02/03/2026
Oreste Pinasco ci ha lasciati.
Ha vissuto e interpretato le appartenenze della sua vita come pezzi di una grande esperienza unitaria. Non ha mai smesso di definirsi un comunista italiano e da comunista italiano ha accompagnato le trasformazioni della sinistra, fino all'approdo al Partito Democratico, senza mai sentirsi un reduce e senza mai cedere al dogmatismo e alla nostalgia: dalle radici alle foglie, con immutato entusiasmo e incrollabile speranza verso l’avvenire.
Tanti sono quelli che hanno potuto incrociarlo da compagni, molti altri hanno avuto la fortuna di poterlo definire amico. Portuale antifascista, orgoglioso di una storia ereditata dal padre protagonista della CULMV figlia del dopoguerra, su quelle stesse banchine è cresciuto senza mai staccarsene. Alle vicende e alle trasformazioni della Compagnia non ha mai smesso di guardare lucidamente, con partecipe e vivo interesse, come si guarda a una famiglia, a quella che lui ha continuato a percepire anche dopo il pensionamento come una comunità di destino.
Militante e dirigente di base instancabile, dalla Bianchini di San Teodoro all'Irpinia terremotata, dai marciapiedi della sua città alla cucina de La Festa de l'Unità, ai più giovani amava tramandare una nitidissima memoria che era individuale e collettiva al contempo, testimoniando attraverso la biografia di un vecchio militante le tappe della storia del suo popolo e di una città intera.
Nel suo impegno teoria e prassi si saldavano in una generosa ed infaticabile opera che vedeva nel porto, nei quartieri e nel movimento dei lavoratori gli spazi sociali dove formare, organizzare e sostanziare l'intellettuale collettivo. Vivere i territori e abitare la società erano, per Oreste Pinasco, la precondizione di tale processo.
È con questo spirito che ha amato profondamente, ricambiato, San Nicola e Castelletto, che ha vissuto pienamente e non solo attraversato. Grande camminatore e genoano irriducibile, uomo di dialogo, dallo spirito travolgente e dall'allegria contagiosa, ha trovato nella condivisione delle stesse strade l'occasione di una contaminazione e di un confronto continui.
Per i tanti che ogni giorno si confrontavano con lui nei bar, alle fermate dell’autobus, negli esercizi commerciali o anche solo per coloro che avevano imparato a riconoscerlo pur senza conoscerlo, è stato negli anni una presenza costante: anche quando al giornale sotto il braccio si è aggiunto un bastone sotto l'altro, anche quando le gambe hanno cominciato a reggersi sull'ottimismo della volontà e le sue scorribande a lasciare il passo al pessimismo della ragione.
È stato fino alla fine un meraviglioso militante di massa, informato su tutto e animato da una curiosità mai doma su ogni aspetto dell’umano, dalla geopolitica ai camalli, dall’arte alla letteratura, dalle scelte del segretario di turno alle piccole vicende dalla sua amata “sezione”.
Se n'è andato accudito dall'amore senza fine di Gianna, con la quale si sono scelti una vita fa e che con lui ha condiviso un'esistenza intera, circondato da tutti coloro che a quel padre, fratello e nonno hanno voluto bene. A lei e a tutti loro l'abbraccio commosso e riconoscente della nostra comunità.
"Salutami tutti i compagni" usava ripetere a coloro che lo sentivano.
Oggi siamo noi a salutare te.
Ci mancherai. Ciao Oreste, amico leale. A nuove lotte compagno Pinasco.