Consulta Pari Opportunità Genola

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🗳️ 2 giugno 1946Le donne italiane votarono per la prima volta a un’elezione politica nazionale.Ma quel giorno non segnò ...
02/06/2026

🗳️ 2 giugno 1946

Le donne italiane votarono per la prima volta a un’elezione politica nazionale.

Ma quel giorno non segnò l’inizio della loro partecipazione alla vita democratica.

Molte donne avevano già contribuito a costruire la libertà del Paese: nelle reti clandestine, nelle staffette partigiane, nell’assistenza ai combattenti, nelle comunità che resistevano al fascismo.

Anche nella provincia di Cuneo.

Il diritto di voto non fu un regalo.
Fu il riconoscimento di una cittadinanza che le donne stavano già esercitando nei fatti.

Ricordarlo significa raccontare una storia più completa della nostra Repubblica.

Buon 2 giugno. 🇮🇹

Pillola del Venerdì n102Il voto non basta: la democrazia deve essere anche libertà🗳️ Ottant’anni fa le donne italiane co...
29/05/2026

Pillola del Venerdì n102
Il voto non basta: la democrazia deve essere anche libertà
🗳️ Ottant’anni fa le donne italiane conquistarono il diritto di voto.
Una conquista fondamentale, che rese finalmente universale una democrazia che fino ad allora aveva escluso metà della popolazione.
Ma il riconoscimento formale dei diritti non elimina automaticamente le disuguaglianze.
Ancora oggi assistiamo a un fenomeno che dovrebbe interrogarci tutte e tutti: la difficoltà di riconoscere pienamente l’autonomia e la credibilità delle donne.
Quando una donna racconta una violenza, il dibattito si concentra troppo spesso su ciò che avrebbe dovuto fare lei.
Dire no più chiaramente.
Opporsi di più.
Andarsene prima.
Molto più raramente ci chiediamo se chi aveva di fronte abbia davvero ascoltato, compreso e rispettato i suoi limiti.
📢 La cultura dello stupro vive anche nell’idea che il consenso possa essere presunto, interpretato o ricostruito.
✊ Una società più giusta non chiede alle donne una resistenza perfetta.
Chiede a tutti e tutte di costruire una cultura del rispetto, della responsabilità e del consenso.
Perché una democrazia non si misura soltanto dal diritto di votare.
Si misura anche dalla libertà di essere credute, rispettate e riconosciute come persone pienamente autonome.

Pillola del Venerdì n101Entrare nella democrazia: il voto fu solo l’inizioOttant’anni fa, il 2 giugno 1946, le donne ita...
22/05/2026

Pillola del Venerdì n101
Entrare nella democrazia: il voto fu solo l’inizio
Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, le donne italiane entrarono finalmente nella democrazia. 🗳️🇮🇹
Per la prima volta poterono 🗳️votare, 🗳️candidarsi, 🗳️essere elette.
Per la prima volta furono riconosciute come cittadine a pieno titolo.
Ma quella conquista non fu un punto di arrivo.
Fu un inizio.
Perché il diritto di voto non ha cancellato automaticamente:
• le disuguaglianze ⚖️
• il controllo sui corpi femminili 🚫
• la subordinazione economica 💸
• la violenza patriarcale 🧱
E ancora oggi, troppo spesso, il consenso delle donne continua a essere discusso, interpretato, relativizzato.
Per questo credere alle donne non è un gesto simbolico.
È una questione democratica.
In vista del 2 giugno abbiamo scelto di dedicare le prossime Pillole del Venerdì agli 80 anni del suffragio universale in Italia: non solo memoria storica, ma anche riflessione sul presente. 🌺
Perché la cittadinanza piena non coincide solo con il diritto di entrare in un seggio.
Coincide con la possibilità di vivere libere, autonome, credute e rappresentate.

Ci sono serate che non si limitano ad inaugurare una mostra. Aprono conversazioni ✨Vogliamo ringraziare di cuore Gigi Ga...
15/05/2026

Ci sono serate che non si limitano ad inaugurare una mostra. Aprono conversazioni ✨

Vogliamo ringraziare di cuore Gigi Garelli e Giovanna Cristina Gado per aver condiviso con noi riflessioni, memoria e strumenti per leggere il presente attraverso la storia delle Madri Costituenti 🇮🇹

A .garelli va un grazie speciale per il trasporto, l’energia e la passione con cui ci ha accompagnati dentro il contesto storico che ha preceduto il 2 giugno 1946: un racconto fatto di passi avanti e indietro, conquiste lente, diritti negati e cambiamenti costruiti nel tempo.
E anche per aver riportato continuamente lo sguardo sulle nostre vallate, sulla nostra provincia e sulle storie del nostro territorio, ricordandoci quanto la grande Storia attraversi sempre anche i luoghi che abitiamo ogni giorno. 🏔️ In tantissimi, durante la serata e dopo, ci hanno detto che sembrava “l’Alessandro Barbero del cuneese” e in effetti il modo coinvolgente con cui intreccia storia, territorio e memoria riesce davvero a trascinarti dentro il racconto. ❤️ E il suo “proud to be Cuneo”, ripetuto parlando della nostra storia, ci ha lasciato addosso una bellissima energia.

