Rifondazione Comunista circolo della montagna MS

Rifondazione Comunista circolo della montagna MS sito nella valle del frigido

Il programma della festa di Liberazione 2026, Casette, Massa!!!Anche quest'anno dibattiti, concerti, convivialità e tant...
29/07/2026

Il programma della festa di Liberazione 2026, Casette, Massa!!!
Anche quest'anno dibattiti, concerti, convivialità e tanta simpatia. Una comunità viva che si confronta, discute e cresce.
Per tutte le serate della festa sarà possibile firmare per la proposta di legge di tassazione sui grandi patrimoni
Vi aspettiamo numerosi, non vediamo l'ora ✊🚩

RACCOLTE FIRME PER LA MONTAGNAVisti i numerosi problemi di viabilità che continuano a interessare la Valle del Frigido, ...
27/07/2026

RACCOLTE FIRME PER LA MONTAGNA

Visti i numerosi problemi di viabilità che continuano a interessare la Valle del Frigido, in particolare via Bassa Tambura, a seguito della chiusura di via Alta Tambura nei weekend, causa parcheggi selvaggi, misura che non ha risolto il problema, ma l'ha soltanto spostato e aggravato, e viste le numerose segnalazioni della cittadinanza rimaste inascoltate, il Circolo della Montagna del Partito della Rifondazione Comunista ha lanciato nei giorni scorsi una raccolta firme per chiedere al Comune, alla Provincia e alla polizia municipale una presa di posizione in merito. In questi giorni stanno arrivando adesioni di altre forze politiche e associazioni interessate. In pochissimi giorni sono state raccolte oltre 310 firme da parte degli abitanti di tutti i paesi della montagna, a dimostrazione di come sia diventato un disagio diffuso e che non si tratta, come invece è stato ventilato, di una mera disputa tra paesi.
La situazione è divenuta insostenibile a causa di file lunghissime di auto parcheggiate ai lati della strada, in curva e nei pressi del semaforo che si trova dopo la curva del bivio per Forno, in palese contraddizione con l'articolo 158 del Codice della strada. Quel che rende ancora più grave la situazione è che questa è la terza estate in cui vige questa ordinanza e in tutto questo tempo nulla è stato fatto per gestire la situazione, nonostante le numerose segnalazioni. Lo scorso fine settimana è stato adottato un piccolo rimedio palliativo che però non ha dato frutti: bisogna risolvere la causa.
Noi lo abbiamo detto: dobbiamo investire e incentivare il trasporto pubblico, potenziando le corse degli autobus, così come viene fatto per la costa, abbinandole a bus navetta a prezzi calmierati; in questa maniera anche l'ambiente ne gioverebbe, visto che risulta già ampiamente stressato: dai rifiuti di ogni genere abbandonati sia in strada che in prossimità delle acque, alla mancanza di bidoncini nelle aree più affollate alla totale assenza di servizi, da un punto di primo soccorso, in caso di necessità, a bagni pubblici per le normali esigenze fisiche.
Chi garantisce la sicurezza dei bagnanti? Cosa fa l'amministrazione in questo senso?
A tutto questo, i cittadini e le cittadine della montagna chiedono una risposta e una presa di posizione da parte delle istituzioni.
Nel frattempo, la raccolta firme continua per dare ancora più forza alla mobilitazione comune dei paesi della montagna, uniti per il bene comune.
Politica si fa dal basso, parlando e ascoltando le persone, e non calando dall'alto misure che non risolvono i problemi.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

ZTL VIA ALTA TAMBURA: UN FIUME...DI PROBLEMIAnche queste estate, come da qualche anno a questa parte, per tutti i weeken...
20/07/2026

