27/02/2026
Meno di 10 giorni fa, Giulia Bongiorno si è fatta braccio armato del suo partito e ha fatto saltare la legge sul consenso libero e attuale formulata con un accordo trasversale fra maggioranza e opposizione, per sostituirla con un DDL che obbligherebbe le vittime di violenza sessuale a provare di aver “dissentito”. Per questo il 28 febbraio saremo a Roma, in piazza, accanto ai centri antiviolenza e alle associazioni femministe che in questi mesi hanno rimesso al centro del dibattito pubblico una verità semplice e non negoziabile: senza consenso è sempre violenza.
La mobilitazione nasce da una preoccupazione profonda e condivisa. Il DDL Bongiorno non rappresenta un avanzamento nella tutela delle donne e di tutte le persone che subiscono abusi sessuali, ma un arretramento culturale e giuridico rispetto al percorso costruito in trent’anni di battaglie, dentro e fuori le istituzioni, a partire dalla storica riforma del 1996, con cui lo stupro diventava reato contro la persona e non più contro la morale. La proposta di Bongiorno mette in discussione la centralità dell’autodeterminazione femminile, indebolisce l’impianto della Convenzione di Istanbul e ignora il sapere e l’esperienza dei centri antiviolenza, che sono il presidio più prossimo che il nostro Paese ha costruito contro la violenza maschile sulle donne. É un passo indietro su tutti i fronti.
Scendiamo in piazza perché sappiamo che la libertà delle donne non è mai acquisita per sempre. Scendiamo in piazza perché il consenso non è una formula giuridica astratta, ma il cuore della dignità e dell’inviolabilità dei nostri corpi. Scendiamo in piazza perché ogni passo indietro sui diritti delle donne è un passo indietro della democrazia.
La Conferenza delle donne democratiche aderisce con convinzione a questo corteo nazionale e invita tutte e tutti ad esserci!
Roma sarà attraversata da una marea che non chiede privilegi ma rispetto, che non invoca emergenze ma diritti strutturali, che non accetta compromessi sulla libertà femminile.
Siamo marea. Diventiamo onda d’urto!