27/07/2026
Tutta l’opposizione, compatta, fatta di 10 consiglieri, ha deciso di non partecipare al Consiglio comunale di oggi pomeriggio, 27 luglio.
Una scelta forte di fronte ad un Consiglio nel quale si discuteranno un “Triennale delle opere” ed un “Documento di programmazione” (DUP) che documentano, dopo 5 anni, il fallimento dell’azione politica dell’Amministrazione Cecchi, che aveva promesso mari e monti e si è ritrovata, a malapena, a portare avanti i progetti lasciati dalla precedente Amministrazione Colizza.
Un sindaco che in questi 5 anni si è fatto notare per un ricco book fotografico, alimentato da feste e sagre, ma che non ha risolto i problemi quotidiani dei cittadini di Marino.
Un sindaco che in questi 5 anni ha visto sfaldarsi la propria maggioranza, abbandonato dai partiti che lo avevano fatto eleggere e che è dovuto ricorrere, per sopravvivere, al partito che non lo aveva voluto 5 anni prima.
Una maggioranza che si è distinta per una gestione arrogante ed irrispettosa delle istituzioni, con Consigli comunali convocati senza documenti, una fondamentale mozione sul piano urbanistico (PUCG) non ancora discussa per disguidi tecnici.., un tentativo di non convocare un Consiglio comunale straordinario, in barba alla legge (TUEL) e poi imposto dal Prefetto. Prefetto che è dovuto intervenire più volte anche per ordinare la risposta alle interrogazioni dei Consiglieri di minoranza.
Un presidente del Consiglio comunale che sarebbe dovuto essere figura istituzionale e super partes nel garantire le prerogative dei Consiglieri, ma non conosceva, o fingeva di non conoscere, i tempi a disposizione per gli interventi in aula, i tempi per dare risposta ad un’interrogazione, le maggioranze necessarie per l’approvazione di una delibera o negava, a proprio piacimento, lo spazio per le comunicazioni.
Commissioni consiliare deserte, specie quelle scottanti sull’urbanistica, e Consigli con il contagocce: chiaro indice di una gestione verticistica che è sfuggita, ogni volta che le è stato possibile, al confronto ed alla discussione, anche verso la propria maggioranza.
Una fallimentare esperienza amministrativa che sarebbe dovuta terminare da qui a poche settimane ma che invece si protrarrà, purtroppo per tutti noi, fino alla prossima primavera.
Ancora pochi mesi in più in cui vedremo un po’ di asfalto elettorale, altre passerelle e tagli di nastri su progetti ereditati (per i quali si dimenticheranno di citare la provenienza..).
Mesi in cui accamperanno varie scuse sul perché non hanno fatto quello che avevano promesso: dalla mancanza di soldi -che invece c’erano e non hanno saputo spendere né chiedere, nonostante le enormi opportunità offerte dal PNRR- alla burocrazia, alle guerre, alle cavallette…. e financo alle istituzioni sovranazionali, Regione e Governo, che, (chissà perché) non li hanno sostenuti a sufficienza.
Ancora pochi mesi.. e poi la città potrà tornare a crescere.