ZTL VIA ALTA TAMBURA: UN FIUME...DI PROBLEMI

Anche queste estate, come da qualche anno a questa parte, per tutti i weekend di luglio e agosto, l'amministrazione Persiani ha deciso di chiudere al traffico via Alta Tambura, la strada del torrente di Renara, trasformandola di fatto in una ZTL. Una scelta miope e di comodo, che non ha risolto il problema dei parcheggi folli derivanti dalla moltitudine di gente che cerca refrigerio nelle acque del fiume: ha semplicemente spostato il tutto su Via Bassa Tambura.
Infatti, in queste prime settimane di divieto abbiamo visto file lunghissime di auto parcheggiate su entrambi i lati della strada, restringendo pericolosamente la carreggiata percorribile, creando non poche difficoltà ai residenti del paese di Forno. Domenica 19 luglio, si è dovuto ricorrere al sistema del senso unico alternato, vista l'enorme quantità di auto parcheggiate che impedivano un normale deflusso. Non solo, moltissime automobili vengono lasciate in curva e nei pressi del semaforo lì presente, in evidente contrasto con l'articolo 158 del codice della strada, impedendo una corretta visuale.
La situazione, già di per sé esplosiva, si aggrava in questi giorni in cui c'è la Sagra di Sant'Anna a Forno. Su questo l'amministrazione deve dare una risposta e garantire la viabilità, a residenti e visitatori.
Lo stesso tipo di problema si verifica anche più a valle, nei pressi di Canevara.
Non solo, a tutto questo dobbiamo aggiungere che i paesi a monte non sono raggiungibili nemmeno per una semplice visita a familiari o amici.
Una scelta calata dall'alto, senza ascoltare le proposte venute dalla cittadinanza: era stato chiesto di adibire a parcheggio l'ampio piazzale che si trova tra Guadine e Gronda, in località Molino. In aggiunta, si potrebbero incrementare le corse degli autobus, come succede per la costa, e magari abbinarle a dei bus navetta, incentivando e abituando le persone al trasporto pubblico. In questo modo tutti ne trarrebbero vantaggio: cittadini e ambiente.
Invece, assistiamo all'ennesima scelta calata dall'alto, miope e sorda di fronte alle proposte avanzate dalla cittadinanza.
Facciamo presente che “politica”, che deriva dal greco antico, ha come significato originario l'arte e la pratica di governare, amministrare e gestire la vita pubblica di una società; prerogative che questa amministrazione ha dimostrato di non possedere.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

Apprendiamo dai volantini spari in queste ore nei paesi interessati che domani i cittadini della montagna subiranno un a...
10/07/2026

Apprendiamo dai volantini spari in queste ore nei paesi interessati che domani i cittadini della montagna subiranno un altro importante disservizio. Non è pensabile che centinaia di persone rimangano per ben nove ore senza elettricità. Ci chiediamo a cosa sia servito, allora, fornire dei generatori se poi si deve interrompere di nuovo il servizio. Chi risarcisce i cittadini? Come fanno le persone malate?
La riteniamo l'ennesima presa in giro e l'ennesima mancanza di rispetto verso la montagna di Massa.
In tutto questo, continuano a latitare le comunicazioni ufficiali da parte del Comune, solo volantini sparsi nei paesi. L'amministrazione dovrebbe metterci la faccia in prima persona, recarsi nei luoghi interessati e spiegare direttamente la situazione.
Ci vuole rispetto.

MONTAGNA: UNA GIORNATA INTERA SENZA ELETTRICITÀ Per l'intera giornata di giovedì 9 luglio il paese di Forno è rimasto se...
10/07/2026

