25/06/2026
RIVERSAMENTO DI MARMETTOLA NEL FRIGIDO
Segnaliamo che nel tratto di Frigido che scorre presso Poggio Piastrone è visibile, dal primo pomeriggio di giovedì 25 giugno, un riversamento di marmettola nelle acque del fiume. Probabile che la causa sia dovuta alla presenza della segheria di S. Antonio, pochi metri sopra. Infatti, prima della struttura l'acqua risulta limpida, mentre è lattiginosa subito dopo. La fuoriuscita può essere causata da eccessiva negligenza o da un problema ai serbatoi. Il fatto è stato segnalato tempestivamente agli uffici competenti, ma ci dovrebbe essere maggiore attenzione e trasparenza verso un problema ambientale non certo secondario. Da tenere presente inoltre che, nello stesso tratto, il fiume è frequentato dai bagnanti, soprattutto in queste calde giornate di inizio estate. Ed infatti diversi bagnanti sono stati avvistati proprio nei pressi del tratto interessato, esponendo quindi la propria salute a diversi rischi, senza considerare il danno ambientale che ne consegue. Sempre a riguardo della sicurezza dei bagnanti, segnaliamo che il ponte pedonale di Canevara presenta cedimenti, lato monti; l'area è stata solamente transennata.
Inoltre, a proposito di sicurezza ambientale, viene segnalato che, qualche tempo fa, nei pressi dei paesi di Canevara e Guadine dei liquami erano riversati nelle acque del fiume. Il problema è stato segnalato, ma mai risolto.
Tutto questo non è un incidente di percorso, ma una situazione purtroppo ormai consolidata e frequente. Gli studi dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) indicano che il Frigido ha una qualità ecologica inferiore agli standard desiderati a causa dell'alterazione del substrato da parte della marmettola. Qualche anno fa, nel 2022, Forno subì una grave crisi idrica quando l'acquedotto venne invaso dalla marmettola. Il fenomeno rese l'acqua torbida e non potabile per diversi giorni, scendendo improvvisamente nei torrenti locali. Al Cartaro, sotto il bacino marmifero di Casette, questo materiale si infiltra nel sistema carsico, inquinando le falde acquifere e causando frequenti episodi di torbidità e inquinamento nei corsi d'acqua.
Non si tratta di una piaga biblica, immutabile e irrisolvibile, ma di fenomeni illeciti fin troppo tollerati, in palese contrasto con gli obblighi comunitari sulla tutela delle acque destinate al consumo umano e per la difesa degli habitat naturali e semi naturali, nonché con le normative nazionali per la salvaguardia dell’acqua e per la
tutela del paesaggio.
Pretendiamo, una buona volta, la dovuta attenzione e concrete attività da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la difesa della fondamentale risorsa idrica.
Rifondazione Comunista Circolo della Montagna