BORGO BLU

BORGO BLU Borgo Blu laboratori di inclusione autonomie

01/06/2026

☀️ L’estate sta arrivando... e da Borgo
Blu ci stiamo preparando a viverla insieme!

Un tempo fatto di:
🌈 giochi educativi
🎨 laboratori creativi
🤸 attività motorie
🧩 potenziamento delle autonomie
❤️ socializzazione, sorrisi e crescita

Perché l’estate può essere anche un’occasione speciale per imparare, scoprire e divertirsi insieme.

Presto vi sveleremo tutte le attività, gli orari e le novità del nostro spazio estivo

📍Borgata Costiera
📱 +39 350 1754942 (solo messaggio whatsapp)


GiocoEducativo
Estatelnsieme Pedagogia Bambini

☀️ L’estate sta arrivando... e da BorgoBlu ci stiamo preparando a viverla insieme!Un tempo fatto di:🌈 giochi educativi🎨 ...
29/05/2026

☀️ L’estate sta arrivando... e da Borgo
Blu ci stiamo preparando a viverla insieme!

Un tempo fatto di:
🌈 giochi educativi
🎨 laboratori creativi
🤸 attività motorie
🧩 potenziamento delle autonomie
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GiocoEducativo
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29/05/2026
28/05/2026

Il modello Borgo Blu: un’eccellenza unica in Italia che la Sanità Siciliana non può continuare a ignorare
​di Giancarlo Di Simone
Presidente dell’Associazione Progetto Isola (API)
​Esistono realtà che non nascono da un freddo protocollo burocratico, ma dalla determinazione incrollabile di chi decide di trasformare un vuoto assistenziale in un modello d’eccellenza. Una di queste è Borgo Blu a Mazara del Vallo. Oggi, in veste di Presidente dell’Associazione Progetto Isola (API), sento il dovere di porre pubblicamente una domanda tanto semplice quanto cruciale: com’è possibile che una struttura quasi unica nel panorama nazionale non attiri la piena attenzione e il totale sostegno della sanità siciliana per essere valorizzata come centro specializzato di riferimento?
​L'Associazione Progetto Isola è orgogliosamente gemellata con il centro Borgo Blu. Ne condividiamo la filosofia profonda, la visione e, soprattutto, ne peroriamo la causa in ogni modo e in ogni sede possibile, convinti che questa struttura rappresenti un patrimonio insostituibile per la collettività.
​Se guardiamo all’Italia, esistono splendide esperienze dedicate all'autismo e alla neurodivergenza, ma la maggior parte di esse eccelle in un singolo segmento: c’è chi fa ristorazione, chi gestisce strutture ricettive, chi si limita alla clinica. La straordinaria unicità di Borgo Blu sta invece nella sua visione globale a 360 gradi. Siamo di fronte a un ecosistema integrato che unisce ciò che altrove viaggia separato: un approccio clinico-scientifico rigoroso basato sull'Analisi Comportamentale Applicata (ABA), l'abbattimento del sovraccarico sensoriale, una rete formativa che entra nelle scuole (come il nostro progetto Scuola Amica del Blu), un ponte concreto con il tessuto imprenditoriale locale e la progettualità a lungo termine del "Dopo di Noi".
​Trovare una realtà che metta insieme scienza, scuola, impresa, ambiente e residenzialità in un unico disegno sinergico è quasi impossibile. Se filtriamo il panorama nazionale con questo livello di completezza, i centri in Italia si riducono a pochissime unità. Borgo Blu non è semplicemente uno dei tanti presidi: è un modello pilota nazionale nato dall'ostinazione di chi crede ciecamente nel principio del profondo rispetto per l’uomo e per il creato.
​Davanti a questa eccellenza, la domanda alla sanità regionale sorge spontanea: perché le famiglie del nostro territorio devono ancora essere costrette a un faticoso e costosissimo "turismo assistenziale", saltando da una struttura all'altra per cercare, per lo più invano, di coprire i bisogni dei propri figli, quando esiste già qui una filiera completa e pronta all'uso?
​Come API, continueremo a lottare e a far sentire la nostra voce affinché questo centro venga riconosciuto per il suo reale valore. Mettere pienamente a regime Borgo Blu, integrandolo in modo stabile e strutturato nella rete sanitaria siciliana, non sarebbe un atto di beneficenza. Sarebbe una scelta strategica, lungimirante e amministrativamente impeccabile. Significherebbe offrire risposte concrete basate sull'evidenza scientifica e dare dignità a centinaia di ragazzi e alle loro famiglie, generando al contempo un immenso valore sociale ed economico per l'intera comunità.
​Noi abbiamo gettato le fondamenta e dimostrato che un'alternativa d'avanguardia è possibile. Adesso spetta alle istituzioni sanitarie della Regione Siciliana fare la propria parte: riconoscere questa risorsa, valorizzarla e metterla pienamente a disposizione di un territorio che ne ha un disperato e urgente bisogno.

