Biblioteca Giuseppe Mazzotta

Biblioteca Giuseppe Mazzotta Biblioteca di Comunità del Comitato di Quartiere Villa Adriana
dedicata al già Preside Giuseppe Mazzotta.

Un filo che passa di mano in mano, da  nonna a una nipote, da  vicina a un’amica.Una tradizione di  cura e  pazienza.Un’...
27/08/2026

Un filo che passa di mano in mano, da nonna a una nipote, da vicina a un’amica.
Una tradizione di cura e pazienza.
Un’arte semplice, ma capace di creare legami profondi.
Far rivivere quella tradizione, trasformandola in un momento di incontro, ascolto e creatività.

A breve info piú dettagliate di giorni e orari

23/08/2026


"La gente non è cattiva, mia cara. È id**ta, il che è ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’id**ta invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione.

"L’ ombra del vento" Carlos Ruiz Zafón.. il migliore dei libri dei suoi libri in una Barcellona sospesa nel tempo tra passato e futuro.

16/08/2026

Oggi è San Rocco.Protettore dei cani.La leggenda narra che, contagiato dalla peste, Rocco si isolò in un bosco e lì un cane domestico ogni giorno lo nutrì con un pezzo di pane rubato dalla tavola del padrone, leccandogli le ferite e aiutandolo a guarire.

12/08/2026

“I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.

All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.

Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.

A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.”
Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema: 560 civili.
il 12 agosto 1944.

LUOGHI CHE PARLANO2 settembre – Parco PanattoniNon è una mostra.Non è una conferenza.Non è teatro, né concerto, non proi...
11/08/2026

LUOGHI CHE PARLANO
2 settembre – Parco Panattoni
Non è una mostra.
Non è una conferenza.
Non è teatro, né concerto, non proiezione documentario.È una commistione di parola, immagini, musica, memorie raccontate per restituire coralmente un frammento preciso della nostra storia:
come dalla fabbrica IAC, poi Pirelli, sono nate le Chiese e il Parco Panattoni passando dal quartiere ex Gescal.
Un frammento di memoria collettiva integrato dalla mostra che rimarrà aperta al Parco finonalla fine della Festa Comitato di Quartiere Villa Adriana Cinzia Calvanese Nello Paolacci Vera Mazzotta Lavinia Nobili Comitato di Quartiere Villa Adriana Villa Adriana.In principio era Industria Articoli Caoutchouc.Storie Carlo Gizzi Negretto Sylvius

10/08/2026

San Lorenzo, io lo so perchè tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perchè sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole, in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano, in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

— Giovanni Pascoli
X agosto

Il 15 agosto 1936, novant’anni fa, moriva l’unica italiana vincitrice del Nobel per la Letteratura, assegnato per il 192...
09/08/2026

Il 15 agosto 1936, novant’anni fa, moriva l’unica italiana vincitrice del Nobel per la Letteratura, assegnato per il 1926, un secolo fa.

Canne al vento

Nel nuovo numero del supplemento, il #767, sei pagine dedicate ai consigli di lettura. E un focus su Grazia Deledda a novant'anni dalla morte e a cento dalla consegna del Nobel

Indirizzo

Via Di Villa Adriana-Tivoli
Marcellina
00010

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 14:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393498059160

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