MONTAGNA: UNA GIORNATA INTERA SENZA ELETTRICITÀ

Per l'intera giornata di giovedì 9 luglio il paese di Forno è rimasto senza elettricità e per qualche ora anche senza la linea telefonica, rimanendo di fatto isolato. L'interruzione sembra essere stata provocata da un guasto alla centrale elettrica della Filanda. Sottolineiamo che i generatori sono arrivati in tarda serata, quando l'emergenza era scattata, però, all'alba. In questo senso, generatori di riserva dovrebbero essere già previsti e pronti per l'emergenza, senza dover aspettare più di 14 ore. Tutto ciò ha privato gli abitanti del paese della luce elettrica per un intero giorno, provocando innumerevoli conseguenze: pensiamo ai cibi nei congelatori, di attività commerciali e non solo, andati a male. Di più, una signora ha dovuto buttare dei medicinali perché necessitavano di bassa temperatura.
Anche i paesi di Casette e Caglieglia, per diverse ore, sono rimasti senza elettricità e pure senza acqua, con tutte le conseguenze del caso, vista anche la stagione. Quanto detto sembra un film, ma invece è la cronaca di una triste giornata, annunciata.
Infatti, facciamo presente che episodi del genere si sono verificati più volte negli ultimi anni a Forno e in località Polla, nei pressi della centrale della Filanda, più volte nell'ultimo periodo, come fanno presente i residenti.
Chi rende conto di tutto ciò? Chi risarcisce i danni?
In una società normale, Enel dovrebbe investire in manutenzione in modo da evitare
disguidi simili e chi guida Enti e Istituzioni dovrebbe rispondere in prima persona per i danni arrecati.
Segnaliamo un'altra criticità: nessuna comunicazione da parte dell'amministrazione è pervenuta se non in serata. Sarebbe bene che tutti i cittadini venissero tempestivamente informati delle problematiche tramite una chiamata al numero di casa o di cellulare perché non basta una semplice segnalazione sul sito del Comune.
Nel caso specifico di ieri, visto che la linea telefonica era assente, componenti della
protezioni civile, o vigili del fuoco, avrebbero potuto salire nei paesi interessati e dare comunicazione diretta alla popolazione della situazione in essere. A questo proposito, sarebbe auspicabile una campagna di sensibilizzazione per far sì che la cittadinanza si iscriva a piattaforme di Alert-System per ricevere in tempo reale eventuali segnalazioni. Un piccolo provvedimento che potrebbe migliorare sensibilmente la comunicazione informativa del Comune. Anche su questo, però, l'amministrazione nicchia.
Ma non erano loro i responsabili amministratori?

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

IN RISPOSTA AI CIVICI APUANIQuando si risponde pubblicamente occorrerebbe prima di tutto leggere gli atti. La Consiglier...
05/07/2026

IN RISPOSTA AI CIVICI APUANI

Quando si risponde pubblicamente occorrerebbe prima di tutto leggere gli atti. La Consigliera Bennati, con la sua mozione, chiedeva principalmente che il Comune di Massa interloquisse “con la Provincia di Massa Carrara per arrivare ad un accordo di convenzione sull’utilizzo pubblico del mulino di Canevara”. Solo in caso ciò non fosse possibile, e non capiamo come sia impossibile, visto che la maggioranza in Comune a Massa è la stessa in Provincia, procedere all’acquisto.
Noi riteniamo sia sbagliato mettere all'asta beni pubblici, sottraendoli alla collettività. Mantenere la disponibilità pubblica del patrimonio immobiliare con progettualità sociali a favore di tutta la cittadinanza deve essere una priorità di chi ha a cuore il benessere collettivo. Sicuramente non sta a cuore di chi si adopera affinché i privati esproprino i beni comuni per fare profitti personali.
La decisione del consiglio comunale sulla mozione non è stata certo a favore della collettività, ma nella direzione di favorire la privatizzazione dei beni collettivi. Parlare di scelte responsabili e di uso oculato delle risorse, quando è sotto gli occhi di tutti il degrado profondo in cui è caduta la nostra città con le strade comunali di montagna che stanno cadendo a pezzi, con la manutenzione ordinaria che manca nelle periferie da tempo (basta vedere le jungle sparse per la città che rendono pericoloso il transito delle auto e dei motocicli), così come in centro, oppure con i rifiuti non raccolti che “decorano” le strade della città, per capire quanto le parole dei “Civici Apuani” raccontino una realtà che solo loro vedono.
Se la spesa oculata sono i 42.000 euro spesi per le lucine a Marina di Massa o i 30.000 euro per pagare Canale 5 per la trasmissione-passerella sul nostro territorio, allora vuol dire che la distorsione della realtà ha ormai offuscato le menti dei “Civici Apuani”.
Che il mulino di Canevara non sia una priorità per il Comune di Massa, ma neppure per la Provincia di Massa Carrara, è evidente: ci sarebbero stati bandi europei che avrebbero permesso la ristrutturazione dell’intero mulino con la possibilità di indicare un recupero sociale di quel bene, ma gli addetti ai lavori della Provincia non hanno verificato quali fondi avrebbero potuto intercettare per la ristrutturazione e la valorizzazione del mulino. La cecità di certe istituzioni e la mancanza cronica di fondi alle Province portano a questi sciagurati risultati.
In tutto questo, a fine mese, con molta probabilità, si aprirà una nuova asta e la nostra comunità perderà il possesso di un bene storico.
Non raccontateci quindi, “Civici Apuani”, la storiella dei soldi spesi in maniera oculata.
Nulla per la viabilità, nulla per l'emergenza abitativa, nulla per la sicurezza della città e nulla per le politiche giovanili.
Quali sono, allora, le vostre vere priorità?
Le nostre sono il bene comune e l'interesse dell'intera collettività.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