24/05/2026

L’unione fa la forza, ma soprattutto fa la differenza! 💙Oggi ho avuto il piacere di incontrare due papà davvero meravigliosi: Roberto Tranchida e Mario Billardello. È stato un momento di grande condivisione, energia positiva e calore umano.Quando ci si unisce con l'obiettivo di creare qualcosa di bello, nascono sempre grandi cose. E a proposito di grandi cose... tenetevi pronti, perché a breve ci saranno grandissime novità per il Borgo Blu! 🌟Restate sintonizzati! 🚀✨

💙 GRAZIE DI CUORE A RENZO CHIOFALO, ALL’AIISF E ALL'ORDINE DEI MEDICI DI TRAPANI! 💙Oggi vogliamo esprimere la nostra più...
23/05/2026

💙 GRAZIE DI CUORE A RENZO CHIOFALO, ALL’AIISF E ALL'ORDINE DEI MEDICI DI TRAPANI! 💙Oggi vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a Renzo Chiofalo e a tutta la sezione AIISF di Trapani per la straordinaria iniziativa di solidarietà e la raccolta fondi attivata a favore di Borgo Blu.Un ringraziamento speciale va anche all'Ordine dei Medici della Provincia di Trapani per il grande supporto dato a questo progetto.Abbinare lo sport ai valori del sostegno e della vicinanza è un gesto bellissimo, che ci dà nuova forza per portare avanti i nostri progetti. Ogni contributo ricevuto è un mattone fondamentale per il futuro della nostra realtà.Grazie a chi ha donato, a chi ha corso e a chi, con il cuore, ha reso possibile tutto questo. Siete speciali!

https://www.fedaiisf.it/sport-e-solidarieta-a-trapani-raccolta-fondi-per-borgo-blu-attivata-una-raccolta-fondi-tramite-aiisf-sez-trapani/

Una mattinata di sport per aiutare la cooperativa sociale Borgo Blu. Al Circolo Tennis Trapani si svolgerà la prima “Giornata Sportiva di Solidarietà”,

23/05/2026

✳️ L’ossessione delle multe, la percezione di una città poco sicura e controllata e l’incubo delle cartelle esattoriali.

Ci sono scelte amministrative che dovrebbero aiutare a costruire il senso civico, educare al rispetto delle regole e favorire una convivenza più ordinata e serena. Quando però molti cittadini percepiscono che il linguaggio prevalente sia quello della sanzione, nasce inevitabilmente un senso di amarezza, di distanza e, talvolta, di esasperazione.

Negli ultimi tempi, tante persone manifestano disagio davanti a modalità di controllo che sembrano privilegiare soprattutto l’aspetto repressivo: auto civili che percorrono le strade fotografando mezzi in sosta irregolare, verbali elevati senza alcun richiamo preventivo, nessuna possibilità di correggere immediatamente un errore o una distrazione. Tutto questo alimenta la sensazione che non ci sia più spazio per quella dimensione educativa che dovrebbe accompagnare il rispetto delle regole.

Naturalmente nessuno mette in discussione la necessità dei controlli e del rispetto del codice della strada. Le regole sono indispensabili per garantire ordine, sicurezza e tutela di tutti. Ma proprio perché le regole sono importanti, dovrebbero essere percepite come strumenti al servizio della comunità e non come elementi vissuti soltanto in chiave punitiva.

