10/06/2026
Stasera alle 21 su Cine34 (canale 34 del digitale terrestre) sarà trasmessa in prima visione l’edizione integrale e restaurata del celebre film di Florestano Vancini del 1973, “Il delitto Matteotti“.
La pellicola include ben otto minuti che non sono mai stati trasmessi in televisione finora.
Ovviamente, è stato scelto il giorno del centoduesimo anniversario dell’uccisione del martire socialista democratico e riformista per la prima messa in onda.
Appena due mesi fa era mancato Mario Adorf, che nell’opera di Vancini interpreta magistralmente il dittatore Benito Mussolini, doppiato dal bravissimo Ivo Garrani.
Il mese prossimo invece, ricorreranno i centoventicinque anni dalla nascita di Vittorio De Sica, il quale è nei panni di Mauro Del Giudice, l’integerrimo magistrato che condusse l’inchiesta sul delitto ordito dal fascismo.
Nel film emergono anche i forti contrasti che esistevano tra il Partito Comunista ed il resto del fronte antifascista, destinati a divenire ancor più duri allorché vi fosse di mezzo il Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e del suo discepolo Matteotti.
L’alterco tra l’anziano padre fondatore del socialismo italiano ed Antonio Gramsci, oltre che ben recitato da Gastone Moschin e Riccardo Cucciolla, costituisce una testimonianza realistica del dibattito di quegli anni, in cui l’Internazionale Comunista accusava il socialismo europeo di costituire l’ala moderata del fascismo.
Le menzogne rivolte in tal senso contro il socialismo riformista erano state diffuse maggiormente proprio all’inizio del 1924.
Va detto che, a differenza di Palmiro Togliatti, anni dopo Gramsci espresse rincrescimento per quelle calunnie, parlandone con Pertini durante la persecuzione fascista subita da entrambi.
Invitiamo pertanto quanti leggeranno queste righe a sintonizzarsi stasera su Cine34, in un giorno che ricorda un momento centrale della storia del Paese e che nel calendario si trova incastonato tra l’anniversario della morte dei fratelli Rosselli nel 1937 e quello della scomparsa del presidente Saragat nel 1988: tutte personalità dell’antifascismo che ebbero rapporti strettissimi con Matteotti – in particolare, Carlo Rosselli e Giuseppe Saragat militarono parimenti nel Psu – e che rimandano a date-simbolo del peregrinare della nostra democrazia.