Nella seduta del Consiglio comunale di Massa di lunedì 29 giugno, è stata discussa la mozione presentata dalla consiglie...
02/07/2026

Nella seduta del Consiglio comunale di Massa di lunedì 29 giugno, è stata discussa la mozione presentata dalla consigliera Daniela Bennati del Polo Progressista e di Sinistra per l'acquisto da parte del Comune dello storico mulino di Canevara, attualmente di proprietà della Provincia e messo all'asta per un valore base di 70.000€. La prima asta, dello scorso 18 novembre, è andata deserta. A fronte di questo, ci siamo impegnati per chiedere al Consiglio comunale l'acquisto del bene per tutelarne l'identità e restituirlo all'intera collettività. Partendo dal principio che riteniamo inopportuno mettere all'asta beni pubblici che vengono sottratti all'utilizzo collettivo e diventano spesso immobili privati che gentrificano centri storici e paesi, alterando il mercato degli affitti, sarebbe necessario mantenere la disponibilità pubblica del Patrimonio immobiliare con progettualità sociali che riqualifichino gli spazi a favore di tutta la cittadinanza.
Nel caso specifico, ricordiamo che parliamo di un bene storico di grandissimo rilievo, presente fin dal XIV secolo e dalla fine del Settecento di proprietà della famiglia Guerra. Agli inizi degli anni Duemila venne acquistato della provincia. Purtroppo, constatiamo una chiusura molto netta da parte dell'amministrazione, un no secco alla montagna di Massa e al paese di Canevara, in particolare. Tutto questo da parte di un'amministrazione che voleva proporre la città come capitale della cultura, risultando poi incapace di tutelare i beni storici presenti sul suo territorio.
Ricordiamo che diverse associazioni locali si sono fatte avanti per la gestione del mulino, in accordo con l'amministrazione, senza considerare che il paese di Canevara è lo sbocco naturale dei paesi della montagna, potendo diventare così una porta di accesso all'intero entroterra di Massa. Progetti non mancano: da un piccolo museo, a un punto di ristoro per i pellegrini che percorrono la Via Vandelli, al progetto di castanicoltura per la valorizzazione dei castagni di cui è ricco il nostro territorio. Potrebbe essere uno dei fulcri del cosiddetto “turismo lento”, creando così una vera connessione con il resto del territorio. Per tutte queste ragioni riteniamo un grandissimo errore lasciarlo cadere in mani private, privandolo così della sua identità, e faremo il possibile perché questo non accada, nell'ottica che ogni bene comune debba rimanere a disposizione della collettività.
Giù le mani dai beni comuni!

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna
Circolo PD Montagna
Claudia Giuliani Segretaria PD Massa

MULINO DI CANEVARA: PER UN PIENO RECUPEROCogliamo l'occasione per riportare l'attenzione sulla sorte di un bene comune d...
29/06/2026

