L’attenzione per il contesto di una città come Palermo, presa ad esempio, ha rivelato due urgenze fondamentali: giovani artisti di talento senza riferimenti, e una quantità enorme di palazzi storici in rovina. L’accostare di questi due dati ha suscitato nella comunità del progetto {MACERIE} il desiderio di intervenire creando momenti e luoghi d’incontro per innescare un elemento di ricostruzione d
i fronte a tanto spreco di potenzialità. Già nel 2012 con la Prima Edizione del progetto {MACERIE} promosso da Andrea Mineo, l’attenzione si è potuta catalizzare nel quattrocentesco Palazzo Barlotta Principi di San Giuseppe che divenne lo scenario di un’audace azione di ripristino culturale della città, richiamante in una sola serata un pubblico di 600 persone in uno spazio chiuso e abbandonato da decenni. In seguito a questa azione lo spazio diventa sede di un vivace centro di ricerca e produzione artistica (Dimora OZ). Le “macerie” in quell’occasione hanno costituito la materia prima per la realizzazione delle loro opere che sono esposte negli stessi spazi liberati da esse. Nell’Aprile del 2013 scorso invece la Seconda Edizione del progetto {MACERIE} segna una tappa fondamentale: l’apertura per una settimana al pubblico di una chiesa settecentesca abbandonata e vandalizzata brutalmente da decenni, che gli artisti invitati hanno ripulito, ridando dignità al luogo, soprattutto attraverso interventi artistici fortemente connotati. Dare visibilità e spazi ai giovani artisti ha permesso loro di inserirsi fra le ferite di questi palazzi fatiscenti riuscendo a testimoniare il passato in frantumi di una Palermo grande capitale della storia e dell’identità dei suoi cittadini. Gli artisti sono riusciti a portare all’attenzione e a comunicare anche simbolicamente il problema urbano di un centro storico che non si riesce a recuperare. Loro, dopo aver rivissuto lo spazio ai Quattro Canti a luglio e ora quello in via Sant’Agostino, continuano ad evidenziare i luoghi malati, il degrado che è stato anche elemento di sospensione e conservazione delle tracce del tempo, e con le loro opere attestano il passaggio catartico verso una condizione che tenta di esorcizzare la sciagura, intravedendone la fine. Il progetto“Macerie” ha lo scopo di richiamare l’attenzione sullo stato di rovina di molti palazzi storici, ma anche di connettersi ad una situazione d’emergenza che investe l’intero globo.