22/06/2026
"Ma credo sia inutile sottilizzare: in una guerra come l'attuale (e forse in tutte le guerre) le barbarie che ho raccontato sembrano inevitabili.
Dunque, la vera colpa è della guerra: e siccome la guerra la fanno tutte le nazioni del mondo, la colpa è dell'umanità."
Con queste parole iniziava Don Pietro Brignoli le proprie considerazioni sul proprio diario di guerra, il "Libbricino dei fucilati", in cui racconta gli eccidi perpetrati dai fascisti a metà del 1942 e nel 1943 in Slovenia.
È vero, purtroppo gli eccidi, i rastrellamenti, le fucilazione sommarie, sembrano che siano inevitabili in guerra. La natura dell'uomo è abominevole, ed esistono soltanto due possibilità di definire il proprio essere umano: seguitare nella barbarie o rifiutarla e fare di tutto affinché non accada più.
A Gubbio, il 22 giugno 1944, un eccidio, esattamente come quelli che racconta nel suo diario don Pietro Brignoli, ha creato vedove, orfane e orfani, madri inconsolabili.
Proprio perché è l'uomo che rende la guerra tale, non possiamo abbassare la guardia su ciò che ci accade intorno e sul rischio che ciò che è già successo accada di nuovo.
Ricordare significa fare di tutto perché non accada più. O siete tra quelle persone che vogliono la guerra, o tra quelle persone che la rifiutano...
Ad ognuno di voi la scelta.