MULINO DI CANEVARA: PER UN PIENO RECUPERO

Cogliamo l'occasione per riportare l'attenzione sulla sorte di un bene comune di grande valore che va recuperato: il mulino dei Guerra di Canevara. Mulino storico del territorio, presente fin dal XIV secolo, dalla fine del Settecento di proprietà della famiglia Guerra che lo mantenne fino agli inizi degli anni Duemila quando venne acquistato dalla Provincia. Dopo anni di silenzio, e dopo avere dato in comodato gratuito la struttura ai Giovani Esploratori, oggi il mulino si trova all'asta per circa
70.000€. Una prima seduta si è svolta lo scorso 18 novembre, andando deserta. Dopo mesi di silenzio, vogliamo riportare l'attenzione su un bene che va recuperato e che deve rimanere pubblico.
Potrebbe, infatti, essere un punto importante di aggregazione e un motore di nuovo sviluppo per il paese di Canevara, ma non solo. Potrebbe tornare ad essere un punto importante di riferimento per la montagna massese trasformandolo in un piccolo museo, un punto di ristoro per i viandanti della montagna, visto che si trova proprio al centro della valle del Frigido, e magari potrebbe essere collegato alla storica Via Vandelli. Potrebbe essere uno dei fulcri del cosiddetto “turismo lento”, creando così una vera connessione con il territorio. Idee e progetti non mancano, così come non mancano associazioni pronte a prendere in mano la struttura e a gestirla collettivamente, come dovrebbe essere per i beni comuni. Come Rifondazione, ci opponiamo alla vendita del bene a privati ed esortiamo il Comune ad attivarsi e a dialogare sia con la Provincia che con le associazioni che avrebbero intenzione di gestire la struttura.
Segnaliamo, inoltre, che la frana verificatasi lo scorso novembre proprio nei pressi
del viottolo d'accesso al mulino non è stata ancora del tutto sistemata. Il versante non è ancora sicuro, non essendo stato messo in sicurezza. Non solo, i vari detriti sono stati raccolti dal viottolo e gettati nel terreno sottostante, che è di proprietà di un privato e quindi negando anche ad esso l'accesso all'area.
Chiediamo, quindi, che venga prima di tutto messa in sicurezza l'area e che poi il Comune di Massa si attivi per un acquisto del bene per una gestione collettiva con le varie associazioni del territorio interessate.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

RIVERSAMENTO DI MARMETTOLA NEL FRIGIDO Segnaliamo che nel tratto di Frigido che scorre presso Poggio Piastrone è visibil...
25/06/2026

RIVERSAMENTO DI MARMETTOLA NEL FRIGIDO

Segnaliamo che nel tratto di Frigido che scorre presso Poggio Piastrone è visibile, dal primo pomeriggio di giovedì 25 giugno, un riversamento di marmettola nelle acque del fiume. Probabile che la causa sia dovuta alla presenza della segheria di S. Antonio, pochi metri sopra. Infatti, prima della struttura l'acqua risulta limpida, mentre è lattiginosa subito dopo. La fuoriuscita può essere causata da eccessiva negligenza o da un problema ai serbatoi. Il fatto è stato segnalato tempestivamente agli uffici competenti, ma ci dovrebbe essere maggiore attenzione e trasparenza verso un problema ambientale non certo secondario. Da tenere presente inoltre che, nello stesso tratto, il fiume è frequentato dai bagnanti, soprattutto in queste calde giornate di inizio estate. Ed infatti diversi bagnanti sono stati avvistati proprio nei pressi del tratto interessato, esponendo quindi la propria salute a diversi rischi, senza considerare il danno ambientale che ne consegue. Sempre a riguardo della sicurezza dei bagnanti, segnaliamo che il ponte pedonale di Canevara presenta cedimenti, lato monti; l'area è stata solamente transennata.
Inoltre, a proposito di sicurezza ambientale, viene segnalato che, qualche tempo fa, nei pressi dei paesi di Canevara e Guadine dei liquami erano riversati nelle acque del fiume. Il problema è stato segnalato, ma mai risolto.
Tutto questo non è un incidente di percorso, ma una situazione purtroppo ormai consolidata e frequente. Gli studi dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) indicano che il Frigido ha una qualità ecologica inferiore agli standard desiderati a causa dell'alterazione del substrato da parte della marmettola. Qualche anno fa, nel 2022, Forno subì una grave crisi idrica quando l'acquedotto venne invaso dalla marmettola. Il fenomeno rese l'acqua torbida e non potabile per diversi giorni, scendendo improvvisamente nei torrenti locali. Al Cartaro, sotto il bacino marmifero di Casette, questo materiale si infiltra nel sistema carsico, inquinando le falde acquifere e causando frequenti episodi di torbidità e inquinamento nei corsi d'acqua.
Non si tratta di una piaga biblica, immutabile e irrisolvibile, ma di fenomeni illeciti fin troppo tollerati, in palese contrasto con gli obblighi comunitari sulla tutela delle acque destinate al consumo umano e per la difesa degli habitat naturali e semi naturali, nonché con le normative nazionali per la salvaguardia dell’acqua e per la
tutela del paesaggio.
Pretendiamo, una buona volta, la dovuta attenzione e concrete attività da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la difesa della fondamentale risorsa idrica.

Rifondazione Comunista Circolo della Montagna

22/06/2026

Indirizzo

Via Polveriera
Massa
54100

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