28/11/2024
LOTTARE PER LA PALESTINA, CONTRO OGNI DIVIETO
Il movimento di lotta a fianco della resistenza palestinese che ha riempito le piazze di tutto il mondo dall'ottobre 2023 non sembra intenzionato a fermarsi. Anche a Macerata la rabbia per quello che sta accadendo in Palestina, Libano e in tutto il Medio Oriente si riappropria della cittร . ร ciรฒ che รจ successo lo scorso 21 novembre, quando centinaia di persone, cittadini, studenti e studentesse sono scese in strada al grido di โPalestina libera, Libano libero!โ, sfidando un assurdo meccanismo di repressione che vede coinvolte la questura da un lato e le istituzioni universitarie dallโaltro.
ร evidente come sia a livello locale che nazionale ci sia la volontร di negare agibilitร politica alla questione palestinese. ร ancor piรน evidente come non appena la protesta prova ad andare oltre la retorica dettata dal mainstream, si attivi la solita macchina repressiva. Cortei negati, fogli di via, perquisizioni, denunce e arresti sono oramai allโordine del giorno in Italia come in tutti i paesi occidentali.
Questa รจ solo la punta dell'iceberg di un enorme sistema repressivo che deve essere analizzato, compreso e combattuto, anche in considerazione della spada di Damocle che di fatto rappresenta la messa in campo dell'(ex)DDL 1660 per il conflitto sociale nel nostro paese.
La gestione della piazza di giovedรฌ scorso da parte della questura e la chiusura dell'universitร vanno inquadrate allโinterno di questo contesto.
La smisurata presenza di forze dell'ordine, i vicoli chiusi, la presenza di polizia all'interno dello spazio universitario e in tenuta antisommossa a โblindareโ la sede del Rettorato, persino gli ascensori verso il centro bloccati: la cittร posta "sotto assedio" per diverse ore. Tutto questo ha creato da un lato un clima di tensione completamente immotivato e fuori luogo, dallโaltro un'intollerabile limitazione alla libera circolazione, creando enormi problemi a chi voleva raggiungere il corteo e ai semplici cittadini che si muovevano per il centro cittadino. ร grave e paradossale come si sia scelto di ingabbiare una cittร e i suoi abitanti con la giustificazione di proteggere incondizionatamente chi fa parte dellโรฉlite amministrativa/politica della nostra cittร da chi legittimamente vorrebbe esprimere la propria rabbia contro un genocidio in atto.
Oltre alle dirette responsabilitร delle forze dellโordine, la gestione repressiva delle mobilitazioni per la Palestina vede UniMc svolgere un ruolo altrettanto importante. Il rettore ha deciso di chiudere in maniera anticipata le sedi universitarie lungo il tragitto del corteo, facoltร e biblioteche chiuse dal primo pomeriggio senza avvertire nรฉ studenti nรฉ docenti, la ridicola motivazione dei โlavori straordinariโ, agenti della Digos allโinterno della facoltร di Filosofia. Quella dellโuniversitร di Macerata รจ una scelta che dร precedenza alla difesa incondizionata della propria autoritร piuttosto che alla fruizione degli spazi da parte della comunitร accademica, una scelta che dimostra come per lโennesima volta UniMc scelga la strada del silenzio-assenso, della complicitร filosionista di fronte al genocidio del popolo palestinese.
La nostra lotta a fianco della resistenza palestinese per noi coincide con la nostra lotta allโinterno dellโuniversitร e della cittร di Macerata. Da anni ci scontriamo con lโistituzione universitaria per come vengono gestite in maniera autoritaria e repressiva le nostre facoltร , Unimc continua ad attuare una politica che nega spazi agli studenti e alle studentesse relegandoli ai margini della vita universitaria. Se serviva unโennesima testimonianza di ciรฒ che da anni denunciamo in cittร , la giornata di giovedรฌ scorso ne รจ la sua piรน crudele dimostrazione. Ma la presenza della polizia all'interno della facoltร di Filosofia รจ anche la plastica rappresentazione di un potere debole e spaventato anche solo allโidea di una terza occupazione in cittร nel giro di un anno.
Continueremo a portare la resistenza per la Palestina dentro le nostre facoltร e nei vicoli di Macerata ma รจ sempre piรน urgente che questa lotta si unisca alla volontร di ribaltare un sistema universitario che ha ormai senso solo nella testa di chi lo dirige. Cosรฌ come continueremo a lottare contro ogni divieto imposto da istituzioni che operano con la sola funzione di reprimere il dissenso e la voce di chi cerca di immaginare un futuro meno opprimente di quello che vorrebbero imporci.