Un grazie anche a , che attraverso questo percorso permette di riportare spazio pubblico e voce alle 21 donne della Costituente e al loro contributo concreto nella nascita della nostra Repubblica.

La mostra continuerà nel weekend e saremo felici di continuare il dialogo iniziato durante la serata inaugurale.
Visto il meteo incerto, oggi probabilmente non riusciremo ad allestire la mostra in piazza come previsto.
Ci troverete però comunque a teatro, anche se magari per un tempo più limitato.

Vi aspettiamo invece:
• domani in Piazza Marcos Juarez dalle 17.00 alle 19.30 (con aperitivo 🥂 e la compagnia degli amici argentini del 🇦🇷)
• domenica in Via Roma dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 17.30

Perché la Costituzione non è soltanto un testo del passato: continua a parlare del presente che abitiamo e del futuro che scegliamo di costruire!

✨ Ufficialmente inaugurata.Con grandi e piccini, con le scuole, con la comunità.Una mostra che racconta le 21 Madri Cost...
13/05/2026

✨ Ufficialmente inaugurata.
Con grandi e piccini, con le scuole, con la comunità.

Una mostra che racconta le 21 Madri Costituenti, i diritti nati nella Costituzione, il lungo percorso necessario per renderli concreti… e le domande che ancora oggi restano aperte.

Dentro troverete anche il nostro Muro dei Diritti: uno spazio costruito insieme attraverso i pensieri raccolti durante le attività con le scuole e la serata inaugurale.

Vi aspettiamo nel weekend:

📍 Piazza Marcos Juarez
• venerdì 15 maggio | 17.00–19.30
• sabato 16 maggio | 17.00–19.30
(aperitivo offerto)

📍 Via Roma
• domenica 17 maggio | 9.30–12.30 e 16.00–17.30

Vogliamo ringraziare le scuole, gli insegnanti e tutte le classi che hanno accolto il progetto con attenzione, partecipazione e domande sincere.

E un grazie speciale a Gigi Garelli (.garelli )e a Giovanna Cristina Gado (di ) per aver condiviso con noi riflessioni e parole durante la serata inaugurale, aiutandoci a costruire uno spazio di memoria, confronto e cittadinanza viva.

Perché la Costituzione non appartiene solo al passato: continua a vivere nelle parole, nei bisogni e nelle battaglie del presente. 🌿

Ottant’anni fa, per la prima volta, le donne italiane entrarono nelle urne elettorali. 🗳️Ottant’anni fa iniziarono anche...
08/05/2026

Ottant’anni fa, per la prima volta, le donne italiane entrarono nelle urne elettorali. 🗳️
Ottant’anni fa iniziarono anche i lavori dell’Assemblea Costituente che avrebbe scritto la nostra Costituzione.
Questa mostra nasce da qui.
Dalla necessità di ricordare che la democrazia che oggi viviamo non è nata per caso, ma dalle macerie della guerra, dall’antifascismo, dalla Resistenza e dal coraggio di chi ha scelto di scrivere un Paese nuovo partendo da due parole: “MAI PIÙ”.
Tra quei banchi sedevano anche 21 donne: le Madri Costituenti.
Donne spesso dimenticate, ma fondamentali nella costruzione dei principi di uguaglianza, dignità e diritti che ancora oggi attraversano la nostra Costituzione.

Durante la mostra ascolteremo anche la testimonianza di Costanza Sabena, che racconterà cosa significasse vivere quel momento storico, votare per la prima volta e sentire che anche la propria voce aveva finalmente valore.

Ricordare non è nostalgia.
È capire da dove arrivano i nostri diritti.
Ed è scegliere, ancora oggi, da che parte stare. 🇮🇹✨

Pillola del venerdì  #100Il lavoro non è uguale per tuttə🌾 Il Primo Maggio è la festa del lavoro.Un giorno che nasce dal...
01/05/2026

Pillola del venerdì #100
Il lavoro non è uguale per tuttə
🌾 Il Primo Maggio è la festa del lavoro.
Un giorno che nasce dalle lotte per i diritti, per la dignità, per condizioni di vita migliori.
💭 Ma oggi vale la pena fermarsi e fare una domanda semplice: il lavoro è davvero uguale per tuttə?
⚖️ La Costituzione italiana mette il lavoro al centro.
👉 Art. 1 → l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro
👉 Art. 37 → a parità di lavoro, stessa retribuzione
Eppure, nella realtà, non è così.
💸 Le donne guadagnano meno. Ma non è solo una questione di stipendio.
Le donne lavorano più spesso in settori meno pagati, con contratti precari, part-time, con meno continuità.
💭 E quel part-time, molto spesso, non è una scelta. Quando aumenta il carico familiare, è più spesso il lavoro delle donne a ridursi o fermarsi.
⚖️ E questo ha conseguenze dirette: meno reddito, meno autonomia, più vulnerabilità.
💥 Il divario non è solo salariale.
È nel tempo lavorato.
Nelle opportunità.
Nelle carriere.
È un sistema che distribuisce in modo diseguale lavoro e possibilità.
✨ Allora forse il Primo Maggio non riguarda solo il diritto al lavoro.
Riguarda anche le condizioni in cui quel lavoro esiste.
✨ La storia è sempre la stessa... Non stiamo inventando nuovi diritti. Stiamo chiedendo che quelli già scritti vengano rispettati davvero.
✨ Verso la mostra “Le Madri della Repubblica”
MadriCostituenti

