gaggiano ha quindi governato le richieste 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁à 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝗿𝗲𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗱 𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗱 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝘀𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗮𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗚𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝗻𝗶𝗼.
Fuorviante è l’affermazione sugli oneri di urbanizzazione pari a 6 milioni: si è semplicemente imposto al privato di costruire lo scavalcamento sul Naviglio che ha un costo molto più elevato.
La liceità dell’operato della precedente Amministrazione è confermata dal fatto che nonostante l’attuale maggioranza abbia incaricato un legale al fine di valutare la legittimità degli atti amministrativi e della convenzione non ha ravvisato profili di illegittimità tant’è che alcuna impugnazione è stata proposta.
Secondo Vivi Gaggiano invece l'Amministrazione precedente avrebbe "dovuto guidare una trasformazione coerente con l'identità di Gaggiano" aggiungendo che la loro visione era quella di “prevedere edilizia residenziale, medie strutture di vendita e spazi pubblici": in un'area così grande tutto questo avrebbe mantenuto "l'identità di Gaggiano"? O avrebbe semplicemente raddoppiato le dimensioni del nostro paese alla faccia della tanto decantata identità, creando ovvie problematiche per la sostenibilità dei servizi e di traffico?
Inoltre, 𝗩𝗶𝘃𝗶 𝗚𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝘂𝗻'𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗲𝘃𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲.
Nel loro post si prosegue con: "pur immaginandoci per Gaggiano un grande polmone verde"...quando e come? Poco prima si fa riferimento a un’area residenziale e poi si fa riferimento a un fantasioso polmone verde che non sarebbe monetizzabile e pertanto evidentemente non tra gli interessi della multinazionale proprietaria dell'area.
Vogliamo tornare alle assurdità sentite già in campagna elettorale? Non ci pare il caso.
𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗴𝗴𝗶. 𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁à è 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 è 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶ù 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲.
Perché in questa comunicazione di Vivi Gaggiano uscita il 25 maggio, il Sindaco non sente la necessità di informare la cittadinanza delle novità emerse grazie alla nostra interrogazione? Davvero crede, come detto in Consiglio, che "qualsiasi cosa è meglio" di un centro logistico? Anche un Data Center, con tutto quello che si sente rispetto a inquinamento e danni ambientali?
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 è 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮. Vivi Gaggiano ha tanto decantato la trasparenza, eleggendola a proprio vessillo di amministrazione: tuttavia i cittadini oggi sanno cosa accade a Gaggiano anche perché noi come opposizione stiamo continuamente facendo informazione.
All'epoca, sui banchi dell'opposizione sedevano l'attuale Sindaco e l'Assessore esterno al Bilancio (mentre uno era in maggioranza anche allora!) non hanno ritenuto la questione Ex-Safosa un qualcosa su cui fare una battaglia politica, poiché per loro l'unico problema, dichiarato nei consigli comunali, era “la sfida” di governare la questione dal punto di vista del traffico. Perché?
Perché la loro opposizione è stata sostanzialmente inesistente, mentre oggi che amministrano continuano a scaricare le colpe sulla Giunta precedente e a mancare di quella stessa trasparenza che tanto decantano.
Dalla risposta all’interrogazione però ora sappiamo che 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁à 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗣𝗚𝗧, cioè:
• di includere tra le destinazioni ammissibili per la categoria "produttiva" anche l'uso a "data center" e, soprattutto, anche per quelle già oggetto di pianificazione attuativa (cioè la loro). Tradotto: la possibilità per i proprietari dell’area di destinarla anche a data center
• che venga introdotta una specifica disciplina riguardo l'altezza delle costruzioni destinate a data center, prevedendo l'esclusione degli impianti tecnologici dal computo delle altezze massime e di concordare limiti di altezze specifici in base alle esigenze.
Tradotto: gli impianti tecnologici potrebbero essere più alti delle altezze massime stabilite oggi nel PGT e nei progetti già approvati.
Vogliamo chiarire: questo non significa che l'Amministrazione accetterà le richieste dei proprietari dell'area, ma non lo vogliamo dare per scontato e pertanto 𝗿𝗶𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗼 𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝘀ì 𝗮𝘃𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶.
Abbiamo inoltre chiesto se ci fossero richieste di trasformazione dell'area da produttiva a residenziale e la risposta è stata un secco no. Ne discende che, come già detto, i proprietari dell’area non sono mai stati, e non lo sono tutt’ora, interessati a creare un'area residenziale in quel lotto: quanto detto dal Sindaco e da Vivi Gaggiano su una possibilità residenziale dell’area è dunque vuota propaganda, difettando l’interesse del proprietario in tal senso. Un polmone verde al limitare dell'abitato sarebbe stato un sogno per tutti noi, ma la realtà va guardata in faccia, affrontata e gestita nel migliore dei modi nel momento in cui gli eventi accadono e con la serietà degli atti alle mani, non con vacue speculazioni.
𝗢𝗿𝗮 𝗰𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 “𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶” 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗺𝗽𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲: consumo di energia, inquinamento luminoso, rumore di fondo continuo, sfruttamento e inquinamento della falda acquifera.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗻𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗡𝗢𝗡 è 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼.
Non abbiamo la pretesa di avere delle risposte facili e belle pronte all’uso, ma l’umiltà, la serietà e il rispetto verso chi ci ha preceduti e verso i nostri concittadini ci impone di informare e confrontarci assieme.