Accanto a questo emerge anche un’altra sensazione diffusa, forse ancora più delicata: quella di vivere in una città nella quale molti cittadini faticano a sentirsi pienamente sereni e sicuri nella quotidianità. E qui nasce spontanea una domanda che tante persone si pongono: possibile che il controllo appaia così presente e rigoroso su alcuni aspetti, mentre su altri si avverte invece un senso di fragilità, di disordine o di insufficiente vigilanza?

Quando accadono episodi che colpiscono profondamente l’opinione pubblica — come le recenti rapine avvenute in pieno centro storico ai danni di alcune ragazze in orario serale — è naturale che si aprano discussioni, prese di posizione e confronti politici. Ma proprio questi fatti fanno emergere, in tanti cittadini, la percezione di una sproporzione tra l’attenzione quotidiana rivolta alle infrazioni stradali e quella che invece dovrebbe essere garantita, soprattutto nelle ore serali, alla sicurezza urbana e alla serenità delle persone.

Se, come è stato riferito pubblicamente, nelle ore notturne il servizio sul territorio può contare su risorse molto limitate, allora diventa comprensibile il disagio di chi si domanda se non sia opportuno trovare un equilibrio diverso tra attività sanzionatoria, prevenzione e presenza concreta nei luoghi della vita quotidiana.

A tutto questo si aggiunge il forte malessere causato, nell’ultimo anno, dall’invio di numerose cartelle esattoriali e richieste di pagamento che, secondo quanto lamentano molti cittadini, avrebbero raggiunto indistintamente anche persone convinte di essere in regola con i versamenti effettuati. Al di là degli aspetti tecnici e amministrativi, ciò che colpisce è il senso di stress e smarrimento che si genera quando il cittadino, pur avendo conservato ricevute e cedolini, si trova costretto ad affrontare verifiche, uffici, attese e procedure spesso vissute come un tunnel burocratico logorante.

È evidente che ogni amministrazione abbia il dovere di recuperare quanto dovuto e di garantire correttezza nella gestione delle risorse pubbliche. Ma è altrettanto importante che tutto ciò avvenga con modalità capaci di trasmettere fiducia, chiarezza e serenità, evitando che le persone si sentano travolte da meccanismi percepiti come impersonali.

In fondo, anche nella vita sociale e amministrativa dovrebbe valere quel principio evangelico tanto semplice quanto profondo pronunciato da Gesù: “Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”. Le norme, le strutture e gli strumenti dell’organizzazione civile devono avere sempre al centro la persona, la sua dignità, il suo bene concreto, la qualità della sua vita.

Il desiderio della gente non è vivere in una città “militarizzata” dalle multe, ma in una comunità nella quale ci si senta custoditi, ascoltati e accompagnati. Una città davvero vivibile non è soltanto quella dove si sanziona chi sbaglia, ma quella dove le famiglie camminano tranquille, gli anziani si sentono protetti, i giovani trovano spazi sani di aggregazione e il cittadino percepisce un clima generale di equilibrio e serenità sociale.

Un’amministrazione vicina alla gente non rinuncia ai controlli, ma cerca anche modalità capaci di prevenire, richiamare, spiegare. In tante situazioni basterebbe un segnale, un avviso, persino un semplice richiamo sonoro per permettere a chi ha commesso una leggerezza di rimediare immediatamente. Il cittadino non deve sentirsi “braccato”, ma accompagnato verso comportamenti più responsabili.

Educare è sempre più difficile che punire. Punire è immediato; educare richiede presenza, pazienza, dialogo e senso umano delle situazioni. Ma è proprio questa la sfida più alta di chi amministra una comunità.

Questa riflessione non vuole essere un attacco a nessuno, né una polemica politica. Vuole semplicemente dare voce a un disagio diffuso che tanti cittadini confidano quotidianamente anche a noi sacerdoti, chiamati ad ascoltare le fatiche, le paure e le preoccupazioni della gente.

Forse la vera sfida, oggi, è ritrovare insieme un clima di fiducia reciproca, nel quale il rispetto delle regole si accompagni alla costruzione di una città più umana, più serena e più attenta ai bisogni reali delle persone.

Don Antonino Favata
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- Direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute di Mazara del Vallo
- Cappellano del Presidio Ospedaliero “Abele Ajello” di Mazara del Vallo
- Parroco di San Giuseppe, Borgata Costiera di Mazara del Vallo

Indirizzo

Mazara Del Vallo
91026

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