Denim Day👖un jeans contro il victim blaming Evento organizzato da  con  In piazza, a Savigliano, abbiamo dato voce a par...
29/04/2026

Denim Day👖un jeans contro il victim blaming
Evento organizzato da con

In piazza, a Savigliano, abbiamo dato voce a parole reali.
Parole scritte nelle sentenze.
Parole che colpevolizzano chi subisce violenza.

Non è passato.
È ancora cultura.

Quando si giudica una donna per come era vestita, si sta spostando la responsabilità.
E questo ha un nome: vittimizzazione secondaria.

C’è un punto fermo.
La nostra Costituzione.

La libertà personale è inviolabile.
Il corpo non è disponibile.
Non è interpretabile.

Il consenso, quindi, non si deduce.
Si dà. O non si dà.

Questo intervento nasce dentro un percorso più ampio: quello che stiamo costruendo verso la mostra sulle Madri Costituenti.

Perché quei diritti qualcuno li ha scritti.
E oggi sta a noi farli vivere.

Nessun abbigliamento è consenso.
Nessun comportamento giustifica una violenza.
La responsabilità è sempre di chi la compie.

Indossare un paio di jeans oggi significa questo: prendere posizione.

Il 25 aprile non è solo memoria.È l’inizio di quello che siamo oggi.Dopo la guerra, dopo la distruzione, nasce un’idea n...
25/04/2026

Il 25 aprile non è solo memoria.
È l’inizio di quello che siamo oggi.

Dopo la guerra, dopo la distruzione, nasce un’idea nuova di mondo.
Due parole, semplici e radicali: mai più.

Mai più violenza.
Mai più dittature.
Mai più diritti negati.

Da qui nasce la Costituzione italiana.
Un patto collettivo.
Un custode di diritti e principi su cui ricostruire la democrazia.


Le donne non sono arrivate dopo. C’erano già.
Nella Resistenza.
Nelle reti clandestine.
Nel supporto logistico.
Nella lotta politica.
E poi nella Costituente.

Nel 1946 iniziano i lavori dell’Assemblea Costituente.
Ottant’anni dopo, torniamo a quelle radici.

🖼️ La mostra “Le Madri della Repubblica” racconta le donne che hanno partecipato a questo processo storico, troppo spesso dimenticate.

📍 Genola
🗓️ 15–17 maggio

🕒 Orari di apertura
Venerdì: 17:00–19:30
Sabato: 17:00–19:30
Domenica: 11:00–13:00 / 16:30–19:00

🍷 Venerdì e sabato aperitivo offerto

Perché i diritti non sono mai scontati.
E la storia serve a ricordarcelo.

Pillola del venerdì  #99L’aborto era un reato: la legge arriva dopo⚖️ Fino al 1978, in Italia, interrompere una gravidan...
24/04/2026

Pillola del venerdì #99
L’aborto era un reato: la legge arriva dopo
⚖️ Fino al 1978, in Italia, interrompere una gravidanza era un reato.
📜 Era inserito tra i delitti contro “l’integrità e la sanità della stirpe”, secondo una normativa di origine fascista.
⚠️ Ma le donne abortivano comunque. Non perché era facile. Perché era necessario.
Lo facevano in clandestinità, in condizioni spesso pericolose, con rischi gravissimi per la salute.
💔 Molte morivano. Molte riportavano danni permanenti.
💸 E non tutte avevano le stesse possibilità: chi aveva risorse si curava, chi non le aveva rischiava tutto.
💥 Ancora una volta: non è la legge a creare i bisogni.

Il 22 maggio 1978 viene approvata la legge 194.
👉 L’aborto viene depenalizzato
👉 e regolato all’interno della sanità pubblica

⚖️ Al centro:
il diritto alla salute (Articolo 32)
e il diritto all’autodeterminazione (Articolo 2)

Già nel 1975 era stato riconosciuto il fondamento costituzionale per interrompere la gravidanza quando la salute della donna fosse in pericolo.
✨ La legge 194 rende questo principio concreto.
Non è una concessione. È una tutela.
Garantisce accesso in strutture pubbliche e riduce i rischi legati alla clandestinità.

📊 Ma anche qui, scrivere una legge non basta.
Nel 2016, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha condannato l’Italia per le difficoltà di accesso all’aborto legate anche all’elevato numero di medici obiettori.
Il diritto esiste. Ma non è sempre garantito.

I diritti si conquistano. E vanno difesi.

✨ Verso la mostra “Le Madri della Repubblica”

Indirizzo

Via Roma 25
Genola
12040

Telefono

+393917447827

Sito Web

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