09/11/2022
LASCIATE STARE IL NOSTRO MARE
La norma sblocca trivelle non solo non è una soluzione al caro energia, ma produce danni irreparabili alla nostra terra, già martoriata dalla politica del carbone e dell’Ilva.
Riaprire alle trivellazioni è solo becera propaganda di governo che non porta ricadute a favore delle aziende strozzate dai rincari energetici.
Per mera propaganda si mette a rischio la tenuta di interi ecosistemi esistenti nel nostro meraviglioso mare, interrompendo brutalmente il virtuoso paradigma politico del meridione d’Italia vocato all’economia del turismo ed alla valorizzazione del paesaggio.
Continuiamo a scommettere sulla Puglia e sulla politica delle rinnovabili rispedendo al mittente la scelta spregiudicata ed inutile delle trivellazioni.
TRIVELLARE L’ADRIATICO È VERAMENTE LA SOLUZIONE? NO!
La norma sblocca trivelle non è una soluzione al caro energia.
Intanto, quella norma non apporta nessun beneficio concreto al contrasto del caro bollette. Anzi, produce solo danni irreparabili per i nostri territori.
Riaprire alle trivellazioni allentando le regole attualmente in vigore non significa affatto che tra un mese avremo a disposizione gas italiano a basso costo per le imprese energivore. Ci vorranno anni per rimettere in funzione gli impianti fermi. Questo vuol dire perdere tempo e risorse, senza dare il minimo aiuto alle aziende in sofferenza per gli alti costi energetici.
Non solo, questa decisione del Governo - priva di vantaggi economici - comprometterebbe interi ecosistemi che popolano il nostro mare, mettendo in pericolo specie vegetali e animali del Mediterraneo e creerebbe un danno inestimabile ai nostri territori, che da anni hanno puntato sulla tutela delle risorse naturali per promuovere l'economia del turismo e la valorizzazione del paesaggio.
La Puglia è e può diventare sempre di più un hub energetico che punta sulle rinnovabili. Allora non capiamo come mai la presidente Meloni, che nelle poche parole dedicate al Sud ha indicato nello sviluppo delle rinnovabili il futuro del Mezzogiorno del Paese, possa pensare oggi di bloccare con questa norma il prosieguo dell'iter autorizzativo degli impianti eolici off shore nella zona di Brindisi.
Per la nostra terra, che ha vissuto gli effetti di una politica del carbone e dell’Ilva la transizione energetica è non solo conveniente ma indispensabile per compensare gravi danni ambientali e alla salute.
Bloccare questo processo per benefici ipotetici e futuribili metterebbe a repentaglio il lavoro fatto in questi anni e il futuro della nostra regione e del Sud Italia.